RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

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Alla ricerca del libro perduto

Quando la rarità fa promozione

Silvano Villani intervista Mirella Delfini divulgatrice scientifica umoristica, autrice del libro La vita segreta dei piccoli abitanti del mare (Muzzio, 2000) presentato da Piero Angela nella Biblioteca Comunale di Grottaferrata.


Come mai il suo libro era sparito dalle librerie, subito dopo avere vinto due premi, perfino il prestigioso Premio Estense?
Anche i libri sono come noi: possono incappare nelle avventure più impensate.

La considera un'avventura o una disavventura?

Penso che in questo caso sia una fortuna.

Perché?

Io, vede, mi ero messa in mente, come ho scritto nella prima pagina del libro, d'essere una specie di nipotina di Verne e di dover riprendere la penna - si fa per dire, visto che oramai si scrive col computer - là dove lui l'aveva lasciata, dal momento che oggi la ricerca scientifica ha mezzi straordinari e degli animaletti marini sa molto di più. Mi sono sentita quasi in dovere di continuare il discorso che lui aveva lasciato incompiuto, visto che il microscopio elettronico a scansione ai suoi tempi non c'era.

Insomma, l'idea nasce da Verne...Da Ventimila leghe sotto i mari, suppongo.

Proprio così. E' strano, ma Verne lo sento stranamente vicino... anche per la data della mia nascita: è morto il 24 marzo del 1905, e io - tanti anni dopo, certo - sono nata nello stesso giorno e mi sembra che quella data in qualche modo ci leghi.

Sì, l'ho letto nel suo libro.
Ventimila leghe è una delle passioni più tenaci che io abbia avuto nella vita, lo rileggo e mi affascina sempre. Ma anche altri suoi libri mi affascinano. Verne non appartiene solo al mondo della fantasia, era quasi un veggente, benché neppure lui lo sapesse. Quando descriveva cose che ai suoi tempi erano pura immaginazione credeva di inventarsele, e non sapeva che si sarebbero verificate. Pensi per esempio al racconto Dalla Terra alla Luna, scritto nel 1865: si accorgerà subito che è la cronaca di fatti avvenuti quasi cent'anni dopo. Per ricordarlo al mondo, per fissarlo nella storia, è stato dato il suo nome a un cratere lunare. E Verne aveva già 'scoperto', ben prima della NASA, che al polo sud della Luna c'è il ghiaccio. Che ne dice, poi, del suo sottomarino, il Nautilus, che navigava grazie a un'energia misteriosa? E' per questo che il primo sommergibile a propulsione atomica, un secolo dopo, è stato chiamato proprio Nautilus.

Ma perché dice che la sparizione del libro che lei ha scritto, diciamo 'ispirata' da Verne, può essere un'avventura fortunata?

Me l'ha fatto capire l'interesse delle persone che per caso l'avevano avuto in mano, magari in prestito, e lo volevano per sé o per regalarlo, ma non lo trovavano. L'ordinavano alle librerie, però non arrivava. Allora mi telefonavano da una città o da un'altra: ricordo in modo particolare un professore di Alessandria che diceva "per i miei allievi è una Bibbia, vogliono studiare solo con quello, perché si divertono invece di annoiarsi. Ne ho una copia sola, come possiamo trovarlo?" Io non lo sapevo, e non mi passava neanche per la testa che qualcuno lo potesse considerare una specie di Bibbia. Sapevo solo che l'editore, Franco Muzzio, aveva ceduto i libri agli Editori Riuniti, e loro se li erano come inghiottiti. Mah. Sono stati preda dei venti del caso, come milioni di altri, buoni, cattivi, pessimi e sublimi. Però questo faceva sì che l'introvabile Storia segreta dei piccoli abitanti del mare diventasse introvabile, raro, in un certo senso prezioso. E' questo il lato fortunato dell'avventura.

E' un libro diretto ai ragazzi, o agli adulti? Io l'ho letto come un libro per adulti e mi sono divertito molto.

Beh, certo è utile per i giovani che si interessano alla biologia marina. Ma è anche una specie di romanzo, con un finale a sorpresa. E poi i disegni sono di una vera artista, che ha un gran senso dell'humour, Maria Pia Di Marco. Un mio caro amico, il professor Valentino Braitenberg, che ho conosciuto quand'era direttore dell'Istituto Max Plank di Cibernetica Biologica a Tubinga, mi ha scritto una lettera bellissima dopo averlo letto. Ha detto che tutta la biologia dovrebbe essere riscritta così, e anche la botanica: sarebbe un modo per renderla piacevole e accessibile. E in realtà questo era un pensiero che avevamo avuto, la direttrice di AIRONE, Eliana Ferioli e io. Una storia parlata delle piante. Poi è rimasta lì, ma non è detto che sia stata inghiottita dal nulla, come i miei libri.
Sono curioso di sapere come ha fatto a ritrovarli.
Beh, in realtà erano solo affondati in uno scantinato degli Editori Riuniti, abbandonati lì, chissà per quali casi che resteranno un enigma: sette anni di lavoro sepolti come il tesoro dei Maya... Beh, non voglio certo fare confronti coi tesori. Ma anche le parole sono oro, sa? E lo sono soprattutto quando riescono a interessare la gente, divertendola. Insomma, alla fine, grazie a Franco Muzzio, e a Monica Moscatelli dell'ufficio commerciale che li hanno ritrovati, me li sono ripresi tutti, e ora sono un po' sommersa. Li ho qui, nella mia unica stanza. Ma so che molti li vorranno e altri li scopriranno ora, almeno io lo spero. Grazie soprattutto alla presentazione di Piero Angela, perché sono sicura che le persone vengono per vedere lui, non gli autori che presenta. Piero Angela è quello che ha fatto di più, per la divulgazione scientifica: è lui che ha spalancato i cervelli dei telespettatori italiani, facendoci entrare un'aria eccitante, frizzante. E io l'ho seguito, prendendo però la via dell'umorismo e dedicandomi agli animaletti più piccoli, ma pieni di genio.

Bene, allora auguri. A lei e a suo 'nonno' Julius Verne. Secondo me chi ha amato Verne amerà anche il suo libro. Faccio voti perché in qualche libreria trovi un posto accanto a quelli di lui.

Purtroppo si troverà solo in libreria a Frascati. E ne hanno alcune copie le Biblioteche del Consorzio SBCR. Come potrei distribuirli io? Non è il mio mestiere, le pare?