RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Storia locale

Favolosi anni 60

Le cartoline riaprono finestre sul tempo: i Castelli Romani sul finire degli anni Cinquanta e negli anni Sessanta offrono ancora una visione ed un paesaggio da ricordare.

Un po' prima
Tali trasformazioni sono ben documentate, per il territorio di Rocca di Papa, nel libro di M. Saba dal titolo "Rocca di Papa in cartolina tra il 1892 e il 1958" (La Spiga Editrice 2007). Tali documenti costituiscono una testimonianza preziosa per la ricostruzione storica dell' ambiente urbano e del paesaggio, ma anche una attenta analisi degli stili di vita e dei comportamenti che dal confronto con le immagini odierne è possibile ricavare.

L' analisi delle cartoline mette in evidenza le grandi trasformazioni territoriali, che iniziano con i piani regolatori degli anni settanta del secolo scorso, in verità confusi nell' impostazione urbanistica ed all'insegna di un progetto che solo nell'aumento degli abitanti riconosceva il progresso e lo sviluppo delle comunità.

Intanto veniva smantellata la rete dei tram e funicolari che onorevolmente avevano servito l'area dei Castelli da Lanuvio a Rocca di Papa, (vedi figura 1) da Albano a Velletri, Frascati, Grottaferrata per moltissimi anni. Si tolgono le rotaie ed i trenini vengono sostituiti da pesanti e puzzolenti autobus. L'inizio della fine di una mobilità moderna, efficiente e pulita a servizio dei Castelli Romani: i frutti di tali scelte vengono tutt'oggi sopportati da chi voglia spostarsi per i Castelli con i mezzi pubblici.

Le cartoline del 1968-1969 mostrano le sponde ancora intatte e il paesaggio agrario intorno ai laghi (figure 2, 3 e 4): testimonianza ed incanto del paesaggio dei "Colli Albani".

Le immagini evidenziano la coltre di vegetazione senza soluzioni di continuità alle spalle del centro storico di Castelgandolfo (fig.2), da Nemi a Genzano verso la Nemorense (fig.3) e da Genzano a Nemi dalla parte delle "Piagge" lungo l'antica strada con a fianco i cunicoli dell'acqua (fig.4). Un anello verde, riferimento "sublime" dei poeti e dei viaggiatori: il "Paesaggio Italiano" per eccellenza, quello tutelato ormai solo dalla Costituzione e da altri pochi cultori.

Incantevole Rocca di Papa (fig. 5)

"Io scelsi quindi per mio
soggiorno Rocca di Papa,
ed immediatamente vi cercai casa per mezzo del mio
compagno di studi, che possedeva una villetta alle falde del monte sul quale siede il paese...La Rocca è una delle più belle posizioni dell'Agro
Romano."

(Massimo D'Azeglio, 1867, I miei ricordi, Barbera, Firenze)

Sul retro delle cartoline c'è scritto:

"Ho veduto in vita mia grandi
e belle estensioni di paese, in monte, in piano, sui mari, sui laghi, ma una vista come l'avevo dal balcone della mia camera
a Rocca di Papa, e che tanto campo offrisse
all'immaginazione, alle grandi memorie, al gusto artistico ed alla poesia, non l'ho incontrata in nessun luogo."

(Massimo D'Azeglio, I miei ricordi Vol. II, Cap. 20)

Questo gusto artistico e questa poesia erano il carattere di tutta quella "Campagna Romana" che lo stesso D'Azeglio percorreva fiero, ma in panni modesti per lo studio e la meditazione, sentimenti provati da molti artisti dei quali varrebbe la pena seguire maggiormente la poetica per il rilancio delle città storiche ed il mantenimento del paesaggio dei Castelli Romani.

Velletri, nella fotografia 6 dell' ottobre 1960, si nota il giardino intorno a Piazza Garibaldi dalla parte del Monumento ai caduti del Caniggia che vinse il concorso e l'incarico a costruire nel 1922 ed il panorama circostante sotto le pendici del monte Artemisio.

 

 

Per la rubrica Storia locale - Numero 114 febbraio 2013
Carlo Testana |
Per la rubrica Storia locale - Numero 114 febbraio 2013