Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Vent'anni insieme

2015

Il cardellino

Dalla rubrica Cibo per la mente

Theo Decker è figlio di una madre amatissima e di un padre inaffidabile e alcolizzato. Un giorno mentre sta visitando una mostra a New York, la donna muore in un attentato terroristico.
Per Theo si tratta di una sofferenza molto forte. Rimasto solo a tredici anni va a vivere presso la facoltosa famiglia di un suo compagno di scuola. Ma non si trova bene, l'ambiente non è il suo, avverte disagio con i nuovi amici, l'esperienza vissuta lo imbarazza. Tormentato dall'acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa all'unica cosa che gli resta per sentirla vicina: un piccolo quadro di singolare fascino, "Il cardellino", un capolavoro del pittore fiammingo Carel Fabritius, che tanto aveva affascinato sua madre.


Theo cresce, diventa un uomo, finché scivola dai salotti più chic della città dentro una realtà a lui completamente nuova.
A Las Vegas trova suo padre e la sua nuova compagna, Xandra, spacciatrice di coca e anfetamine. Tra sbronze, fughe, furti, sballo e stordimenti, Theo conoscerà il suo migliore amico, Boris, in parte russo in parte polacco, figlio di un minatore, Boris gli farà scoprire il lato più oscuro della vita e di se stesso. Tornato a New York andrà a bussare ancora una volta alla porta del suo amico Hobie, il gigante buono, l'antiquario del Village. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva e incontrollabile, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante il cardellino, l'innocenza perduta e la bellezza che sola può salvare il mondo, l'aspirazione alla libertà negata, la propensione all'inganno e alla truffa.

 

Un libro che ci tiene incollati fino alle sue ultime pagine. Ambientato in una Amsterdam decadente, dove si mescolano l'azione e il thriller e poi il racconto di formazione.
Un romanzo complesso, scritto magistralmente e capace di trasformarsi sotto i nostri occhi. Tra le sue pagine scorre la storia della letteratura americana, buona parte della storia dell'arte europea, la frantumazione della società contemporanea. Due sono i temi fondamentali al centro di questo elegante romanzo, profondo nell'analisi dei sentimenti umani, coinvolgente nella storia. Il primo è il tema della solitudine, della disperazione soffocata del giovane protagonista Theo. Secondo il contatto con il mondo esterno, brusco e amaro che conduce Theo, appena tredicenne, attraverso dure e dolorose esperienze. Con grande sensibilità la Tartt si chiede quale sia il confine che separa il bene dal male, insinua il dubbio che sia difficile separare le due cose ed è per questo che il protagonista del suo romanzo oscilla tra l'incoscienza e la superficialità generate dalle droghe e la consapevolezza e la lucidità dei momenti sobri. Il libro è infine un omaggio alla grande funzione dell'arte nella vita di ogni individuo, che sia essa espressa dall'opera di pittori, musicisti, artisti di ogni genere, come in questa frase: "E nel pieno del nostro morire, mentre ci eleviamo al di sopra dell'organico solo per tornare vergognosamente a sprofondarvi, è un onore e un privilegio amare ciò che la Morte non tocca."


Donna Tartt
Il cardellino

Milano, Rizzoli, 2015


Per la rubrica Vent'anni insieme - Numero 135 gennaio 2018