RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

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A proposito di cooperazione...



La cooperazione nell'ambito dei servizi bibliotecari riceve un grosso impulso negli anni '70 grazie alle sempre più chiare e pressanti richieste, da parte della società civile, di vedere garantiti i diritti all'istruzione e all'informazione e soprattutto grazie all'enorme influenza esercitata dall'informazione scientifica, che cerca di fronteggiare il fenomeno "dell'esplosione delle informazioni" attivando procedure di rete capaci di effettuare un maggior controllo bibliografico e fornire una migliore disponibilità di documenti, nonché la possibilità di mettere in relazione i risultati di analisi e ricerche in tempi reali.
L'incentivo alla cooperazione, intesa come convergenza di risorse economiche e strumentali da mettere in comune per la realizzazione di scopi comuni, stimolato dallo sviluppo della tecnologia e dell'informatica, nasce da reali esigenze e richieste avanzate all'interno di congressi da parte di istituzioni internazionali qualificate al di fuori degli schieramenti politici i quali successivamente si fanno portavoce presso le proprie sedi istituzionali delle occorrenze necessarie per la realizzazione ed armonizzazione delle relative normative.
In Italia si assiste ad uno scollamento tra la ricchezza del dibattito relativo al fenomeno cooperativo e i ritardi nelle realizzazioni concrete (tranne in poche realtà fortunate).
Ancora ci si impegna a convincere dell'opportunità di cooperare, alcuni ponendo l'accento sul fattore economico: mettere insieme risorse per risparmiare; altri accentuando maggiormente l'aspetto dei risultati: viene garantita una qualità e una quantità di servizi di più alto profilo.
Di fronte a questo panorama occorre dire senza facili entusiasmi, ma testimoniando un'esperienza concretamente vissuta, che il Consorzio SBCR si qualifica oggi come una delle poche realtà fortunate che hanno concretizzato una vera rete di cooperazione tra biblioteche.
Le linee programmatiche approvate dall'Assemblea dei Sindaci contestualmente al bilancio, ne sono una prova; emerge chiaramente l'intento di allargare la cooperazione ormai consolidata tra le biblioteche, anche ad altri soggetti coinvolti nel processo culturale e informativo, sia attraverso la "tessitura" di reti informative più ampie quali archivi, scuole e musei, sia offrendo supporti qualificati ad utenti che solo marginalmente utilizzano le strutture e i servizi bibliotecari di Ente locale nel loro processo di crescita culturale, quali ad es. Università, ASL, Camera di Commercio, agenzie di formazione, società private ecc.
Riteniamo che la cooperazione sia un meccanismo complesso che richiede una costante verifica e la condivisione di obiettivi con tutti i soggetti coinvolti.
Essa può creare economie, tuttavia il vero obiettivo è quello di garantire un più alto standard di servizi, di favorire l'integrazione tra realtà culturali omogenee, di assicurare l'efficienza e l'efficacia degli strumenti attivati nei progetti.
Risentiamo comunque dei limiti di mentalità che rallentano in qualche modo un vero e proprio decollo del Consorzio verso livelli di qualità di soddisfacimento delle esigenze dell'utenza che trovano riscontro solo in alcuni paesi del nord Europa.
La realtà del campanile e la scelta dell'isolamento culturale non favoriscono la liberazione di sinergie e nuovi stimoli necessari allo sviluppo della cooperazione anche a livello normativo.
Su questo versante la normativa nazionale e regionale è tesa ad avviare rapporti di collaborazione, anche con sostegni economici, ma paradossalmente non prevede, tra i soggetti eleggibili a contributi, le forme di cooperazione consolidate, quali i consorzi.
Qualunque possa essere il destino di questa esperienza, abbiamo la consapevolezza, suffragata dai risultati finora raggiunti, di operare nella direzione dei livelli e standard acquisiti nella realtà europea, sia per il metodo di lavoro fondato sulla gestione per obiettivi, sia per l'alto grado di cultura di servizio espresso, sia per la capacità di valutare e controllare l'efficacia e l'efficienza degli strumenti adoperati.
I corsivi sono tratti da BibliotEconomia, Valutare la cooperazione di Anna Galluzzi.