RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

Una valida alternativa ai dolci tipici carnascialeschi...

Ora le piangeva il cuore vedendolo ingoiare il cibo disgustoso preparato dalla moglie, che non avrebbe mangiato neanche lo sguattero. Aveva una gran voglia di portarglielo via dal piatto e gettarlo nella spazzatura. "Ti spinge il suo piatto davanti e tu poi non riesci a mangiare quello che ti ho preparato io" si lamentava Nirmala. "Si chiude a chiave in cucina, per non farmi vedere che spezie mette nel curry. Se un giorno scoppia un incendio e non riusciamo a salvarla, non dare la colpa a me. Le starebbe bene. Può portarsi le sue ricette segrete nella tomba" borbottava Nirmala in camera da letto, dopo aver riproposto a Vinod un altro esperimento che lui aveva elogiato mentre rischiava di soffocare. Nell'ultima settimana aveva notato che dal curry la battaglia si era estesa anche al dessert. In questo campo la moglie stava guadagnando terreno poiché i suoi dolci erano sorprendentemente buoni, mentre l'anziana donna sapeva preparare solo khir e halva. La madre, allora, cambiò tattica e mise Nirmala in secondo piano. Cominciò ad aspettare il figlio ogni sera con in mano un nuovo tipo di bevanda e Vinod veniva accolto da succhi di frutta acerba, thandai dagli strani profumi, grumosi jal jeera. Questi liquidi letali rossi, verdi e marroni calavano a loro volta in quello stomaco indifeso, dove già si scontravano khir e dolce di carote, e curry indigeribili resistevano tutta la notte come demoni di pietra. Talvolta le battaglie erano così cruente che la pelle si ribellava con leggeri sfoghi. Niente di serio, comunque. Mangiava ogni giorno quello che la madre aveva annegato nel burro e la moglie aveva bruciato. Il suo apparato digerente faceva fronte con coraggio e dignità. Ogni tanto avrebbe preferito ammalarsi e dover seguire una dieta rigida, costringendo le due donne a una tregua. Chissà, un giorno sarebbero potute diventare buone amiche, si volevano molto bene quando non erano in gara per nutrirlo.