RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Il nuovo romanzo di Aldo Onorati

Le tentazioni di Frate Amore

Tutte le opere di narrativa di Aldo Onorati affrontano problemi reali, anzi, talvolta nascono proprio da situazioni che molti scrittori evitano di trattare. Mi riferisco, ad esempio, al suo primo libro-denuncia "Gli ultimi sono gli ultimi" (Armando editore, prefazione di Carlo Levi), che smosse l'inchiesta sugli orfanotrofi lager, a "Università undicesima bolgia", coraggioso documento -con nomi e cognomi- d'una situazione logora delle accademie degli studi italiani, ma, soprattutto, a "Magia nera e riti satanici nei Castelli Romani" (sempre con Armando), libro che bloccò in pochi mesi il chiasso che si stava facendo sul satanismo dei nostri Colli. Onorati dimostrò che la nostra antropologia culturale è fortemente latina e bacchica, non demoniaca. E anche il presente romanzo edito da Tracce (Pescara, pp. 232, E. 13)), dietro la vicenda di un frate che si innamora di Lucrezia, donna bella, enigmatica e crudele nel suo gioco amoroso, sono dibattute problematiche quanto mai attuali in senso alla Chiesa e alla società: il matrimonio dei sacerdoti, il sacerdozio della donna, la Comunione ai separati, l'unione degli omosessuali, la povertà e l'abbandono al Mistero. E'che Aldo Onorati ha indovinato -come dire- la 'combinazione chimica' fra una trama avvincente e una serie di etiche: ogni aspetto del dettato narrativo si interseca, per cui la forza della scrittura rende vivo il pensiero, e questo dà spessore alla parola. Insomma, il concetto di Aldo Onorati è sì l'arte per l'arte, ma anche l'arte per la vita. Inseparabilmente.

Il libro si apre con la descrizione minuta del convento in cui si svolgerà gran parte della trama; i panorami, il variare delle stagioni, la vita interna al monastero assumono una liricità che sfocia poi in dramma: quello spirituale di frate Stefano, il protagonista, in lotta fra la vocazione vera e l'amore verso Lucrezia. Da questa avventura, nascerà un uomo diverso, più maturo, più dubbioso sulle verità della vita e della stessa religione vista come istituzione. Egli si trova così ad affrontare una battaglia interiore, divenendo un sacerdote forse troppo "aperto" per le regole ecclesiastiche, tant'è vero che pagherà di persona, ma la sua spiritualità si arricchisce, si fa "abbandono al mistero", dubbio fecondo, tolleranza verso ogni modo di pensare, carità nei confronti delle umane debolezze.

E', questo, un romanzo aperto, in cui il vero protagonista è il tormento di un'anima che si sente stretta nelle regole esteriori del mondo, sia pure quello del suo Ordine, e per ciò stesso si arrende al Mistero in quanto sacerdote, ma, in quanto uomo, porta conforto, aiuto e comprensione ovunque i suoi superiori lo mandino a servire i fratelli bisognosi e indifesi, così come vuole il Vangelo.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 116 giugno 2013