RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Editoriale

La biblioteca della legalità


Ripensando il ruolo della biblioteca in un'ottica di mediazione tra cultura e società, di spazio dedicato alla riflessione e all'approfondimento - in modalità slow - del mondo reale, il tema della legalità è la base da cui partire per dare fondamenta solide ad una società che possa dirsi davvero civile, dove siano radicate e diffuse quelle competenze sociali di base, indispensabili per vivere una vita di relazione nel rispetto delle regole e dei diversi punti di vista.

Non è un caso che tra le otto competenze chiave di cittadinanza, individuate in ambito europeo, ce ne sia una dedicata proprio alle competenze sociali e civiche, dove conoscere e osservare norme e regole significa agire in modo autonomo e responsabile in ogni ambito.
Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Consorzio delle Biblioteche dei Castelli Romani ad aderire al progetto BILL - Biblioteca della Legalità - promosso dalla Fattoria della Legalità. Si tratta di una bibliografia di 200 titoli, selezionati da un comitato di esperti, tra storie vere, romanzi, saggi, fumetti e albi illustrati, indirizzati ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con lo scopo di promuovere la cultura della legalità, della responsabilità e della giustizia tra le nuove generazioni.
È indispensabile iniziare proprio da qui, dal mondo dei piccoli, un mondo dove la soglia d'età si abbassa sempre di più rispetto all'assunzione di atteggiamenti al limite della legalità, spesso attraverso comportamenti violenti e intolleranti, a tal punto da ispirare un progetto di legge per abbassare la soglia dell'imputabilità dei reati da 14 a 12 anni.
Naturalmente questo ha aperto un ampio dibattito, con psicologi e pedagogisti che si schierano prevalentemente contro, in quanto secondo loro un dodicenne, un tredicenne non si rende conto della gravità delle proprie azioni, puntando più su un cambiamento di rotta in termini didattico- pedagogici che su un inasprimento delle pene. Ecco quindi dove e come agire : diffondendo la cultura del rispetto, della tolleranza, dell'inclusione, della condivisione, attraverso il racconto di storie, l'osservazione di un modo diverso di vivere, soprattutto laddove l'impoverimento di opportunità non permette di conoscere altri mondi e pratiche diverse.
Se è vero che l'ambiente in cui si nasce, si cresce, si vive genera uomini diversi tra loro , allora è importante proporre ambienti diversi, prima che questo processo si concluda, in itinere, ovvero nella fase intermedia : mentre si cresce.
Diventare esseri umani responsabili e rispettosi delle regole vuol dire salvaguardare questa società da derive pericolose, vuol dire tutelare le relazioni umane, vuol dire proteggere il nostro patrimonio culturale e crescere attraverso uno sviluppo sostenibile. Rispetto, infatti, è un concetto ampio e dalle mille sfaccettature, che non si ferma ai rapporti umani, ma va oltre e si estende a tutte le esperienze della vita, non ultimo proprio il rispetto dell'ambiente, attraverso scelte sostenibili, peraltro auspicate da più fronti.
Regole e rispetto, dunque, un binomio imprescindibile da cui partire, che una volta radicato non dà più spazio a comportamenti scellerati verso le cose e le persone e, genericamente, verso tutto ciò che ci circonda.

Per la rubrica Editoriale - Numero 136 marzo 2018