RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

Alberto Sordi a Grottaferrata: Il vedovo (1959)


"Villa Fiorio è la splendida residenza di un facoltoso industriale in una delle commedie più ciniche e divertenti di Dino Risi"

Ispirato al "caso Fenaroli" (Giovanni Fenaroli, imprenditore milanese in crisi economica, fu accusato di aver organizzato il 10 settembre del '58 a Roma l'omidicio della moglie per incassare l'assicurazione sulla vita), il film di Dino Risi è una delle commedie italiane più ciniche e velenose di quegli anni: Alberto Nardi (Sordi), romano meschino e gradasso trapiantato a Milano, è sposato solo per interesse con la ricca e scaltra milanese Elvira Almiraghi (Franca Valeri) che lo disprezza. Quando i suoi affari iniziano ad andare a rotoli, decide di architettare, insieme ai suoi fidati collaboratori, il "delitto perfetto" per eliminare la moglie ed ereditarne il cospicuo patrimonio...

Una black-comedy davvero insolita per il cinema italiano dell'epoca, sarcastica e grottesca come poche, che può contare su una sceneggiatura impeccabile e su un cast eccezionale anche nei ruoli di secondo piano. Sordi interpreta un personaggio tragicomico che gli calza a pennello; Franca Valeri è forse ancora più strepitosa nei panni della moglie acida e antipatica, molto più intelligente e accorta del marito, che non perde occasione per sminuire e bistrattare con sadica cattiveria il compagno (celeberrimo l'appellativo di Cretinetti, diventato poi un tormentone anche in anni successivi). Ma dietro i duetti irresistibili tra Sordi e la Valeri, le battute fulminanti ("Guarda che faccio una follia. Io apro il gas!" - minaccia Alberto. "Tanto a te cosa costa? Lo pago io - ribatte Elvira), le sequenze spassose (si pensi in particolare alle riunioni di Alberto con i suoi collaboratori sul "Progetto Elvira"), c'è una satira lucida, irridente e feroce del cialtronismo, dell'arrivismo e della megalomania dell'Italia del boom economico che ancora oggi mantiene intatta la sua forza e la sua attualità. Nel 2013 ne è stato realizzato un'inutile remake, Aspirante vedovo, diretto da Massimo Venier e interpretato da Fabio de Luigi e Luciana Littizzetto. Villa Fiorio di Grottaferrata (oggi Grand Hotel Villa Fiorio), costruita all'inizio del '900 e convertita negli anni '50 in hotel e ristorante di lusso, è il set di una gustosa sequenza: Alberto ed Elvira sono invitati per un week-end nella splendida villa del ricco industriale Carlo Fenoglio (Ruggero Marchi). A bordo piscina, seduti sulle sedie in ferro battuto e sulle poltroncine in vimini, ci si rilassa. Gioia (Leonora Ruffo), amante di Alberto, è corteggiata anche dal commendator Fenoglio. Ma quando Fenoglio, da vecchio uomo di mondo, le fa capire cinicamente qual è il reale posto in società per una donna come lei che punta tutto sulla bellezza, Gioia indispettita rifugge dalle avance dell'industriale schiaffeggiandolo davanti a tutti sotto gli occhi divertiti di Alberto. La bella villa castellana sarà utilizzata due anni dopo da Risi in uno dei suoi film più celebri e significativi, Una vita difficile ("Vivavoce", n. 76, novembre 2008).

Per la rubrica Cinema - Numero 131 settembre 2016