Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Castelli d'epoca

In stazione per un viaggio a ritroso nel tempo


"Le stazioni sono una mia vecchia passione. Potrei passarci giornate intere, seduto in un angolo, a guardare quel che succede.
Quale altro posto, meglio di una stazione, riflette lo spirito di un paese, lo stato d'animo della gente, i suoi problemi?" Tiziano Terzani


Tappa obbligata del viaggio di formazione nel XVII sec o meta apprezzata del turismo moderno, questo territorio a due passi da Roma, accoglie da sempre visitatori attratti da un paesaggio segnato da testimonianze di un passato ricco di storia. Dai resti di antiche città latine, templi e ville dei più famosi tra imperatori e uomini dell'aristocrazia romana, alle magnifiche ville rinascimentali e barocche e fino alle tracce di un più recente passato, qui è possibile trovare un patrimonio storico e culturale di ineguagliabile bellezza. Una ricchezza che piccoli e grandi musei locali si sono assunti l'onere di custodire, tramandare ed interpretare.

Il Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e Prenestini Museumgrandtour dal 2004 riunisce molte di questi istituti museali, alcuni dei quali tutti da scoprire.
Il viaggio attraverso il Sistema Museale parte dalla via Casilina all'altezza di Colonna. Qui c'è una vecchia stazione ferroviaria, una tipica casetta rosa con tetto in tegole e comignolo dove una volta entrati, si scopre un angolo di mondo fermo in un tempo passato, che profuma di traversine, ferro e rosmarino.

Si tratta della Ferrovia-Museo della Stazione di Colonna, uno dei più curiosi ed interessanti musei del Museumgrandtour. Aperto ufficialmente nel 2008, il museo è frutto del tenace impegno di un gruppo di volontari che si sono adoperati per recuperare i resti materiali e la memoria storica della ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone e Diramazioni.
La prima tratta delle Ferrovie vicinali entrò in funzione nel 1916 mentre l'intera linea fu ultimata due anni più tardi. Il servizio viaggiatori, così come il trasporto merci, rappresentò una grande opportunità per il territorio consentendo a operai, studenti e contadini di raggiungere velocemente la Capitale.

Negli anni la linea subì modifiche e alcune diramazioni vennero chiuse, come la tratta San Cesareo-Frascati fortemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e mai ripristinata. Rimase per molti anni la Roma-Fiuggi, ma la concorrenza delle autolinee ed il boom economico iniziavano a cambiare mentalità e abitudini degli italiani, fino ad arrivare nel 1983 alla chiusura definitiva del servizio extra-urbano.

Oggi i treni sono fermi, ma per chi visita la Ferrovia-Museo il viaggio della fantasia è forte e coinvolgente: il marciapiede principale costeggia il binario di ricovero dove un convoglio merci del 1916 con il suo locomotore numero 4 color verde vagone ed i tipici carri merce in legno grigio, attende paziente il sali-scendi dei visitatori/viaggiatori.
Poco più avanti, l'elettromotrice 434 del 1921, veste i colori più conosciuti del bianco e blu, mentre altri due convogli sostano sul terzo binario con la caratteristica colorazione castano-isabella: il più antico dei due invita il viaggiatore a sostare sui sedili in legno per guardare dai finestrini incorniciati da tendine di stoffa bianche.

Passeggiando lungo i binari si scorge il semaforo ad ala, una Jeep Willys adattata ad uso ferroviario nel dopoguerra, un antico carro utilizzato in miniera ed un'esposizione di attrezzature per la manutenzione. Il magazzino merci, ristrutturato rispettando le fattezze architettoniche originali, accoglie oggi una raccolta di libri ed antichi bauli da viaggio.

Il cuore del museo è però nel fabbricato viaggiatori, l'antica stazione color pastello con riposizionate sulla facciata lavagna, campanelle e cassetta postale. All'interno gli ambienti sono stati riportati ai tempi del servizio ferroviario: la piccola officina con una curiosa collezione di attrezzi, la sala d'aspetto con la biglietteria, che ospita la mostra fotografica "Vita in stazione". Immancabile poi, l'ufficio del capostazione con il telegrafo. Al piano superiore invece è stato ricostruito con arredi originali degli anni '40-'50, l'alloggio dove il capostazione dimorava con la famiglia.

Una visita alla Ferrovia-Museo della Stazione di Colonna è quindi consigliata a chi ha voglia di fare un viaggio nel tempo, alla scoperta di una storia semplice fatta di persone semplici.

Per la rubrica Castelli d'epoca - Numero 131 settembre 2016