RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Teatro

Vita da principi

Intervista al regista Giacomo Zito

Visite guidate in compagnia dei fantasmi che dal '600 hanno abitato Palazzo Chigi in Ariccia. Un viaggio nel tempo, tra teatro e cultura, nel palazzo dove fu girato Il Gattopardo di Luchino Visconti.

Palazzo Chigi, Ariccia. È sera. Tutto comincia come una normale visita guidata. Ma, asceso l'elegante scalone che porta al piano nobile del Palazzo, i visitatori giungono dinanzi ad un portone, dal quale, improvvisamente, appare una figura spettrale in abiti settecenteschi che li invita a non proseguire oltre: "I principi quest'oggi non ricevono".
Esortati dalla guida che li accompagna, i visitatori varcano il portale: suoni, voci, musica echeggiano tra le splendide fughe prospettiche dei corridoi e delle sale, e, misteriosamente evocate, dai preziosi ritratti della stirpe dei Chigi ecco comparire antiche presenze: ombre, fantasmi del passato, decisi a riprendere possesso di quelle mura.
Catturati dall'incantesimo che attorno a loro prende forma, i visitatori diventano i protagonisti di un viaggio che attraversa tre secoli di vita, di arte e di storia.
Regista di questa curiosa e suggestiva forma di spettacolo è Giacomo Zito, che da alcuni anni è attivo operatore culturale sul territorio di Ariccia e dei Castelli Romani, e che abbiamo incontrato per saperne di più.

Cos'è "Vita da Principi"?
Si può considerare un format di visite spettacolarizzate, nato dal desiderio di contribuire concretamente allo sviluppo del turismo culturale nel territorio, nonché di fornire, in particolare ai giovani, un nuovo strumento di conoscenza e di approfondimento storico-artistico, utilizzando un luogo di fama mondiale quale Palazzo Chigi come spazio scenico per svelare i segreti di una dinastia di principesse e principi, di cardinali e papi, le loro olimpiche aspirazioni e le loro umane debolezze.

Come è nato questo progetto?
L'idea di una visita, che contemplasse la partecipazione di attori in costume, risale già a qualche anno fa; del resto, la suggestione che ogni sala del palazzo effonde nel visitatore è tale che è davvero facile immaginare di veder apparire da un momento all'altro le principesse e i principi, i papi e i cardinali che resero il castello un modello di magnificenza barocca. Siamo riusciti, grazie al sostegno del Comune di Ariccia e della Provincia di Roma, a realizzare nel dicembre scorso uno start up che ci ha consentito di sperimentare l'efficacia dell'evento. Con l'organizzazione di Arteidea Eventi e Servizi, con la consulenza storica dell'arch. Francesco Petrucci - curatore di Palazzo Chigi - e di Franco Di Felice, e con l'apporto artistico di una compagnia di attori e musicisti professionisti riconosciuti (Chiara Di Stefano, Giordano Bonini, Nicola Sorrenti, Gianfranco Benigni, Elisabetta Crinella e Valentino Ferraro) l'ideazione del progetto, suggerita da Luigi Criscuolo, è diventata realtà.

E come ha reagito il pubblico?
Siamo stati subito sommersi dalle richieste di partecipazione! Individuali, di famiglie, di gruppi, di istituti scolastici. E, dopo le prime recite, anche grazie all'interesse dei media, le richieste hanno continuato a moltiplicarsi, tanto da indurci a promuovere ulteriori visite straordinarie, e a proporre al Comune di Ariccia, proprietario del palazzo, un calendario a lungo termine.

Quindi Vita da Principi continua?
Sì. La visita, per la quale è necessaria la prenotazione, sarà in programma nel week-end di ogni ultima settimana di ciascun mese, a cominciare da sabato 26 aprile 2014 fino a tutto il 2015, con una versione per bambini e famiglie la domenica pomeriggio; inoltre viene offerta a tutte le scuole della provincia, della regione e del territorio nazionale, l'edizione in matinée. E stiamo approntando una versione in inglese e in giapponese. Quindi possiamo dire che fare "Vita da Principi" non piace solo a noi, ma anche al pubblico!

Quindi si può trasformare il patrimonio culturale in patrimonio economico?
Nelle poche visite finora realizzate abbiamo totalizzato oltre seicento partecipanti, incrementando significativamente l'afflusso al Palazzo, e in un periodo dell'anno che turisticamente è considerato "bassa stagione". Molte persone che già avevano visitato il palazzo sono ritornate per vivere i suoi bellissimi ambienti in maniera più suggestiva e coinvolgente. Pertanto possiamo ritenere che "Vita da Principi" sia un buon esempio di strategia di valorizzazione del patrimonio culturale mirata alla promozione dell'industria del turismo, peraltro con investimenti molto bassi.
Dipende molto dalla lungimiranza delle amministrazioni sostenere progetti virtuosi ed efficaci, praticando un rapporto di ascolto delle energie che il territorio stesso produce, e incentivandone la crescita. "Vita da Principi" è certamente il risultato di questo tipo di ascolto.

 

Per la rubrica Teatro - Numero 120 aprile 2014