RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Musica

Franz Listz ad Albano Laziale

Da canonico della cattedrale a pianista e compositore osannato fino ai giorni nostri

Torna ogni anno l'Albano Musica Festival dedicato al grande compositore ungherese Franz Listz. Vivavoce ha voluto capire meglio il rapporto tra Listz, la sua musica e i Castelli Romani, Albano Laziale in particolare.

L'Ottocento è stato un momento importante per Albano. L'abitudine al Grand Tour ne faceva la meta privilegiata di artisti che ne ammiravano, rimanendone incantati, le bellezze architettoniche e paesaggistiche, la malinconia e la solitudine del paesaggio già prossimo alla Campagna romana, il folclore e i costumi degli abitanti, il dialetto e il modo di vivere. Non solo pittori e scultori lasciarono il loro segno nella cittadina dei Castelli Romani, ma anche la musica, nel periodo romantico, fiorì in modo particolare; grandi compositori soggiornarono in questo momento ad Albano.

Il ruolo del musicista nel Romanticismo cambiava notevolmente: la musica perdeva il carattere geometrico e sicuro acquisito attraverso la pratica della rigidità della forma, e si liberava verso l'ascolto della natura, del mondo, dei sentimenti.
Il tema musicale o la melodia non sono più solo un aspetto tecnico del comporre, ma divengono l'idea intorno alla quale costruire il percorso musicale in grado di evidenziare anche significati ed emozioni.
La musica strumentale ha la meglio su quella vocale perché è l'unica in grado d'essere "linguaggio assoluto" svincolato dal testo.

Anche tutti i grandi filosofi romantici fanno della musica uno dei centri della loro speculazione, da Hegel a Schelling, da Schopenhauer a Nietzsche la musica trova un posto d'onore in tutti i sistemi filosofici.
A cambiare non è solo l'approccio tecnico e filosofico alla musica, ma anche il rapporto con il pubblico: il musicista non è più legato all'aristocrazia, ma è aperto al grande pubblico borghese e anche di più. La musica diventa un fenomeno di massa, nei grandi teatri e nei concerti nascono delle vere e proprie "star" musicali. Uno di questi compositori romantici è Franz Listz, grandissimo pianista del Romanticismo, considerato uno dei divi musicali dell'Ottocento, egli soggiornò ad Albano per un lungo periodo ed ebbe un forte legame affettivo con la cittadina dei Castelli Romani. La sua vena d'innovativo compositore gli è stata riconosciuta postuma quanto la sua fama di interprete: ma da subito sarà riconosciuto come il miglior pianista del tempo e forse di sempre, tanto che le sue mani, artefici di virtuosismi perfetti, furono continuo oggetto di studio. Un'anima tormentata quella di Liszt, divisa tra i piaceri della carne, la mondanità e il profondo misticismo e la religiosità che faranno della sua musica un momento unico, del tutto fuori degli schemi nella storia della musica.

Ungherese di nascita, malaticcio (forse epilettico), ma di una bellezza tale da diventare un simbolo del feticismo femminile, idolo delle folle, allievo di Salieri e Czerny, amico di Chopin, Wagner (di cui sposò la figlia), Schumann, Bizet e Debussy, scelse Roma e i Castelli Romani per dare libero sfogo alla passione che infuocava la sua relazione con Carolina Von Sayn-Wittgenstein, ma fu sempre Roma che scelse come rifugio, il Monastero della Madonna del Rosario, fuggendo dal mondo e dai propri lutti e dolori.

Sotto l'ala protettrice del mons. Gustavo Adolfo Hohenlohe, nel 1879 viene assegnato alla Sede Vescovile di Albano, con il Capitolo della Cattedrale di Albano che gli conferisce il titolo di canonico onorario.
Nel 1886, alla soglia dei 75 anni, Liszt muore in Germania, per le conseguenze di una polmonite su di un corpo già minato nel fegato, conseguenza degli stravizzi in vita.

Nella rivista CASTELLI ROMANI. VICENDE UOMINI FOLKLORE ANNO V, n.1, 1960, Vincenzo Misserville scrive l'articolo Franz Listz canonico onorario della Cattedrale d'Albano dal quale possiamo trarre alcuni spunti di riflessione.
<<Liszt... Allorché, da giovanetto, conobbi per la prima volta la sua effige, rimasi un po' deluso: vedevo un distinto signore dell'Ottocento, laddove m'ero immaginato un uomo dalla testa leonina. Poi, andando avanti nelle letture, appresi qualche cosa di più sul grande compositore la cui vita, tutt'altro che ascetica, sfociò nondimeno nell'età matura in una sincera vocazione religiosa che lo spinse a ricevere gli Ordini minori. Ma non mi aspettavo di ritrovarlo, qui da noi, canonico onorario della Cattedrale di Albano. Il Liszt soggiornò la prima volta nella Città Eterna dal gennaio al giugno del 1839 e prima di ripartirne visitò, in maggio, Albano. Ritornò a Roma nel 1861, alla vigilia del suo matrimonio con la principessa russa Carolina Sayn-Witt-genstein la quale, dopo molte difficoltà aveva ottenuto il divorzio da suo marito.

Il matrimonio avrebbe dovuto celebrarsi il 22 di quel mese allorché Pio IX "ordinò la revisione degli atti dichiaranti la nullità del primo matrimonio e la conseguente sospensione del secondo". Esaminate le varie probabili cause che poterono indurre il papa a prendere si grave provvedimento e scagionato mons. Gustavo Hohenlohe, futuro cardinale e vescovo di Albano, dal sospetto d'aver comunque interferito nella faccenda, il Del Pinto si sofferma sulla conseguente crisi spirituale dei due amanti, che portarono la principessa ad appartarsi dal mondo, in vita quasi monastica, ed il Liszt a ricevere gli Ordini minori: il che avvenne il 25 aprile del 1865 per mano del medesimo prelato. Il quale nell'anno successivo sarebbe stato innalzato alla sacra porpora da Pio IX. "Era serbata - scrive il Del Pinto - alla cattedrale di Albano la sorte di vedere il Liszt muovere un secondo passo se non verso la carriera ecclesiastica, verso la dignità ecclesiastica". Infatti, quando nel 1879 l'Hohenlohe successe al cardinal Morichini nel vescovado di Albano, pensò che la sua nuova diocesi avrebbe potuto acquistar lustro attraverso il grande compositore ungherese. Il 9 luglio dell'anno stesso i canonici di Albano, interpretando il desiderio del loro vescovo, nominarono il Liszt canonico onorario di quella cattedrale. Il Del Pinto cita la lettera di ringraziamento che, due giorni dopo, il cardinale scriveva al canonico D. Andrea Ottoni: "La nomina del Signor commendatore Abbate Francesco Liszt a Canonico della Basilica Cattedrale di Albano mi ha fatto vero piacere e consolazione, come premio del merito, come distinzione onorifica per un mio amico qual è il signor Abbate de Liszt e come prova di riguardo e di affezione del Reverendissimo capitolo per me. Non dimenticherò mai ecc. ecc.".

Dal canto suo il maestro così scriveva di suo pugno da Weimar, il 18 luglio 1879, in una lettera in cui il Del Pinto pubblicava la riproduzione fotografica: "Reverendissimo Capitolo! Dal Cardinale Vescovo ricevo la grandissima notizia che questo mi ha nominato Canonico Onorario. Quest'antichissimo Capitolo, come nel passato, pure oggi è distinto per tanti Ecclesiastici dotti e di specchiate virtù; è per me dunque un vero piacere e onore di appartenere ad un consesso così degno, e prego di gradire, ecc. ecc.". Con altra lettera, datata da Tivoli 26 settembre 1879, diretta a Mons. Del frate, vicario generale di Albano, il Cardinale dava notizia di un'elargizione del Listz a favore della Cattedrale e fissava la data della presa di possesso.

 

Per la rubrica Musica - Numero 124 febbraio 2015