RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Come le vespe d'autunno

Giorgio Celli
Venezia, Tascabili Marsilio, 1998

Se quella mattina, contrariamente al solito, la sua "governante" Tecla non gli porta il giornale, è per proteggerlo da una brutta notizia: un suo caro amico è morto a mezzanotte, cadendo da un ballatoio all'interno di Villa Fiorita, la casa di riposo dove viveva. Disgrazie che possono accadere, ma nello stesso luogo nell'ultimo anno si sono verificate altre due morti, ed entrambe a mezzanotte. E' allora che si risveglia l'indole investigativa di Camillo Lastrade, commissario a riposo. Pacatamente, ma inesorabilmente, interroga dipendenti ed ospiti e scopre retroscena sconcertanti: Villa Fiorita non è così tranquilla come sembra. Lastrade comincia a mettere da parte frammenti di un puzzle e l'ultimo tassello sarà rappresentato dal colpo di scena finale, come si conviene ad un giallo che si rispetti. "Come le vespe d'autunno" è uno di quei libri che ci chiamano dallo scaffale della biblioteca, che acquistiamo o prendiamo in prestito irrazionalmente, affascinati dal titolo o dalla copertina. La curiosità di capire il titolo viene soddisfatta solo nelle ultime pagine, quando finalmente la cortina di nebbia si solleva e la similitudine con le vespe ci fa entrare nella mente dell'assassino e guardare per un attimo la vita (e la morte) con i suoi occhi.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 2 settembre 2001