Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Vent'anni insieme

anno 1998

Train de vie . Un treno per vivere

Dalla rubrica Cinema

Uscito nelle sale l'anno dopo La vita è bella di Benigni (ma il progetto di Train de vie è precedente tanto che il ruolo del matto del villaggo fu proposto inizialmente proprio all'attore toscano), il film del regista rumeno Radu Mihaileanu, come quello del nostro, racconta i temi dell'olocausto e dell'antisemitismo in modo tragicomico, irridendo l'orrore attraverso una dimensione favolistica. La vicenda narrata sembra quanto mai inverosimile, ma il regista assicura che è ispirata ad un fatto realmente accaduto. Racconta infatti il geniale stratagemma ideato dal matto di un piccolo villaggio ebraico dell'Europa dell'Est che, per sfuggire alla deportazione nazista, convince i suoi compaesani ad allestire un finto treno per fuggire in Palestina. Durante il folle viaggio ognuno è costretto a recitare una parte: chi da tedesco, chi da ebreo, chi da macchinista e quasi tutti finiscono con l'immedesimarsi del tutto nel proprio ruolo, innescando equivoci e peripezie a non finire e momenti ora drammatici, ora malinconici, ora, più spesso, comici e surreali. Ma quello che interessa maggiormente al regista, che ha vissuto in prima persona il dramma delle persecuzioni razziali (il padre, giornalista comunista, fu internato nei campi di concentramento nazisti), è di celebrare, attraverso un racconto pieno di ritmo e di sana energia, che deve molto anche alla forsennata colonna sonora di Goran Bregović, la cultura, i costumi, le tradizioni e il senso dell'umorismo del suo popolo.

Il film, ha dichiarato Mihaileanu, vuole essere un omaggio non solo ai morti ma anche e soprattutto ai sopravvissuti e ha aggiunto: «Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. L'unica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie».

Train de vie ha avuto un grande successo di pubblico e critica. Ha ricevuto nomination agli Oscar nelle categorie miglior sceneggiatura e miglior attore, ed ha vinto, tra l'altro, il premio Fipresci a Venezia, il premio del pubblico al Sundance e il David di Donatello per il miglior film straniero.


 

Regista: Radu Mihăileanu
Attori: Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari
genere: drammatico/Commedia francia, romania 1997
durata: 1h 43m
Premi: David di Donatello per il miglior film straniero

Per la rubrica Vent'anni insieme - Numero 135 gennaio 2018