RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Appuntamenti nella capitale

Lo stato della lettura

Il presidente Ciampi:"L'editoria, custode e testimone delle tradizioni culturali che sono alla base della nostra civiltà, è punto d'incontro fra la memoria del passato, il presente e le prospettive del futuro".

Più Cultura più Lettura più Paese: Stati generali dell'editoria è il titolo del convegno tenutosi a Roma il 13 e 14 settembre presso il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa organizzato dall'Associazione Italiana Editori.
Il presidente Federico Motta nella premessa al libro bianco presentato per tale occasione dal titolo Dalla domanda di lettura alla domanda di cultura a cura dell'Ufficio Studi dell'AIE, afferma che gli Stati generali dell'Editoria sono nati per creare un momento di discussione, ma anche di verifica con gli interlocutori quotidiani degli editori: istituzioni, forze politiche, sociali, mezzi di comunicazione di massa, e in generale con l'opinione pubblica. Un'occasione in cui sottolineare il ruolo degli editori italiani nella loro specificità di imprenditori culturali e di promotori della stessa cultura, riconfermando la funzione del libro rispetto allo sviluppo e alla diffusione delle idee.
Egli ha inteso sottolineare che il titolo del convegno non intende evocare una "emergenza" del mondo dei libri e di chi vi ruota intorno ma piuttosto del fenomeno cultura nel nostro Paese e vuole chiamare a raccolta quanti, operatori culturali, studiosi, operatori economici della filiera, hanno a cuore il destino del libro.
L'interesse specifico di tale convegno si basa principalmente sul fatto che a invitare figure eminenti della cultura (hanno tenuto lectio magistralis Arrigo Levi, Francesco Sabatini, tra gli altri convenuti) per una discussione approfondita sull'argomento, è stata l'Associazione Italiana Editori preoccupata per i dati sconfortanti sulla lettura e sul consumo culturale in genere da parte del nostro Paese. Così le due giornate hanno registrato da un lato gli appassionati interventi di studiosi di chiara fama che hanno diversamente posto l'accento sul valore culturale del libro, dall'altro eminenti personalità nel campo dei media e dell'editoria. Il confronto, a volte duro, è stato con la rappresentanza di parte pubblica, (presenti i ministri Urbani per il Ministero per le Attività Culturali, Gasbarri per le telecomunicazioni, Moratti per la P.I. e il Presidente del Senato Marcello Pera), chiamata a dare sostegni più concreti all'opera di sensibilizzazione culturale verso il libro e verso le biblioteche pubbliche considerate a buon diritto soggetti attivi nello sviluppo del settore, sia per ciò che concerne la facilitazione del libro quale mondo dei contenuti, sia per ciò che riguarda l'incremento delle raccolte attraverso gli acquisti.
Con diversi accenti le biblioteche pubbliche sono state evocate per sottolinearne il ruolo determinante volto ad assicurare una cultura più diffusa nel Paese, biblioteche per le quali lo Stato ha il dovere di intervenire con finanziamenti appropriati, per adeguare gli spazi e per acquistare un numero maggior numero di libri.
Tra i numerosi interventi, alcuni hanno sottolineato che l'AIE con gli Stati generali ha fatto una buona cosa. Così Giovanni Laterza afferma che qui è riunita la comunità che ama i libri. Bibliotecari, editori, distributori, librai, comunità piccola ma con alcune importanti caratteristiche: non urla, non tiene in considerazione l'abito di marca, paga le tasse, pensa ad un paese migliore, vi appartiene una grande schiera di scrittori; il Ministro Gasbarri pone l'accento sulla necessità di avvicinare i giovani alla comunicazione digitale senza imbarbarire il linguaggio e assicura che le biblioteche sono un punto di incontro tra libro e tecnologia. Marcello Veneziani richiama la necessità di riportare il libro alla consonanza che gli è propria anche in rapporto alla TV ove occorre intraprendere progetti strategici per la lettura (ad es. la pubblicità occulta del libro attraverso un personaggio importante o ben noto e attraverso una campagna di promozione vera e propria con slogan tipo dal testo al contesto, leggere ovunque utilizzando i tempi morti delle attese ).
Per Alain Elkann i librai sono un punto di riferimento centrale per il libro. Parla del desiderio di possedere il libro che è assolutamente benefico. Trovare il tempo di leggere è importante. Ci aiuta a conoscere. Desiderio di pace, stabilità, rispetto, questo garantisce il libro. Il libro è il collante della conoscenza. La concorrenza va bene in questo senso perché moltiplica la possibilità di leggere. Avere un libro in mano, sempre, è buona regola. La nostra civiltà è basata sulla civiltà del libro. Applaude alle istituzioni culturali che svolgono un lavoro enorme in questo senso.
Caterina Caselli in veste di editrice per la Sugar ed. parla del diritto d'autore affermando che il copyright protegge il lavoro artistico sia sotto l'aspetto economico sia per tutelare la produzione artistica.
La tutela garantisce la creatività indispensabile per un buon prodotto. Inoltre gli scambi illegali e la pirateria distruggono il mercato. Come editore propone di lavorare insieme integrando le componenti tra le varie arti e lo Stato può intervenire per creare un sistema integrato.
Federico Motta, sintetizzando gli interventi, precisa che il ticket sui prestiti non è imposto a livello europeo e non è richiesto dagli editori. Ribadisce che occorre difendere i bilanci delle biblioteche e che è necessario finanziare la cultura del libro. Esprime soddisfazione per il lavoro svolto dal convegno nella consapevolezza che esso ha interpretato un sentimento largamente diffuso nel Paese.
A margine di questo resoconto varrà la pena segnalare alcune tabelle sulla lettura tratte al libro bianco citato.