RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Turismo e Innovazione

Nemi fragrans…

...il lago, il mito, il bosco che si porta nel nome, Nemi dal paesaggio primitivo e fortemente suggestivo, Nemi delle navi romane, Nemi dai panorami mozzafiato, Nemi gioiello incastonato sullo specchio di Diana, Nemi delle fragole e dei fiori... tante e a volte abusate le parole che tentano di restituire l'immagine e il patrimonio culturale che questo piccolissimo borgo si trova a racchiudere con l'onere e l'onore di tutelarlo, valorizzarlo e soprattutto farne esplodere le potenzialità a beneficio della comunità locale e di tutta l'Area dei Castelli Romani.

Vivavoce ne parla con il Sindaco Alberto Bertucci, cogliendo l'occasione della 80° Sagra delle Fragole, che per la ricorrenza "a cifra tonda" ha un suo peculiare significato e con Idilio Leopardi e Fabio Pacchiele, che recentemente hanno portato a buon fine un progetto apripista nel panorama dell'accoglienza ai Castelli Romani: quello dell'Albergo Diffuso. Le cose sono fortemente intrecciate perché l'ambizione di far conoscere Nemi nel mondo, che traspira da tutte le parole del Sindaco Bertucci, deve essere supportata da un turismo intelligente che non consumi il territorio, ma lo faccia crescere e l'albergo diffuso è un modello di accoglienza che sposa questa filosofia.

 

Allora Sindaco, 80 anni di "fragole in festa", questo però è un anno speciale, ci vuole spiegare perché?
Lei sa bene che ogni volta che la ricorrenza è un decennale, se ne approfitta per fare qualche cosa di più ed io ne ho approfittato per mettere in campo tutto il meglio che Nemi può offrire. Nemi delle fragole e dei fiori ambisce ad essere il nostro brand e ci stiamo lavorando sodo, abbiamo lanciato un bando cittadino coinvolgendo anche le scuole per un logo che diventi il nostro marchio di riferimento e che affiancherà quello comunale in tutte le nostre iniziative, una sorta di valore aggiunto per tutto quanto verrà fatto e prodotto a Nemi...

Sarà pronto per la Sagra?
Sì, lo presenteremo in questa occasione; un'occasione speciale con ospiti speciali-madrina Manuela Arcuri e padrino Maurizio Battista e poi i comici di Zelig Pablo&Pedro - e con una medaglia conferita all'intera manifestazione dal Presidente Giorgio Napolitano.Vede, io credo che Nemi abbia tanto da dire e da raccontare, che la sua immagine fino ad oggi non sia riuscita a restituire la ricchezza del suo patrimonio, che questo capitale che abbiamo ereditato debba essere messo in valore con azioni opportune ed appropriate, alcune delle quali le stiamo portando avanti, ma certo non possiamo operare da soli...

Dunque? Lei la sposa la filosofia della rete, del fare sistema tra più soggetti, della condivisione e del partenariato anche tra pubblico e privato?
Certamente, anche se è una strada piena di ostacoli, alla quale siamo ancora poco abituati come amministrazioni e anche come cittadini; quando ho proposto ad alcune realtà locali di sperimentare una nuova modalità di fare accoglienza, quella dell'albergo diffuso, in collaborazione con BIC Lazio, nell'ottica di superare il turismo mordi e fuggi che spesso subiamo e per aprire la strada ad un turismo consapevole che faccia conoscere a 360 gradi la nostra città e catturi il visitatore magari per due giorni, ho trovato risposta positiva solo dalla Locanda lo Specchio di Diana, che poi ha portato a buon fine il suo progetto. Vede questo è un risultato che nasce dalla collaborazione.

Certamente... ma tornando alle nostre fragole Sindaco, la Sagra, mi sembra di capire, non vuole essere per lei una stanca ripetizione di una antica tradizione. Ritiene che possa avere un peso, che sia da stimolo per far crescere l'economia locale, per dare nuovo ossigeno alle coltivazioni delle fragole e dei fiori, per invertire la tendenza ad abbandonare questa particolare attività di cui voi siete esperti cultori?
Certo, ne sono convinto e devo dire che negli ultimi anni alcuni risultati si sono colti, c'è stata una ripresa delle coltivazioni e anche sul lago qualcosa si muove, grazie ad alcune politiche incentivanti - non dimentichiamo, tra l'altro, che il lago in sè ha ripreso a vivere. Certo il lago, la sua natura protetta, impongono cautela quando si tratta di lavorazioni a serra, i vincoli sono più di uno, ma la cultura/coltura delle fragole e dei fiori è un patrimonio a sua volta da tutelare. Il nostro Paese è speciale: spesso la sua ricchezza da risorsa può trasformarsi in impedimento, ma qui sta la sfida di noi amministratori, di chi ha, come si dice, l'onore e l'onere di governare questo territorio, altrimenti ci si limita a proporlo come una bella cartolina e questo non fa crescere. Tornando alla Sagra, all'80°, e tornando a parlare dell'importanza delle partnership, l'Amministrazione Comunale ne ha stretta una con Poste Italiane per la realizzazione di un timbro postale ad hoc con la dicitura "Poste Italiane Comune di Nemi 80ª Sagra delle Fragole". Nel frattempo le fragole sono diventate anche liquore e profumo, sono senz'altro i nostri ambasciatori nel mondo, mi piace pensare che qualcuno a New York si trovi a respirare "aria di Nemi"...

Con questa immagine evocativa e leggera, salutiamo e lasciamo il Sindaco, con l'impegno a risentirci e seguire gli sviluppi dei semi gettati per dare a Nemi un nuovo futuro, e ci avviamo verso la "Locanda lo Specchio di Diana"
La strada è breve e la raggiungiamo con facilità, curiosi di sapere tutto sul nuovo Albergo Diffuso. Noi di Vivavoce già ne avevamo parlato, in un articolo pubblicato nel febbraio del 2011 dal titolo "Nemi si fa albergo Diffuso", dove Fabio Pacchiele ce ne aveva raccontato il progetto e la sua filosofia, oggi possiamo dire che quel progetto è diventato realtà. Ne chiediamo ad Idilio Leopardi titolare dell'attività alberghiera.

Leopardi: Certo, lo possiamo affermare e ed è per me e per Fabio che ci ha messo tanto del suo - competenza, passione, e perché no, la forza della gioventù - una grande soddisfazione. È stato un percorso non facile, come tutto ciò che implica innovazione e cambiamento...

Mi viene da dire che siete stati estremamente tempestivi nel cogliere le novità della legislazione regionale che permette e incentiva questa singolare e nuova, perlomeno nel Lazio, modalità di fare accoglienza.

Leopardi: Mi permetterei un'affermazione che va oltre; quando nel 1990 ho rilevato questo ristorante e ho iniziato la mia attività, ho sentito l'esigenza di conoscerne la storia, l'origine e l'alternarsi delle sue vicende; da testimonianze e documenti, che ancora conservo con cura e che anzi sono qui a disposizione dei miei ospiti, ho scoperto che la Locanda - il nome già ce lo racconta - è nata nella prima metà dell'800 come albergo, un grande albergo per Nemi, con ben 25 stanze, dove sono passate personalità di nazionalità diverse, affascinate dalla natura e dalla storia di questo piccolo centro. Ho fin da subito pensato che sarebbe stato bello restituire alla Locanda, ormai ristorante, questa sua originaria funzione alberghiera e l'idea di utilizzare per l'ospitalità piccoli appartamenti del borgo, da acquistare e ristrutturare a tale scopo, ha cominciato a prendere corpo e a farsi progetto; allora nessuno parlava di albergo diffuso, ma mi veniva naturale pensare che quello di legare il ristorante a piccole residenze dentro il centro storico era l'unico modo che permetteva al turista di cogliere la vera essenza di Nemi piccola e ricchissima di offerte per il visitatore.

Una sorta di albergo diffuso "ante litteram"...

Leopardi: Sì, mi viene da dire che quando con Fabio e con la collaborazione di BIC Lazio abbiamo iniziato il percorso per arrivare ad essere ufficialmente riconosciuti come AD, noi due abbiamo svolto un ruolo complementare all'evoluzione della normativa, che proprio in questi anni ha avuto la sua stesura definitiva. Crediamo che in parte la nostra esperienza sia stata utile anche al legislatore.

E oggi? Quali sono le prospettive, le criticità?

Leopardi: Di questo penso sia bene racconti Fabio che in prima persona lavora per far crescere le presenze a Nemi nell'ottica di un turismo"sostenibile"

Allora Fabio che risposta ha avuto la vostra offerta di ospitalità?

Fabio: Il problema è quello che credo si ponga un po' per tutti i Castelli Romani, e su cui già mi sono espresso nell'articolo da voi pubblicato: superare un turismo che consuma il territorio, quello per intenderci della visita al borgo che non dura più di dieci minuti - in parte impiegati per acquistare qualcosa - e riuscire invece a catturare un'altra tipologia di visitatore, quello che il territorio lo arricchisce, quello disponibile ad un'esperienza di conoscenza, che sia invogliato a restare perché la nostra offerta lo convince. Vede, su questo siamo ancora carenti, manca sul territorio nel suo insieme, parlo dell'Area dei Castelli Romani, una seria politica di incoming, una politica intelligente che sappia cogliere la specificità di questi luoghi che sono alle porte di Roma e che della capitale subiscono la presenza senza saperne cogliere le opportunità; manca la possibilità di organizzare pacchetti turistici a tutto tondo, come si fa in tanta parte del nostro Paese, dove oltre all'offerta gastronomica e all'ospitalità il visitatore sia accompagnato e guidato a conoscere e a fare esperienze, per noi qui è addirittura impossibile offrire un pacchetto turistico che comprenda la visita al museo delle navi romane! In questo senso la strada è in salita, nonostante le tante potenzialità, compresa la legge regionale sulle Aree Integrate Cultura-Ambiente-Turismo, che invita i Comuni a fare sistema e a mettere in valore insieme la risorse e i capitali che questa terra ci ha restituito.

Finiscono qui le nostre interviste. Vivavoce, che raccoglie da anni sul tema dell'Area Integrata testimonianze e documentazione, pensa che sia venuto il momento di invitare tutti i soggetti interessati, quelli che a diverso titolo si sono impegnati e confrontati su questi temi, ad organizzarsi per dare vita ad un coordinamento territoriale stabile che rifletta sulle potenzialità turistiche dell'Area per costruire una rete di servizi intercomunali, come tutti gli operatori richiedono. Il Consorzio SBCR e la sua Fondazione si propongono come facilitatori della rete e come solida base di conoscenza territoriale.

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Locanda Lo Specchio di Diana
C.so Vittorio Emanuele, 13 - Nemi
Tel: 069368805 - Fax: 069368016
info@specchiodidiana.it www.specchiodidiana.it

Per la rubrica Turismo e Innovazione - Numero 116 giugno 2013
Fabio Pacchiele |
Per la rubrica Turismo e Innovazione - Numero 116 giugno 2013
Alberto Bertucci |
Per la rubrica Turismo e Innovazione - Numero 116 giugno 2013
Idilio Leopardi |
Per la rubrica Turismo e Innovazione - Numero 116 giugno 2013