RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca digitale

Riflessioni per un nuovo modello di comunicazione per la biblioteca digitale

Dagli scaffali al web, lì dove oggi sono i cittadin


"La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. (...) La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali".

Il primo paragrafo del "Manifesto Ifla/Unesco sulle biblioteche pubbliche1994" ricorda e sottolinea l'importanza centrale che una biblioteca riveste nella società: "forza vitale per l'istruzione, la cultura e l'informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne". Funzioni primarie e di altissimo livello per questi centri dell'informazione e della formazione locale, tuttavia i servizi che offrono, per essere veramente efficaci, devono essere fisicamente accessibili a tutti i membri della comunità. Ma cosa vuol dire oggi accessibilità? Quand'è che oggi un servizio pubblico può dirsi accessibile? Ed infine, come e dove può esplicarsi questa necessità?
Per cercare di dare una risposta attuale a queste domande, con il Sistema Bibliotecario per i Castelli Romani abbiamo avviato in questi mesi un percorso che porti il sapere "dagli scaffali" della biblioteca al "web", lì dove sono i cittadini.

Dopo il 2000 nelle biblioteche si è fatto strada un nuovo approccio che ha ridisegnato la funzione e la fruizione di questi luoghi culturali. Oggi non sono più intesi solo come un posto in cui si prendono in prestito o si consultano libri, ma sempre di più come "piazze del sapere, veri e propri luoghi del welfare che offrono beni immateriali, servizi e spazi necessari alla vita e alla salute stessa delle persone di ogni estrazione sociale". La definizione è di Antonella Agnoli, esperta di progettazione di biblioteche di nuova generazione, che parla anche di biblioteca come rete di relazione e come di "un luogo fisico di cittadinanza".
Nel loro essere definite come piazze del sapere e reti di relazioni, si riscontra a mio avviso, un'analogia con la definizione che l'editore irlandese Tim O'Reilly diede, durante una conferenza nel 2004, del Web 2.0: un luogo digitale caratterizzato dalla dimensione sociale della condivisione tra utenti.
Nel Web 2.0, in cui i naviganti possono interagire, condividere e partecipare alle conversazioni che si generano on line, abbiamo visto nascere nuove forme di canali e reti di comunicazione quali blog, wiki, siti di video sharing, come Youtube, e poi i social network.
Seguendo quest'analogia, si può quindi intendere il Web 2.0 e le sue prospettive di comunicazione - che nella logica di Beta Permanente si rigenerano e si rinnovano costantemente - come un'estensione di questa piazza del sapere che, in una dimensione liquida, passa dal fisico al digitale, dove nel secondo si coltivano e fidelizzano vecchie e nuove relazioni umane intorno al sapere.

Da qui l'importanza per un consorzio di biblioteche, come il Sistema Bibliotecario per i Castelli Romani, di saper comunicare in maniera efficace, coinvolgente ed entusiasmante, informando, divertendo ed educando; di restare in ascolto dei propri utenti/cittadini per poter scegliere e modulare la comunicazione sui differenti canali di comunicazione digitale; di rispettare il criterio di omogeneità di linguaggio tra le biblioteche dello stesso sistema al fine di creare un'identità visiva e un tono di voce univoco e riconoscibile agli occhi - spesso distratti - di tutti gli utenti/cittadini.

Ma come potersi preparare per poter cogliere al meglio queste nuove sfide comunicative? Una risposta l'abbiamo trovata in questi mesi di lavoro cogliendo e adottando un nuovo modello di comunicazione che pone i cittadini al centro nel rapporto tra questi ultimi, pubblica amministrazione e informazione.
In questo nuovo modello si inserisce la proposta modulata da Pa Social, la prima associazione italiana dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione nella pubblica amministrazione portata avanti attraverso social network, chat e tutti gli altri strumenti innovativi messi a disposizione dal web. "La comunicazione di enti e aziende pubbliche va ripensata con una logica da redazione unica e con la consapevolezza che i nuovi strumenti (web, social, chat) toccano ormai la totalità degli uffici che hanno a che fare con comunicazione, informazione, rapporti con il pubblico, rapporti con la stampa, citizen satisfaction, partecipazione, trasparenza, accesso civico, campagne di comunicazione, organizzazione di eventi, comunicazione interna".
Il Consorzio SBCR, in quanto ente pubblico può cogliere appieno questa rivoluzione copernicana proposta da Pa Social e iniziare a scrivere una sua narrazione nel web, incontrando i suoi vecchi utenti/cittadini e conoscendone di nuovi. "Questo è l'obiettivo da raggiungere per un settore pubblico davvero a portata di smartphone. Servono voglia di fare, professionalità, cambiamento culturale nell'approccio, nell'organizzazione e negli strumenti di lavoro", come spiegato da Francesco Di Costanzo, giornalista e promotore del gruppo #PAsocial, è fondatore e direttore di cittadiniditwitter.it.

Ecco che allora, nell'ambito del progetto della Regione Lazio "Biblioteche in Coworking", abbiamo dato vita ad un gruppo di lavoro, a cui hanno partecipato i bibliotecari del Consorzio SBCR e delle altre biblioteche dell'Area Metropolitana, per riflettere insieme sulle metodologie per applicare la proposta di questa rivoluzione copernicana della comunicazione pubblica. Quello che sta nascendo oggi sui canali di comunicazione digitale del Consorzio SBCR è il risultato di questi mesi di studio e lavoro: è una nuova narrazione della piazza del sapere fatta "con" il cittadino, e non più "verso" il cittadino. Ad essa si lega la creazione, e il successivo mantenimento, di un dialogo tra il Consorzio, le sue biblioteche e i cittadini, con la finalità di migliorare la percezione che i cittadini e utenti hanno delle biblioteche, rafforzandone la fidelizzazione e raggiungendo l'obiettivo della citizen satisfaction. E l'inizio di questa rivoluzione è possibile vederla con i propri occhi, toccarla con mano e parteciparvi sulla pagina Facebook del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani e su quelle delle sue singole biblioteche che ogni giorno danno vita a questa "piazza", portando il sapere dagli scaffali al web, lì dove oggi siamo noi cittadini.


Per la rubrica Biblioteca digitale - Numero 136 marzo 2018