RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Alvaro e... altri

Roberto Emili, Alvaro... e altri. Racconti, Romagnano al Monte (SA), Book Sprint Edizioni, 2015

Storie di abituale quotidianità. Quella dello scrittore castellano Roberto Emili è una dialettica dagli interrogativi disarmanti, dalle vicende insolite, pervaso da un vago senso di incoscienza e inadeguatezza nei confronti della vita e dell'ordinario. Restiamo imprigionati nella ragnatela di tutti i giorni, intessiamo la nostra stessa trappoli, siamo tentati di non uscire mai da certi schemi mentali che rasentano l'emarginazione e il rifiuto degli altri. Ma non ce ne accorgiamo e piano piano sprofondiamo in un abisso di solitudine, se non fosse che qualcosa di tanto in tanto all'improvviso ci spinge al risveglio. Il mite Alvaro che non vuole disturbare nessuno, entrare in conflitto con nessuno, che rifugge le relazioni umane, d'un tratto un giorno, quasi per caso, si lascia andare a un'imprecazione. Di lì uno spiraglio di luce getta consapevolezza sulla sua vita, che non sarà mai più come prima, e chi lo sa domani? Lina a prezzo di sacrifici pesantissimi rivedrà i suoi due bambini per Natale e malgrado l'imbarazzo e la fatica di farsi conoscere e amare, riuscirà nella più grande impresa della sua vita.6

Olindo, personaggio trascurato e misantropo, tutto chiuso nella sua grettezza e ottusità, si reca un giorno all'ufficio postale e ne esce circondato da un'atmosfera surreale, della quale, ahimé, non si accorge di nulla e nulla comprende. Elsa vive in un agiato torpore, una noia esistenziale e congelata dalla quale niente sembra poterla allontanare né guarire, finché una notte tutto sarà rimesso in discussione e tutto tornerà nuovamente a fluire, quasi per magia. Poi un lungo racconto di guerra, la resistenza, il pericolo, l'orrore e la morte, il ricordo di due anziani durante la Seconda Guerra Mondiale dove sentimenti e passioni si spingono ai limiti estremi della vita, dove la vita è costretta cambiare direzione quando meno te l'aspetti, quando devi rimettere in discussione tutto per ricominciare da capo. Infine il timido Poldo e la sua disavventura amorosa...

Ecco i racconti che fanno di questo libro una vera scoperta, qui si possono raccogliere spunti e riflessioni sui caratteri, i temperamenti, gli umori di uomini e donne. Si può trovare la vita narrata così com'è, senza giudizio e senza verdetto, la vita così come viene o come non ci accorgiamo che sia. Una nota particolare la dedichiamo al racconto "Il viaggio", unico, nel volume, autobiografico, nel quale si trovano e si leggono chiaramente le vicende giovanili che hanno segnato la vita di Roberto Emili, del fratello più piccolo e della mamma, a metà degli anni sessanta e nel periodo delle festività natalizie. Con questo libro la letteratura locale può aggiungere un altro nome alla sua lista, quello di Roberto Emili, nome di cui pregiarsi.


 

Roberto Emili è nato a Roma il 18 dicembre 1957. Vive ai "Castelli Romani". I suoi interessi spaziano dalle letture al sociale, ad internet. Scrive poesie e racconti fin da piccolo, anche se non in maniera assidua e, nel farlo, la cosa, è divenuta per l'autore, una piacevole terapia. La sua è una storia tutta da raccontare e veramente particolare ossia il suo ritorno a Rocca Priora, lasciata in tenera età e, a lui, completamente sconosciuta per anni. A volte il destino tessa la sua tela e decide della vita delle persone, anche a distanza di anni, tramite la convocazione di un notaio, dove lui e il fratello, incontrano i loro numerosi familiari, mai conosciuti prima. Motivo dell'invito: una casa in comproprietà per tutti, e la scelta improvvisa di Roberto: avere la casa di Rocca Priora tutta per sé. Forse per ritrovare le "radici" di un passato completamente sconosciuto, necessario a completare la sua personalità. Ma, la sorpresa più bella gli arriva da vecchie carte che trova nell'abitazione: un certificato della Levatrice, che dichiara Roberto Emili essere nato in quella casa!
I racconti ricompomgono i tasselli di un passato che, per decenni sconosciuto, tornano misteriosamente al loro posto, e, con loro, scoppia l'amore viscerale per il paese natio, che certamente esisteva già nel suo inconscio. L'opera letteraria e poetica di Roberto deve essere inserita nel contesto della sua vita. Egli scrive poesie e racconti fin da piccolo anche se saltuariamente, e fin dalla giovane età sviluppa un forte senso di osservazione, acuito certamente dalla vita di collegio dove si trovava con il fratellino più piccolo, perché la mamma non poteva accudirli. Infatti, essendo rimasta vedova molto presto, negli anni '60, si era trasferita da Rocca Priora con i bambini, per motivi di lavoro, ad Aprilia, dove abitava una sorella.


Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 136 marzo 2018