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Biblioteca diffusa

Intervista a Francesca Pucci del caffè La Piazzetta punto “Biblioteca diffusa “ di Velletri

Come nasce l'idea di collaborare a realizzare un punto di "biblioteca diffusa" a Velletri?
Da alcuni anni, il caffè la Piazzetta ha iniziato a proporre attività culturali, anche se il locale non si trova sul corso principale della città ed è quindi meno di passaggio che altri esercizi. Abbiamo ospitato ed organizzato mostre di pittura, di scultura su legno, dipinti su magliette e letture pubbliche, perché siamo interessati all'espressione artistica a 360 gradi.
Le iniziative hanno avuto successo e suscitato curiosità. Per questo abbiamo pensato di collaborare con la biblioteca di Velletri: per uno spirito di servizio, per una vocazione ad essere attivi sul fronte della cultura e per amore dei libri.

Trovo molto originale il tuo locale, oltre che nelle attività proposte, anche per l'arredo. Ce lo descrivi brevemente?
Il locale, in generale, ha un allestimento in stile retrò, quasi un salotto della nonna, tipo "Chippendale". E' stato realizzato con mobili ed oggetti di famiglia ben conservati e con un po' di estro nel loro abbinamento. Ai libri della "biblioteca diffusa" è dedicato un mobile buffet.

Come sta andando, a circa un anno dall'inizio, il servizio di "biblioteca diffusa"?
Sta andando bene. I libri più adatti ad essere sfogliati sono quelli sull'arte e quegli sugli hobby. Il prestito ha riguardato più i fumetti ed alcuni libri gialli, ma la percentuale di prestiti non è ancora molto alta, sono più le consultazioni. Crescerà con il consolidarsi del servizio e quando aumenteremo (come stiamo già facendo) il numero dei libri proposti ogni mese. La cosa che mi ha colpito da subito è che i bambini sembrano essere attratti dai libri più degli adulti.

Quali reazioni hai notato e noti nei tuoi clienti quando vedono i libri ospitati nel tuo bar?
Molta curiosità. Ho dovuto spesso spiegare che i libri non li vendiamo, ma li prestiamo.
Nel tempo le persone interessate aumentano, chiedono quando ci sarà il cambio dei libri, fanno più domande sui contenuti. E' interessante anche vedere che da quando ospitiamo i libri della biblioteca, diverse persone ci propongono di portare dei libri da lasciare per il bookcrossing. Libro chiama libro, e così abbiamo creato uno spazio per quest'altra attività.

C'è una considerazione conclusiva che ti piacerebbe fare?
Sì. Spero che "la biblioteca diffusa" sia una finestra su un servizio sociale e culturale, quello della biblioteca, che può essere "dimenticato" o poco conosciuto dal pubblico.
La biblioteca diffusa può essere un momento di valorizzazione del servizio di biblioteca sul territorio. Per questo, sia dal punto di vista personale, sia da quello professionale, sono orgogliosa di collaborare in questa direzione con la Biblioteca di Velletri e il Consorzio dei Castelli Romani.