RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Turismo e Innovazione

17 i Comuni, 1 sola l’Agenda per il turismo ai Castelli Romani

"Non potrete però lasciare questa terra senza essere scesi sulle rive del lago, meraviglioso zaffiro incastonato nello smeraldino colore dei boschi, spettatore silente e misterioso custode delle antiche memorie. Nell'emissario delle acque è tutt'ora vivo il ricordo della conquista della Etrusca Vejo. (...) l'impressione che dà questo paese meraviglioso è sublime; questo lago somiglia a una tragedia, con la sua cornice di magia e di foreste, di solitudine e di abbandono, di campagne e di spiagge marine." Luigi Devoti

"...Tutti i viaggiatori vi diranno che è il posto più bello della campagna romana, il cui fosco aspetto sembra fatto apposta per la tragedia. Esso incorona con la sua nera verdura le vette del Monte Albano." R. Voss

Ci piace pensare e un po' "rivendicare" che le biblioteche abbiano svolto un ruolo importante nel processo che ha portato i comuni del Consorzio SBCR, i loro sindaci, a condividere le linee sulle quali incardinare azioni e progetti destinati a sviluppare il turismo ai Castelli Romani.

Le biblioteche infatti, prima ancora che il turismo entrasse nell'agenda del Tavolo dei Sindaci, prima ancora che si affermasse con convinzione in quel tavolo che il brand sul quale puntare per le politiche di incoming fosse "Castelli Romani", valorizzando un nome che già da solo indica la scala dell'intervento, le biblioteche, dicevamo, svolgevano da anni un prezioso lavoro teso a promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, ambientale, culturale in senso antropologico, dell'intera area dei Castelli Romani.

In questo le biblioteche hanno anticipato quanto oggi a livello delle linee dettate dall'Europa nell'ultima programmazione 2014 - 20 si afferma e si sollecita per valorizzare buone pratiche di sistema in cui la cultura del territorio sia materia prima su cui lavorare per il Turismo. Perchè, non ci stancheremo mai di ripeterlo, per rendere attrattivi i luoghi che storia e natura ci hanno regalato con tanta prodigalità, occorre imparare ad amarli, a sentirli propri e quindi prima di tutto a conoscerli. Le politiche turistiche non possono prescindere dalla conoscenza e dalla cultura, e quindi alla loro impostazione e realizzazione devono concorrere, in un processo condiviso tutti quei soggetti "possessori di contenuti" (biblioteche, scuole, musei, università, istituti di ricerca...) che debbono a loro volta impostare politiche di apertura al territorio; perchè la conoscenza divenga realmente la risorsa sulla quale fare leva per impostare nuovi modelli di sviluppo locale, occorre lavorare con politiche di governance realmente innovative sulle quali ancora una volta sono state proprio le biblioteche a sperimentare e a porsi come modello di riferimento. Sul tema della valorizzazione dunque, le biblioteche dei castelli romani, fin dalla loro costituzione in sistema, si sono organizzate, hanno impostato il loro lavoro, costruendo iniziative e strumenti che favorissero nel territorio una sorta di apprendimento permanente su quanto la storia e la cultura è in grado di restituire e su quanto il presente è in grado di produrre di nuovo. Non solo, le biblioteche hanno offerto con il Vivavoce una tribuna a chiunque avesse qualcosa da raccontare, da far conoscere sui Castelli Romani e da oltre 10 anni hanno raccolto un patrimonio di informazioni, documenti, testimonianze, riflessioni, sollecitazioni che rappresenta un ricchissimo serbatoio di conoscenza.

Per la rubrica Turismo e Innovazione - Numero 126 luglio 2015