RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Città Metropolitana

L’occasione della legge regionale n.6/13

Biblio (R)evolution

Verso un Sistema Bibliotecario Metropolitano Policentrico

Le biblioteche comunali hanno conosciuto negli ultimi dieci anni una profonda trasformazione che deriva da molteplici fattori sia interni che esterni al mondo delle biblioteche. Innanzi tutto l'avvento delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione e quello della cultura digitale che ci pone in mezzo ad una transizione di portata epocale, un vero e proprio passaggio di civiltà. Servizi quali le biblioteche pubbliche non hanno potuto non risentire di tale cambio di paradigma e conseguentemente attrezzarsi per riposizionarsi all'interno dell'attuale contesto culturale e sociale che va riorganizzandosi secondo nuovi parametri.

Ovviamente il processo di trasformazione delle biblioteche non ha conosciuto un percorso lineare e condiviso. Se guardiamo all'area della ex Provincia di Roma, dei suoi 121 Comuni, possiamo constatare che, a fronte di situazioni in cui le biblioteche, stimolate dalle trasformazione dei modi in cui si produce, si trasmette e si consuma cultura, hanno in qualche modo cercato risposte, riorganizzato servizi, si sono confrontate con modelli ed esperienze nate e sviluppatesi in Italia e all'estero e così facendo hanno affermato e stigmatizzato il ruolo insostituibile della biblioteca e della cultura come fattore trainante per lo sviluppo anche economico del territorio, assistiamo di contro a situazioni di arretramento ed involutive che rischiano di annullare anche i risultati dei processi di crescita del servizio bibliotecario verificatesi a partire dalla metà degli anni '80 in poi e lentamente arretrati in coincidenza della crisi che ha segnato l'intera società a partire dal biennio 2008/9.

I fattori che hanno determinato tale squilibrio sono tanti e diversa natura, ma sicuramente hanno pesato aldilà delle scelte di carattere politico che certo hanno avuto un peso non indifferente (investire o non investire in cultura?): la presenza o meno nelle diverse situazioni bibliotecarie di sufficiente personale qualificato, competenze differenziate, capacità di leggere il territorio, propensione a costruire relazioni e a fare rete. Laddove questi elementi sono stati tutti presenti il processo di crescita e trasformazione adeguata ai tempi c'è stato, laddove di questi elementi ne erano presenti solo alcuni si è resistito, dove tutto ciò è mancato si è tornati indietro fino alla scomparsa dei servizi.

La grande positività degli ultimi mesi è che, sempre nell'ambito territoriale della città metropolitana, grazie ad un rinnovato interessamento della stessa, le biblioteche di questa area hanno ripreso a parlare ed a porsi insieme la domanda epocale di chi sono, cosa vogliono diventare con chi costruire reti e alleanze. Hanno pertanto ragionato e sono arrivate a concordare sul fatto che, nonostante le difficoltà e la scarsità delle risorse a disposizione, oggi comunque posseggono e possono condividere un patrimonio di competenze e di esperienze trentennale che, se messo a fattor comune, può fare la differenza.

Hanno altresì condiviso l'idea che le biblioteche non possono arretrare, pena l'arretramento complessivo di porzioni di territorio che verrebbero private della risorsa più importante per l'attuale contesto sociale che è la conoscenza, la fonte cui attingere per qualsiasi soggetto, azienda, individuo che voglia intraprendere e vivere delle proprie capacità e competenze.
Nasce poi naturale un'ulteriore condivisione: la convinzione che per superare lo squilibrio del servizio bibliotecario a livello del territorio metropolitano, farlo crescere in modo omogeneo nelle diverse aree di riferimento e rilanciare le biblioteche quale luogo propulsivo per le comunità locali l'unica strada percorribile è quella del fare sistema.

Un sistema che valorizzi le differenze, esalti le competenze, costruisca solide reti di relazioni che sono poi la materia prima su cui crescono e si sviluppano i progetti locali.
Un sistema con più poli in grado di mettere a fattor comune esperienze e competenze e coordinato a livello della nuova Città metropolitana. Un Sistema Bibliotecario Metropolitano Policentrico che funzioni secondo le logiche proposte nel progetto presentato a Roma il 26 maggio 2016 dalla Città Metropolitana e già fatto proprio con delibera del 18 marzo 2016 n. 16.

Si tratta di un processo da avviare, per il quale ci si attende anche dalla Regione Lazio il contributo non solo finanziario, ma anche di risorse umane, in grado di sostenere ed animare i diversi insiemi dei comuni nel complesso percorso di costruzione delle reti di servizi culturali: siamo convinti che prima di tutto vadano "prese le misure" area per area, con cautela e grande attenzione ai territori. Occorre studiare e fare "prove di cooperazione" prima di costruire l'impalcatura del tutto, che deve essere agile e funzionale.

La legge regionale n. 6/13, per tutti i soggetti che candideranno i loro progetti sull' Avviso pubblico finalizzato alla promozione di sistemi museali, bibliotecari e degli archivi storici degli enti locali del 2 agosto 2016, è l'occasione per sperimentare, avviare un percorso di conoscenza più approfondita dei territori e tra i territori, coinvolgere gli attori locali pubblici e privati perché diventino partner, attraverso l'organizzazione di iniziative di diversa natura dai workshop, ai seminari di studio, ai progetti di promozione del libro e della lettura fino a sperimentazioni di sevizi/attività innovative in collaborazione con le scuole, le università, le aziende e i produttori locali. Il Consorzio SBCR insieme al Sistema bibliotecario dei Monti Prenestini e a quello Cerretano Sabatino, nonchè in collaborazione con un vasto numero di biblioteche civiche oggi ancora non organizzate in sistema e con un folto partnariato pubblico e privato tra cui particolarmente significativo quello della Città Metropolitana di Roma capitale, è tra i soggetti fortemente interessati alla costruzione del Sistema Bibliotecario Metropolitano Policentrico.

Le "prove di sistema" partiranno quindi nel 2017 grazie alla realizzazione degli eventi che verraano finanziati con la legge n. 6/13 dalla Regione Lazio.

Conoscenza reciproca, scambi di competenze messa in valore di risorse comuni, radicamento ai territori e loro promozione...

Alle "prove di sistema" partecipano:

#Il Consorzio per il sistema bibliotecario castelli romani
#Il Sistema Bibliotecario Cerretano Sabadino
#Il Sistema Bibliotecario dei Monti prenestini
#le biblioteche di Allumiere, Anzio, Artena, Fiano romano, Civitavecchia, Colleferro, Castel madama, Fiumicino, Mentana, Monterotondo, Roviano, S. Oreste, Subiaco, Tivoli

...tutto questo e di più è Biblio (R)evolution per un Sistema Bibliotecario Metropolitano Policentrico

Per la rubrica Città Metropolitana - Numero 131 settembre 2016