RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Editoriale

Consapevolezza collettiva

"Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri." (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, 1951)

"Non essere consapevoli vuol dire non esistere." (Marshall McLuhan, La galassia Gutenberg, 1962)

Settembre, si riprende. L'interruzione è stata breve, perché la cultura non va in ferie, anzi proprio nei periodi di maggiore calma mediatica trova forse più attenzione; fioriscono lungo lo stivale, eventi ed iniziative che cercano di parlare alla testa delle persone e meno alla pancia, fidando sul potere che l'arte e la cultura hanno nell'aiutare a costruire un clima di consapevolezza collettiva dentro contesti locali e mondiali irrimediabilmente complessi e di difficile interpretazione. Ecco, essere consapevoli dei contesti di riferimento in cui siamo inseriti, viviamo, ci impegniamo a volta soffriamo (della manifesta o apparente impossibilità a "fare" qualcosa per un futuro migliore) o al contrario gioiamo per aver colto piccoli spunti cui agganciare la nostra azione quotidiana a quella di altri che vanno nella stessa direzione.
La cultura, la conoscenza, l'approfondimento, la riflessione non pregiudiziale su quanto ci circonda sono strumenti imprescindibili di cui tutti devono essere dotati. Essere donne e uomini che vivono consapevolmente è certamente una condizione che va conquistata e molto in tal senso possono fare le biblioteche come tutti i servizi culturali ed educativi, dalle scuole della prima infanzia alle più moderne, sofisticate ed attrattive istituzioni di cultura. È un caso e che significato ha il successo di pubblico all'apertura del Muse di Trento? È solo il risultato di una campagna mediatica, o tutte quelle giovani coppie con piccoli al seguito manifestano un'aspirazione collettiva sincera a far entrare la cultura dentro le proprie case, dentro la propria vita?
È una lotta impari quella che la cultura gioca oggi con i suoi competitor. In primis la crisi economica, le difficoltà finanziarie in cui si dibattono i Paesi più avanzati; temi forti che imporrebbero riflessioni serie e capacità di cambiamento, vengono spesso utilizzati come pretesti per allentare l'attenzione sulla crescita di conoscenza, se non addirittura - come purtroppo è accaduto nel nostro Paese - per abbandonare del tutto propositi di ricerca e di avanzamento culturale.
Noi che dal piccolo, ma significativo osservatorio delle biblioteche civiche, quotidianamente viviamo la frustrazione di non poter rispondere appieno alla domanda di cultura che proviene da una parte significativa e decisiva del Paese, non ci stancheremo mai di denunciare la miopia di tali impostazioni, che negano consapevolezza alle giovani generazioni. Sembrerebbe una goccia in un mare, l'attività delle biblioteche; eppure siamo convinti che tante piccole possano rimediare all'arsura cui ci condannano troppo spesso l'incuria e la disattenzione colpevole di chi è preposto a disegnare i contorni della società di domani.
Per un Paese consapevole dunque e ricco di conoscenza, capace di orientarsi e scegliere il meglio per sé e per i suoi figli le biblioteche fanno la loro parte.
Da questo scorcio di 2013 si lavorerà alacremente alla preparazione del Festival delle Biblioteche 2014 che probabilmente verrà collocato in primavera e il tema che ne sarà al centro sarà proprio quello della consapevolezza. Ci faremo aiutare a declinarla, la consapevolezza, da artisti, scrittori, operatori della cultura, ma anche da cittadini, utenti giovani e meno giovani, amministratori locali, opinionisti, produttori di contenuti e di idee che cercheremo di riuscire a coinvolgere lungo la nostra strada.

Per la rubrica Editoriale - Numero 117 settembre 2013
Massimo Prinzi |
Per la rubrica Editoriale - Numero 117 settembre 2013
Cristina Nuzzo |
Per la rubrica Editoriale - Numero 117 settembre 2013