RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

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Scanners

Il dottor Ruth ha scoperto che un farmaco, l’Ephemerol, usato in gravidanza, trasforma i feti in futuri , esseri evoluti dotati di abnormi poteri telepatici. A capo di una grande multinazionale, che ufficialmente si occupa di armamenti, ma che in realtà lavora a questa nuova invenzione, lo scienziato deve fronteggiare il malvagio Revok, potentissimo scanners, alla guida di un’organizzazione avversaria, che vuole mettere le mani sul medicinale per ridurre il mondo in schiavitù. A tal fine Ruth persuade il povero Cameron Vale, disadattato e scanners inconsapevole, ad infiltrarsi tra gli uomini di Revok.
Diventato un cult per la celebre sequenza della testa che esplode, è uno dei migliori film del primo Cronenberg, regista canadese ossessionato dai temi della mutazione e della metamorfosi. Il linguaggio scelto dal regista è quello del horror-thriller, ma Cronenberg mette da parte quasi tutti i clichés di genere, utilizzando gli effetti speciali in modo tutt’altro che scontato, e sempre in modo inaspettato e originalissimo. I risvolti terrificanti e fantastici nascono sempre in un contesto realistico e ordinario e le immagini forti e spiazzanti utilizzate dal regista servono soprattutto per rivelare i lati oscuri e nascosti della psiche umana, le inquietudini e le paure dell’uomo contemporaneo. Ma, come quasi tutti gli altri film del regista, Scanners può essere letto anche come un apologo sarcastico e pessimista sui pericoli della manipolazione genetica, e come un atto d’accusa non banale contro i soprusi della scienza e degli scienziati, che si illudono spesso di poter ricreare in modo artificiale l'essere umano (si pensi anche a Rabid, sete di sangue (1976): chirurgo senza scrupoli pratica su una ragazza in fin di vita un singolare innesto cutaneo; a Brood (1979): psichiatra assegna ai suoi pazienti una particolare terapia con la vana speranza di eliminarne gli impulsi aggressivi; o ancora a La mosca (1986), in questo senso una delle sue opere più emblematiche, che narra gli esperimenti di teletrasporto compiuti da un giovane scienziato), ma che rimangono, invece, inevitabilmente, vittime della proprie invenzioni e incapaci di impedire le tragiche conseguenze di queste ardite manipolazioni.
Cronenberg ha affermato: Il cinema vivrà una grande trasformazione, che lo aiuterà a scavare di nuovo dentro gli uomini, a guardare nella società proprio per la paura che a volte genera la tecnica, e penso anche alla genetica, a molti rami della scienza. Andiamo verso anni di grandissimo interesse scientifico, emotivo e culturale e il cinema saprà farne tesoro se analizzerà lo smarrimento degli uomini, degli artisti, degli scienziati.

Scanners”, Canada, 1981, regia di David Cronenberg, con Stephen Lack (Cameron Vale), Patrick Mc Goohan (Dr. Paul Ruth), Michael Ironside (Darryl Revok)

Per la rubrica Mediateca - Numero 43 giugno 2005