RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Itinerari letterari

La badessa di Castro … e Albano

Con la seguente rubrica vorremmo rivisitare il nostro territorio soprattutto attraverso la letteratura, antica e contemporanea, quella di viaggio o saggistica, sì, ma anche quella d'invenzione, antica e contemporanea, sperando di ri-scoprire con i nostri lettori non solo gli scorci più suggestivi , ma anche gli autori che li hanno amati.
I prossimi appuntamenti saranno con Washington Irving, Mme de Stael, James Frazer, Niccolò Ammaniti...e se vorrete indicarne altri, ben vengano nuove segnalazioni per arricchire la raccolta.

 

" Questa graziosa città d'Albano, così vicina al quartier generale dei briganti, vide nascere nel 1542 Elena di Campireali. Suo padre passava per il patrizio più ricco del paese, e perciò aveva potuto sposare Vittoria Carafa, che possedeva grandi terre nel Regno di Napoli.."
"...Tale era l'amore che ad Elena appena diciassettenne seppe ispirare Giulio Branciforte. Era questi uno dei suoi vicini, poverissimo: abitava una casupola costruita sulla montagna, a un quarto di lega dalla città, in mezzo alle rovina dell'antica Alba e sullo scrimolo di quel precipizio alto centocinquanta piedi, tappezzato di verdure, che circonda il lago.Codesta casa, vicinissima alle cupe e magnifiche ombre della foresta della Faiola, fu poi abbattuta per la costruzione del convento di Palazzolo...".
Sono alcuni brani tratti da " La badessa di Castro ", dove si narra di una storia d'amore di due giovani castellani della seconda metà del 1500. A raccontarla è lo scrittore francese Henry Beyle, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Stendhal, tra i più famosi e appassionati viaggiatori, europei e non solo, che nell'arco di oltre due secoli girarono, vissero e amarono l'Italia, attratti non solo dalle innumerevoli testimonianze dell'antichità, dalle opere d'arte o dalle splendide chiese, ma anche, come afferma lo stesso Stendhal, dall'osservare "i costumi, le abitudini, i pregiudizi, i vari modi con cui un popolo cerca la felicità".
Conobbero i grandi centri culturali di Roma, Napoli, Venezia, Firenze o Bologna, ma non di rado anche le loro vicinanze, le campagne, i dintorni più piccoli...come i Castelli Romani, spesso mete privilegiate di soggiorni estive e di gite.
Tuttavia, se il Grand Tourist più rinomato è generalmente il creatore di arti visive e plastiche, e forse almeno una volta abbiamo avuto occasione di ammirarne un quadro o una stampa raffigurante la campagna romana, il lago di Nemi o il ponte di Ariccia, più raramente ci capita di imbatterci in opere letterarie che degli stessi luoghi parlino con il linguaggio della scrittura.

Per la rubrica Itinerari letterari - Numero 21 maggio 2003