RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

Un pane dolce farcito di sogni

Ricordi, fantasie, desideri di un gelido Natale del 1944…

Una favola densa di sentimenti, toccante, intrisa di poesia e di speranza - in cui gli uomini e gli animali parlano un linguaggio comune ed universale - scritta da Giovannino Guareschi durante la sua permanenza nel campo di prigionia di Sandbostel

"Il pranzo di Natale comincia, e il panettone sa di cielo e di bosco. E tal meraviglia ancora non basta perché questa è notte di miracoli.
Un grande abete si è popolato di fiammelle. Sono gli occhi di mille e mille uccellini che splendono nel buio riflettendo il bagliore del focherello. Anche l'albero di Natale! Ed è il più bello del mondo perché la stella che brilla sulla sua cima non è una delle solite di cartapesta argentata, ma è una stella vera, una stella viva che è scivolata giù dal cielo e si è impigliata tra i rami col suo strascico scintillante"...

Scrittore, giornalista, disegnatore e umorista, Giovannino Guareschi, è stato uno degli interpreti più acuti e salaci dell'Italia del XX secolo. Le sue straordinarie creazioni letterarie hanno conquistato milioni di lettori facendo di lui uno fra gli scrittori più apprezzati e tradotti nel mondo. In verità la sua fama è legata soprattutto alle esilaranti vicende narrate nel "Mondo Piccolo", oltre trecento racconti pubblicati in gran parte sul settimanale satirico "Candido" e su altri periodici dell'epoca, con protagonisti gli amici-nemici Peppone e Don Camillo, rispettivamente sindaco e parroco di un imprecisato centro rurale della Bassa padana negli anni del dopoguerra. I racconti, confluiti successivamente in diverse raccolte, ottennero un successo editoriale senza precedenti, testimoniato dalle innumerevoli ristampe e amplificato dalla susseguente trasposizione cinematografica realizzata con Gino Cervi e Fernandel nel 1952. E senza dubbio l'eccezionale popolarità raggiunta dalla saga emiliana ha finito con l'offuscare altre molteplici peculiarità dello scrittore e disegnatore Guareschi, polemista indipendente che ha saputo raccontare il nostro paese attraverso opere letterarie e illustrazioni imbevute di mirabolanti invenzioni e pervase da humour e profonda umanità. All'intensa attività di illustratore, vignettista e caricaturista espletata soprattutto in età giovanile, Guareschi affiancò infatti quella di scrittore e giornalista, non soltanto per alcuni illustri quotidiani ma anche in trasmissioni radiofoniche, cimentandosi finanche nella redazione di sceneggiature per il cinema. L'alacre attività lavorativa si interruppe tuttavia nel 1942, in seguito all'arresto per pubblico ludibrio nei confronti del regime, manifestato da Guareschi mentre era ubriaco; l'episodio determinerà, per rappresaglia, la sua chiamata alle armi. Fatto prigioniero dai tedeschi nel settembre del 1943 e rifiutatosi di collaborare e di aderire alla Repubblica Sociale, seguirà la drammatica sorte dei soldati italiani internati nei campi di concentramento di Polonia e Germania. Di questo triste periodo lo scrittore parlerà in seguito in maniera approfondita in "Diario Clandestino 1943-1945" edito da Rizzoli nel 1949. Nel campo di prigionia di Sandbostel, nel dicembre del 1944, Guareschi scriverà invece "La favola di Natale", ispirata come afferma lui stesso da tre muse: "Freddo, Fame e Nostalgia". Una storia ideata per infondere speranza e coraggio a tutti i suoi compagni, per istillare buonumore, per annientare la schiavitù del ricordo; un racconto che parla di un sogno di libertà, di un futuro di pace possibile, di un ritorno a casa fra i propri cari. La favola viene letta il 24 dicembre, accompagnata dalle note del compagno di cella Arturo Coppola: "Questa favola io la scrissi rannicchiato nella cuccetta inferiore di un "castello" biposto, e sopra la mia testa c'era la fabbrica della melodia. Io mandavo su da Coppola versi di canzoni nudi e infreddoliti, e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d'angora". "I violinisti non riuscivano a muovere le dita per il gran freddo; per l'umidità i violini si scollavano, perdevano il manico. Le voci faticavano ad uscire da quella fame vestita di stracci e di freddo. Ma la sera della vigilia, nella squallida baracca del "teatro", zeppa di gente malinconica, io lessi la favola e l'orchestra, il coro e i cantanti la commentarono egregiamente, e il "rumorista" diede vita ai passaggi più movimentati". L'apologo di Natale, trionfo della fantasia e dell'immaginario onirico, composto nel dicembre del 1944, fu pubblicato l'anno successivo dalle Edizioni Riunite di Milano, arricchito dalle splendide illustrazioni realizzate dallo stesso Guareschi. Nel racconto si alternano, sapientemente dosati, poesia e satira, sentimento ed ironia ma non mancano elementi polemici di denuncia riferiti alla realtà. "La favola di Natale" ci parla di Albertino, un bimbo che la sera della vigilia di Natale, recita una poesia natalizia per il suo papà davanti ad un desco vuoto, dal momento che il padre è prigioniero in un paese lontano. La Poesia pronunciata dal bambino, vola via attraverso la finestra sotto forma di un uccellino diretta verso il campo di prigionia del padre. Trasportata dal vento, giunge alla frontiera dove viene fermata da un omaccio vestito di ferro che la accusa di spionaggio e le impone la censura cancellandole molte parole: dopo che le è stato apposto un grosso timbro sulle ali finalmente la Poesia riesce ad entrare nel campo di concentramento dove è rinchiuso il papà di Albertino. Ma ormai, con tutte quei depennamenti non è più la stessa, completamente avulsa dal suo significato e decide così di ritornare indietro. Chiede al vento di riportarla a casa ma lui oppone un netto rifiuto in quanto deve trasportare "dolci ricordi e nostalgie in tutte le case del mondo". La Poesia intraprende dunque il viaggio di ritorno da sola e durante il cammino si imbatte in Babbo Natale che si offre di riaccompagnarla a casa collocandola nella sua gerla vuota, in quanto a causa della guerra non ci sono più giocattoli da portare ai bambini. Albertino si sveglia al sopraggiungere della Poesia e decide di recarsi dal padre; ad accompagnarlo nel periglioso tragitto si uniscono il cane Flick, la Lucciola ed infine la nonna. Il viaggio è ricco di incontri inaspettati: dopo un tratto percorso in locomotiva, una gallina padovana in incognito, li conduce in un campo di atterraggio per Angeli dove uno degli esseri celesti addetto ai sogni, si offre di trasportarli al campo di concentramento. Ma il volo, interrotto da un colpo di pistola della Flak, si conclude con un atterraggio nel bosco dove un gufo spiega loro che sulla terra esistono il Paese della Pace e il Paese della Guerra, il primo caratterizzato da gioia e prosperità, l'altro dominato dal dolore e dall'oppressione. Albertino ed i suoi compagni attraversando il bosco fantastico si imbattono in creature appartenenti a ciascuno dei due paesi: funghi buoni e cattivi, guardaboschi buoni e malvagi, passerotti e nere cornacchie. E improvvisamente a metà strada, "dove solo nella santa notte di Natale si incontrano creature e sogni di due mondi nemici" appare il papà di Albertino scappato in sogno dal lager per incontrare il figlio. Festeggeranno il Natale insieme. Si apprestano dunque a preparare un goloso panettone realizzato con la razione di pane del fuggitivo: la Befana spazza via con la sua scopa la neve dal terreno; una quercia offre generosamente dei rami per accendere il fuoco mentre gli animali raccolgono i frutti del bosco. Il pranzo di Natale ha inizio, mentre il padre legge finalmente la prima lettera di Natale scritta da Albertino. L'incontro tra i due si svolge in questa giornata perché soltanto nella notte di Natale è concesso ai sogni di incontrarsi" e avviene fuori dal lager perché "neppure in sogno i bambini devono entrare laggiù". Purtroppo allo scoccare della mezzanotte il sogno finisce e il papà di Albertino deve fare ritorno al campo di prigionia... Ma nell'ultima illustrazione del testo, la stella cometa appare ad annunciare ancora una volta il miracolo della nascita del Salvatore, una luce potente che infonde un'incontenibile speranza che nemmeno il lager riesce ad oscurare.

[...] Il papà si è ricordato che nella sua bisaccia c'è, ancora intatta, la razione di pane.

«Tu hai avuto il tuo panettone?» chiede il papà ad Albertino.
«No, papà».
«Lo avrai».
«Sì, papà».

Il papà grattugia il pane col coltello: lo impasterà con acqua e farà una focaccina.
«Come sei bravo!» esclama la nonnina. «Quante belle cose hai imparato in prigionia...»
Il gavettone è sul fuoco: un abete allunga gentile un ramo carico di neve e lo scuote dentro il recipiente che, ben presto, comincia a borbottare. Una scintilla esce dal fornellino e va in giro per il bosco come una stellina in balia del vento [...]
Le Api fanno rapidamente il pieno, accendono i motori e decollano. Sono mille, duemila, diecimila, e navigano in perfetta formazione a cuneo, tre per tre, verso la zona del fuoco.

È una nube ronzante. Quando arrivano sull'obiettivo scendono in picchiata. E, passando sopra il fornellino, ogni Ape lascia cadere nel gavettone una goccia di miele. Mille, duemila, diecimila gocce: il recipiente è quasi colmo [...]

«Guarda, babbo!» grida lietamente Albertino.
Il miracolo è compiuto: la pasta dolce si è gonfiata sino a diventare un grosso panettone profumato e soffice come bambagia...

(I brani riportati in corsivo sono tratti da: Giovannino Guareschi, La favola di Natale, Milano, Rizzoli, 2009)


Per saperne di più

Bibliografia e suggerimenti di lettura

  • M. Alberini, La fame nei Lager e la cucina povera, dalla "Gazzetta di Parma", 28 novembre 1982
  • Giuseppe Parlato (a cura di), Un Candido nell'Italia provvisoria : Giovannino Guareschi e l'Italia del "mondo piccolo", Roma, Fondazione Ugo Spirito, 2002
  • Guido Conti, Giovannino Guareschi : biografia di uno scrittore, Milano, Rizzoli, 2008
  • Giorgio Casamatti (a cura di), Giovannino Guareschi : l'opera grafica : 1925-1968, Milano, Rizzoli, 2008
  • Giovanni Guareschi, Diario clandestino 1943-1945, Milano, Rizzoli, 2008
  • Giovanni Lugaresi, Guareschi : fede e libertà, Parma, MUP, 2010
  • Enrico Mannucci, Paolo Mereghetti, Mondo piccolo, grande schermo : la fortuna internazionale di Giovannino Guareschi, tra cinema e letteratura, Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2010

In cucina con Giovannino Guareschi

  • Michele Marziani, Lungo il Po : viaggio controcorrente alla scoperta di sapori, genti e leggende del grande fiume, Milano, G. Tommasi, 2008
  • Luisa Vassallo, La cucina di don Camillo : ricette, menu e vini dal mondo di Guareschi, Milano, Ancora, 2008

 

Sitografia

  • http://www.giovanninoguareschi.com/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Giovannino_Guareschi
  • http://www.mondopiccolo.it/web/it/

(Ultima consultazione 30/10/2015)