RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Quand'ero Bambino


Parma, Ugo Guanda Editore, 2001

Affaccia sulla finestra del mondo con occhi pieni di meraviglia, i suoi anni sono quelli della Parigi ai primi del Novecento, con le passeggiate in metropolitana, le vacanze, i cinema, le cartoline illustrate e la miseria dei tanti quartieri della città.
E' la realtà vissuta da un bambino molto legato ad un padre solitario e triste che dopo essere stato nel vagone bar della metropolitana, dimentica a quale fermata doveva scendere. Ma nonostante questo rapporto un po' travagliato, il piccolo è quasi sempre in compagnia del padre, la figura materna e dei fratelli appaiono solo marginalmente. In questa sorta di dualismo tra padre e bambino, il primo guarda la realtà con occhi di adulto con tristezza e consapevolezza mentre il secondo la guarda con spensieratezza ed innocenza anche se attento alle cose che lo circondano.
Prévert in questo racconto autobiografico trasmette la purezza dei sentimenti, quelli più autentici, la semplicità e spontaneità di un bambino, ma soprattutto fa affiorare i ricordi legati alla nostra infanzia, agli anni vissuti con innocenza e gioia o con tristezza e dolore, sentimenti che il tempo rafforza o indebolisce e che diventano parte della nostra esistenza, e nella nostalgica consapevolezza del tempo che ormai è stato vissuto ed è scivolato via, affiora nella nostra anima il volto ed il sorriso del fanciullino.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 2 settembre 2001