RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Nella nuova fattoria ia-ia-oh!

Che tutti gli animali siano rispettati nella loro natura e amati come compagni di vita: è la richiesta fatta ai suoi padroni dall'asino Arturo, che un bel giorno impara a parlare e si fa portavoce del malcontento di tutti i suoi "colleghi" della Vecchia Fattoria, di recente convertita in agriturismo con tanto di ristorante con succulenti piatti di carne. Stanchi di essere mangiati e maltrattati dall'uomo, che li costringe ad un allevamento intensivo in batteria, fatto di giorni tristi e tutti uguali impiegati solo ad ingrassare per il profitto dei padroni, gli animali organizzano un grande sciopero rivoluzionario: le galline del pollaio-batteria rompono tutte le uova, ovini e bovini escono dai recinti e non si fanno mungere... e l'azienda è sull'orlo del fallimento. Clou del racconto è il loro processo contro l'uomo, con l'accusa di crudeltà, maltrattamenti, sfruttamento e strage di tutti gli animali che vivono sulla terra. Solo l'intervento di Michelino, il figlio del padrone, che degli animali è fraterno amico, riuscirà a placare la rivolta e ad aprire un barlume di speranza, con la proposta di una «nuova Fattoria Integrata uomo-animali» che veda un impiego minore di macchine e un ritorno dell'uomo al lavoro dei campi, ma soprattutto una sana collaborazione tra i due "mondi", con gli animali contenti di lavorare e fornire i loro prodotti (latte, uova, miele, lana, piume...) ma non più disposti ad essere uccisi per la loro carne; giacché, nella loro "superiorità", gli uomini ben conoscono oggi tutte le possibilità per alimentarsi diversamente e meglio.
Imprescindibile il rapporto della storia con La Fattoria degli Animali di orwelliana memoria, dove similmente gli animali domestici acquisivano coscienza di essere sfruttati dall'uomo, e si ribellavano; ma qui finiscono le affinità - dunque solo di superficie - tra i due testi: saggio etico-politico, di forte critica ai risvolti della Rivoluzione Russa, quello di Orwell, in cui gli animali non sono che personificazioni degli umani caratteri; espressione di grande amore per gli animali e aspra critica ai moderni sistemi di allevamento quello di Cafarotti, che pur ammettendo - realisticamente - come l'eliminazione della carne dall'alimentazione umana nell'intero pianeta sia molto difficile e lunga da realizzare, la propone come un punto di arrivo a cui comunque puntare, e prima possibile, per il bene del pianeta. .
Belle e poetiche molte delle descrizioni paesaggistiche che aprono i capitoli; quasi che l'autore volesse porle a contrasto con la crudezza di molti passaggi della narrazione. E un tono del raccontare tutt'altro che fiabesco, ma quasi cronachistico, vivido, e coinvolgente.
Esaurita nella sua prima edizione, la bella favola didattica è stata ristampata nel 2011 dalla casa editrice Robin Edizioni nella collana "I libri saggi".

 


Colombo Cafarotti, giornalista e scrittore veliterno, curatore di pubblicazioni di documentazione locale sui Castelli Romani, autore di poesie dialettali, e di diverse opere narrative (L'albero della vita, Soltanto il cuore ci salverà, Quando il vino si mangiava, Biancospino, Contratto d'amore).


Colombo Cafarotti, Nella nuova fattoria ■
ia-ia-oh! Ecco la favola che tutti gli animali aspettavano, Robin Editore, 2011

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 119 febbraio 2014