RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

L'amico ritrovato

L'amico ritrovato è indubbiamente un notevole "romanzo in miniatura". Le capacità artistiche dell'autore, il suo passato di pittore, ben si coordinano con la visione globale dell'opera; il volume è agile, snello e scorrevole, e, come nei migliori dipinti, le sue proporzioni sono di scarsa grandezza. In esso tutto è poesia, dipinta su foglio a pennellate ora energiche ed evocative, ora dolorose e amare, che spingono il lettore ad una profonda riflessione su uno dei più atroci drammi della storia europea, la shoa.
Un ricordo speciale segna l'incipit del libro: l'incontro. Un incontro particolare, un'amicizia particolare. Fatta di "fiducia, lealtà, abnegazione" tra due giovani, Konradin e Hans, che "uniscono in sé un'innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata". Sullo sfondo, le meraviglie paesaggistiche della Foresta Nera, del Reno, del Neckar, con i suoi "venti leggeri, araldi dell'Italia".
Un'amicizia intensa, un legame nato da comuni interessi, teso a "fare il miglior uso possibile della vita" per cercare di scoprirne insieme lo scopo, vivendo appieno il periodo breve e dinamico dell'adolescenza; un'amicizia innocente, fatta di dialoghi, domande, curiosità, interessi, problemi e, allora come oggi, di scarsa comunicazione con i genitori.
Poi, d'improvviso, una cortina nera inizia ad avvolgere i cieli della Germania. Il nazismo, prima lentamente, poi a rullo di tamburo, invade le città, le strade, le case, i cuori, le stanze, con foto di Hitler o con copie del Mein Kampf raggiunge piuttosto facilmente la famiglia di Konradin. E' l'inizio della fine, o, forse, il risveglio dalla meravigliosa illusione, per Hans. Konradin, alla prova, non mostra di avere il suo stesso senso dell'amicizia. La loro armonia inizia prematuramente a mostrare crepe, e poi fratture. Il romanzo raggiunge una delle sue migliori espressioni poetiche proprio quando testimonia la rottura tra i due: nel momento del massimo bisogno, Hans si ritrova solo, in una "strada fredda e vuota come una spiaggia in una giornata d'inverno".
Una storia piacevole, fluida, fatta di pennellate brevi ma intense. Sorretta da un'illusione durata un breve periodo, ma indimenticabile, che ha lasciato tracce profonde e incancellabili nella memoria dei protagonisti.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 36 ottobre 2004