RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Editoriale

Biblioteche: queste sconosciute

Come (sopra)vvivono oggi le bilioteche? Non c'è nessuno che pubblicamente non ne apprezzi l'esistenza, nè alcuno che ne auspichi (pubblicamente)la fine, nonostante in molti, ahimè con grande superficialità, ne coniughino la inevitabile scomparsa alla fine della carta stampata ed altri con altrettanta veemenza perorino la causa del libro di carta, evocando scenari nefasti nel caso tale causa venisse persa...fiumi di inchiostro vengono spesi per parlare dell'uno o dell'altro scenario.

Non finiremo mai di dividerci tra apocalittici e integrati!

Ma che cosa sono veramente oggi le biblioteche pubbliche? e che cosa potrebbero diventare nel contesto dei nostri territori, se ci si spendesse per farle crescere, per svilupparne le reali potenzialità, cartacee o digitali che siano?

Quando finiremo di dividerci sui massimi sistemi, per volgere la nostra attenzione alle "cose da fare" perchè le biblioteche crescano, migliorino le loro performance, divengano nei fatti snodo e incrocio di saperi, tali da offrire alla vita democratica e civile dei territori, all'economia locale quel valore aggiunto della cultura, indispensabile a renderci visibili e riconosciuti nel mondo globale?

Le biblioteche dei Castelli Romani vanno da anni "predicando" tali concetti... e non solo predicando. Sono oggi infatti una eccellenza nel panorama regionale e un punto di interesse anche per realtà nazionali più forti e più ricche, capaci di offrire più servizi e contenuti; ma queste stesse biblioteche hanno manifestato più volte attenzione alla nostra esperienza, hanno voluto approfondire le logiche che l'hanno ispirata. Hanno chiesto in diverse occasioni di raccontare loro come funziona il nostro modello di biblioteca diffusa, che tipo di partenariato pubblico privato ne permette il funzionamento, le modalità con le quali la biblioteca coniuga i suoi servizi a quelli turistici, il ruolo di documentazione della nostra produzione editoriale, il percorso che ha portato a costruire una rete che collega più tipologie di biblioteche - scolastiche, universitarie, dei centri di ricerca , private e di interesse locale - insomma per dirla con una battuta, si cerca di imparare a fare tanto con poco

Quello del Consorzio SBCR è un insieme articolato di azioni progettuali tendenti ad un unico obiettivo: garantire la più larga offerta di contenuti ai cittadini, nel rispetto dei diversi target, arrivare al potenziale utente/lettore anche quando egli stesso non può raggiungere il servizio.

Anche nel caso dell'ultimo avviso pubblico regionale (L.R. 26 modificata dalla L.R.6), le modalità con le quali le biblioteche, il loro Consorzio hanno presentato il progetto da realizzare nell'annualitò 2016/17 ha dell'innovativo e dell'inconsueto. Infatti la richiesta di finanziamento va oltre la rete castellana e si propone per avviare un processo che lavori per la messa in rete di tutte le biblioteche dell' Area metropolitana, puntando a riequilibrare l'offerta di pubblica lettura, che oggi è assai differenziata con punte avanzate di servizio e zone che ne sono totalmente sprovviste (ma su questo siamo già intervenuti nel precedente numero, quello di settembre ottobre 2016).

Raccontiamo e stigmatizziamo tali problematiche vissute quotidianamente dalle biblioteche per sfatare una leggenda ancora presente nell'immaginario collettivo, secondo la quale le biblioteche sono un luogo privilegiato, avulso dal contesto sociale, spesso poco conosciuto, dove i pochi fortunati che ci lavorano possono dedicarsi ad amene letture e discorsi gratificanti sull'ultimo best sellers pubblicato.

Le biblioteche sono tutt'altro. Sono organismi vivi e pulsanti totalmente immersi nel contesto sociale, politico ed economico per il quale lavorano. Ma inoltre sono nelle condizioni di dover costantemente difendere ed affermare la loro ragione di esistere. Perchè raramennte, chi afferma a parole che nel nostro Paese la Cultura è una risorsa strategica ineludibile, coniuga tale affermazione con scelte di investimento conseguenti . Insomma, come (sopra)vivono le biblioteche? (Sopra)vvivono con fatica, lottano per acquistare visibilità, fanno rete mettono risorse a sistema e sopratutto innovano nei modelli e nei processi, sono veri e propri "ingranaggi" del sistema territorio che assume alimento da quei contenuti che la biblioteca pubblica, insieme agli ltri servizi culturali, tutela, valorizza, mette a disposizione della collettività.

 

Per la rubrica Editoriale - Numero 132 novembre 2016