RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

CHANZONA DDANTE

Un inedito di Dante Alighieri

Ecco l'avventurosa storia di questo libro e del fortuito ritrovamento del poema. L'11 marzo 1989, il prof. Louis Marcello La Favia, sacerdote e dantista emerito, durante una conferenza tenuta al Newberry Institute di Chicago, annunciò che nella British Library del Museum di Londra, egli aveva trovato nel 1987, rivenuto accidentalmente nel Codex Harley 3459, un poema attribuito esplicitamente a Dante.

Il poema fino ad allora sconosciuto con tale appartenenza, consta di 80 versi disposti in cinque stanze di 16 versi ciascuna. In quell'occasione il prof. La Favia mostrava al pubblico incredulo la foto del codice ed una trascrizione in inglese del poema. Nella sua relazione dichiarava l'attendibilità di attribuzione a Dante, malgrado con cautela avanzasse qualche dubbio.

Mons. Marcello Semeraro, che è intervenuto alla presentazione del libro svoltasi recentemente ad Albano Laziale , ha espresso sorpresa nell'apprendere della scoperta di cui, come ha scritto Aldo Onorati, è probabilissima l'autenticità dantesca. "Penso si tratti di un opera in cui traspare sicuramente la delusione, lo scoramento del sommo poeta per i suoi tempi, - ha dichiarato il Vescovo - c'è una serie ininterrotta di guai e poi di considerazioni sulla gravità della situazione, sulla follia di alcuni atteggiamenti umani e poi molte invettive. Molti di noi sentirebbero di condividere alcune invettive presenti in questi versi, considerando quella parte di mestizia dei tempi nei quali viviamo. Traspare però quell'uomo di fede che fu Dante Alighieri specialmente nei versi: E' saggio quell'uomo che circondato dalla tempesta, non fu agitato avendo sempre fiducia in Dio nel quale dopo il monte può trovare il fiato. E questo deve guidare anche noi nelle tante difficoltà che ci pone questo momento". Aldo Onorati nella stessa occasione ha dichiarato: "Per me è stato un onore sommo fare la supervisione a questo capolavoro di filologia del prof. Luis Marcello La Favia, la sua intuizione di cercare nel codice Harley non è venuta a caso perché su questa canzone c'è un giallo, questa canzone non era sconosciuta, ma era già nota in altri sette codici, i primi quattro portavano la firma di Bindo Bonichi, un senese contemporaneo a Dante ma leggendo il canzoniere di Bonichi si vede subito uno stacco profondo tra il suo moralismo pesante e questa invettiva, che riconosciamo simile alle invettive che Dante scaglia specialmente nell'Inferno. Poi ci sono altri due codici anonimi ma questa chanzona è stata riscoperta da La Favia trent'anni fa circa, da allora si è aperta una questione discussa in tutto il mondo. Poi la cosa andò a cadere in Italia e nel mondo finché, la paziente e certosina opera di padre Giuseppe La Flavia ha decodificato un'opera che è di vera grandezza.

Nell'esaminarla mi sono venute in mente delle sinossi, degli accostamenti concettuali fra questo testo e la Divina Commedia, soprattutto l'Inferno, dove Dante lancia le invettive maggiori. Gli studi filologici di Louis La Favia sono di una rarità e di una grandezza che fanno spavento cioè il prof. La Favia è andato a mettere le mani dove altri non erano arrivati cioè a esaminare dall'interno le possibilità linguistiche, di attribuzione dell'epoca, che è il 1304. In questo caso allora la Divina Commedia è stata scritta dopo questo sfogo, e amplifica in maniera lirica quello che qui ha scritto in maniera epigrammatica. Ci sono anche termini che Dante soltanto usa, anche l'uso del verso e della rima sono quelli propri di Dante".
Il libro edito dal Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna e dalla Longo Editore, offre tutta la panoramica dei suoi scritti, dei suoi studi, delle sue ricerche: gli appunti, gli scambi con altri studiosi, le annotazioni e le annotazioni critiche.
Il libro contiene la riproduzione fotografica - che La Favia acquistò dalla British Library - della sezione del Codice ove è inserita la "canzone" e, sempre ad opera di Louis La Favia, fatte da lui stesso, la trascrizione diplomatica, la trascrizione critica e la traduzione letterale in inglese. Gli argomenti trattati dal libro: la poesia di Dante e lo stato d'animo del poeta, la descrizione del codice e la tradizione manoscritta, la Chanzona e il problema dell'attribuzione, l'autenticità, l'esame verbale filologico e i codici.
Nella sua post-fazione, Aldo Onorati, spiega i riscontri concettuali tra la Divina Commedia e la presunta Canzone di Dante. Onorati tiene in considerazione anche il Convivio e le Rime e rinviene paralleli di idee, di tematiche, richiami metrici e di parole. Il suo giudizio critico sul lavoro di La Favia è quello di "prezioso libro, documentatissimo, un vero capolavoro di ricerca filologica, un forziere di conoscenze che solo pochi potevano presentarci con tanta messe di ricchezza esegetica e informativa".
Infine Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri afferma: "Non è cosa da poco lo sforzo prodotto in merito a questo testo e alla diffusione dell'opera di Dante nel mondo. La Società Editrice Dante Alighieri ha quattrocento sedi ed io ho avuto una grossa responsabilità nel dire che la Chanzona di Dante è autentica (anche se si può sempre discutere sulla sua autenticità). Come si declina Dante nel mondo? Egli diventa realtà e cultura nei diversi paesi . Dante è il poeta non solo degli italiani ma anche di noi europei, ha dato la coscienza culturale, civile, spirituale a noi occidentali. In un momento così critico della nostra storia nazionale una speranza noi l'abbiamo con Dante, è la speranza della cultura".

 


Biobibliografia

Louis Marcello La Favia, nato a Gavignano (Rm) nel 1925, frequenta il ginnasio nella Congregazione dei Missionari del Preziosissimo sangue a Rimini. Impara a suonare il pianoforte. Consegue la laurea in filosofia e quella in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Ordinato sacerdote, nel 1961 viene trasferito negli Stati Uniti come parroco presso il "Most Precious Blood" in Rochester. Qui consegue il Master of Arts. Gli viene assegnata una borsa di studio per l'Universita Harvardiana e si specializza sulla figura di Dante Alighieri. Quindi inizia l'insegnamento presso la Catholic University e vi si dedica per trent'anni. La "The Mediaeval Academy of America" in un concorso per medievalisti gli assegna il Premio Eliot per l'articolo Per una reinterpretazione dell'episodio di Manfredi, Dante Studiea, 91. Muore ad Albano Laziale nel 2008 presso il Collegio del Preziosissimo sangue. Lascia molti manoscritti, alcuni dei quali pubblicati.

  • Benvenuto Rambaldi da Imola: Dantista, "Studia humanitatis" Madrid, Ediciones José Porrua-Turanzas, 1977
  • The Man of Sorrows; its Origin and Development in Trecento Florentine Painting, Roma, Edizioni Sanguis, 1981
  • Spazi dello Spirito, Cesena, Editrice Silgraf, 2010
  • Dante Soteriologia e poesia (Par VII) - Giustizia e amore, Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2011
  • The sons of Dante interpret Dante, Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2011.

l Prof. Aldo Onorati, dantista, autore della postfazione al volume "Chanzona ddante - Circa un poema sconosciuto attribuito a Dante" è stato insignito dal professor Alessandro Masi della Medaglia d'Oro per alti meriti culturali della Società Dante Alighieri di cui Masi è segretario generale.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 114 febbraio 2013