RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Folklore

Bandiere, saltarelli e pizziche

Creativa e sorprendente l’estate castellana 2011

L'estate 2011 s'è presentata ai Castelli Romani particolarmente ricca di manifestazioni legate alla riscoperta delle tradizioni popolari con la partecipazione di gruppi folkloristici sia locali che provenienti da altre parti d'Italia e del mondo. Nelle cornici dei centri storici dei Castelli Romani, gli scenari rappresentativi sono state le piazze, veri palcoscenici della danza, le vie, colorate di costumi e bandiere, i vicoli e le scalinate, casse armoniche naturali di canti, musiche, rulli di tamburi. Orchestre, danzatori, musici, sbandieratori, percussionisti, in perfetta armonia negli spazi dei borghi castellani e le cittadine dei colli Albani, hanno fatto rivivere e reinterpretato con creatività e sorprendente vitalità ed allegria aspetti della tradizione storica e della cultura del passato.
In particolare nei mesi di giugno e luglio si sono susseguite iniziative in varie parti dei Castelli e alcuni gruppi storici locali sono stati protagonisti di trasferte in altre città della regione e d'Italia riportando notevoli riconoscimenti. E' il caso, tra gli altri, degli Sbandieratori e Musici di Velletri e del gruppo di Nemi U Rembombu. Il primo ha preso parte al secondo festival del folklore di Capalbio, nella serata dedicata alle esibizioni degli sbandieratori. Una giuria ha valutato i gruppi per formare una classifica nelle categorie riservate alle esibizioni di coppia, di squadra ed ai musici. Le quattro formazioni presenti, "Sbandieratori e Musici città di Capalbio", "Sbandieratori e Musici, Velletri", "Sbandieratori e Musici, Massa Marittima", "Sbandieratori e Musici, Auree Fenici, Pontremoli" a turno hanno dato vita ad un carosello applauditissimo nel rispetto quasi cavalleresco della competizione e degli avversari, con un tangibile senso di ospitalità da parte dei locali. Nella piazza di Borgo Carige, stracolma di gente, dopo una giostra di colori, bandiere, cerchi, allineamenti di figure e dimostrazioni di capacità e di riflessi pronti negli scambi a due, nel gioco di squadra e nei combattimenti simulati, i gruppi Toscani, favoriti per tradizione storica e per la loro bravura, hanno atteso l'esibizione degli sbandieratori di Velletri, in ottima forma, e quest'anno molto attivi nella provincia, nella regione ed in altre parti d'Italia con un bel numero di esibizioni (Guidonia-Montecelio, Cecchina, Genzano, Capalbio, Carrara). Alla fine Velletri si aggiudica i premi più prestigiosi: il primo posto nel torneo a squadre, il primo posto nell'esibizione musicale ed il terzo nell'esibizione a coppia. Colpisce la preparazione musicale dei suonatori di tamburi, i giovani percussionisti hanno sottolineato le evoluzioni degli sbandieratori con un ritmo incalzante e preciso a rigore di metronomo. Il gruppo U Rembombu di Nemi è stato invitato al 15° Festival Internazionale del Folklore nel Matese. Nello straordinario paesaggio di S. Massimo (CB) la musica folkloristica, etno popolare nazionale
ed internazionale si unisce a piatti della tradizione gastronomica molisana e San massimese. I gruppi internazionali ospiti vengono dal Venezuela, Bulgaria, Senegal, Spagna e Argentina e si alternano nelle sfilate e sul palco con i gruppi italiani regionali e nazionali. Eleganza e coinvolgimento emotivo durante le sfilate nel centro storico e le esibizioni dei gruppi.
Di grande impatto sono state le manifestazioni di Velletri, Genzano, Castelgandolfo, Nemi. Al Festival Internazionale di Velletri i gruppi folkloristici internazionali (Argentina e Brasile) e nazionali provenienti dall'Abruzzo, Molise e Puglia, insieme ai gruppi del Lazio (Ausonia, Nemi, Velletri) si sono esibiti nei loro tradizionali costumi con pregevoli accompagnamenti musicali e aperte coreografie di balli e scene popolari nella splendida prospettiva rinascimentale davanti al Municipio, che è piazza Augusto Imperatore. Le trascinanti acrobazie dei ballerini Argentini e l'eleganza dei Brasiliani hanno portato gli spettatori dentro le atmosfere di paesi lontani, come se il palco fosse a Rio o a Buenos Aires in un vorticoso carosello di espressioni, colori, armonie e ritmi cadenzati. Tutte le manifestazioni sono state di alto livello artistico e hanno mostrato identità e culture diversissime nelle loro espressioni di vita e civiltà. I gruppi nazionali, nella riproposizione ed esecuzione di strutture armoniche e passi di danza della tradizione popolare Italiana, hanno bene evidenziato le tipicità ed i caratteri dei territori in interessanti varianti anche locali relative alle stesse tematiche (lavoro, festa, malattia, morte). Nella "festa della Lavanda" e nella "sagra dei gialloni con la sadorea" che si sono svolte a Nemi, la città è stata vestita a festa e per il corso V.Emanuele si è sparso un intenso profumo che porta ed aromi e sapori familiari. A Genzano l'esibizione degli "Alla Bua" ha rievocato, nella formula ripetuta dagli anziani del Salento, i canti di lavoro e d'amore, note "blues" della tradizione italiana, per dare sollievo alla dura vita del popolo fatta di sacrifici e stenti e per accompagnare i sentimenti nei vari eventi dell'esistenza umana. A Castelgandolfo tutto il centro storico viene coinvolto. Strade, vicoli e piazze dove in contemporanea si svolgono gli spettacoli degli artisti. Musiche e balli tradizionali d'Italia, canzoni popolari, poesie e rime dei poeti e scrittori romani da Trilussa a Belli. Artisti in costume e sfilate, improvvisazioni musicali di gruppi diversi, degustazione del nettare che scaturisce dal felice abbinamento di pesche zuccherine, dette anche "guance di canonico", e vino. Le guardie svizzere, eleganti sul portone del palazzo papale, le architetture raffinate della città, gli scorci pittoreschi verso il lago Albano e monte Cavo, i turisti, i cittadini dalle loro finestre, gli operatori ed i negozianti sono il teatro vivente dentro il quale si svolge la festa che appare subito particolarmente apprezzata. Si suona e si balla sotto le finestre della residenza del pontefice e lungo le strade del centro e questa formula piace al pubblico che viene coinvolto non come spettatore ma come coprotagonista dei festeggiamenti. Il pubblico mostra di gradire particolarmente lo spirito di rievocazione e la riproposizione di usi e costumi del passato all'interno delle sagre o nell'allestimento dei festival e di saper apprezzare le diverse forme espressive e culturali. Sia la sfilata di costumi, sia le orchestrazioni più complesse ed articolate mostrano momenti ed aspetti della tradizione dove a parlare sono il movimento, la gestualità, i toni ed i ritmi della musica. Notevole, in molti casi, l'attinenza storica e filologica, per esempio nella cura dei tessuti e degli ornamenti, nei gesti, nei movimenti e nelle attività corali. Anche la presenza e partecipazione di moltissimi giovani e giovanissimi nei ruoli di musicisti, danzatori, sbandieratori testimonia un rinnovato vigore ed interesse per le culture tradizionali in grado di dare entusiasmo e di coinvolgere emotivamente.

Per la rubrica Folklore - Numero 104 settembre 2011