RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

Thrilling a Palazzolo: Solamente Nero (1978)

"Il Convento di Palazzolo, efficacemente trasformato in campiello veneziano, è il set di una drammatica sequenza notturna del bel giallo di Antonio Bido"

Tra i titoli da riscoprire del filone thriller degli anni '70, il secondo film di Antonio Bido vale e convince ancora oggi più che per l'intreccio, comunque sopra la media delle pellicole di genere dell'epoca, per la capacità di creare suspense e per la definizione di atmosfere e ambientazioni.
Stefano (Lino Capolicchio), giovane docente universitario di matematica, per riprendersi da un forte esaurimento nervoso, decide di tornare per un po' nella natia Murano, ospite del fratello sacerdote, Don Paolo (Graig Hill). La notte stessa del suo arrivo, però, una donna viene uccisa proprio nel cortile della canonica del fratello. È l'inizio di una serie di inspiegabili delitti...
Come il bel film di Pupi Avati, La casa dalle finestre che ridono, con il quale il film di Bido ha diversi punti di contatto, a cominciare dal protagonista Capolicchio (altri rimandi sono da rintracciare, ovviamente, nei primi film di Dario Argento, in particolare L'uccello dalle piume di cristallo), il merito maggiore del film sta, come dicevamo, soprattutto nell'ambientazione. La consueta immagine turistica e patinata della laguna veneta (Venezia e in particolare Murano, dove sono girati la maggior parte degli esterni), viene stravolta dalla regia che, con la complicità della bella fotografia di Mario Vulpiani e delle musiche di Stelvio Cipriani e dei Goblins, ne fa un luogo livido e rarefatto, popolato di inquietanti figuri, trasmettendo allo spettatore un senso di minaccia e pericolo incombente. Ciò fa perdonare al film alcune carenze di sceneggiatura (non convincono pienamente alcuni movimenti dell'assassino e decisamente datate appaiono le scene d'amore tra i due protagonisti), mentre di grande efficacia rimane, comunque, la scena finale in chiesa con il visionario sogno di Don Paolo che dà la Comunione a tutte le persone assassinate.
Solamente Nero si ricorda anche per alcune sequenze girate ai Castelli Romani. Il primo omicidio della fattucchiera, una scena notturna di forte drammaticità, viene filmato al Convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo sul lago Albano: il cortile del "Palazzetto degli ospiti" diventa, grazie a sapienti aggiunte scenografiche (il pozzo, la tabaccheria, la posta, l'osteria), un campiello veneziano molto credibile. Per rendere più drammatico l'assassinio della medium, ricorda il regista, si decise di ambientarlo di notte e sotto un temporale. A tal fine fu creata una struttura piuttosto complessa che sarebbe stata molto costosa e poco pratica realizzare a Venezia: per girare l'intera sequenza furono necessari, infatti, due camion cisterna di acqua, mentre i lampi furono ottenuti con appositi carboni per l'arco voltaico che provocavano ogni volta rumori e scintille terrificanti.
All'interno del Convento di Palazzolo vengono filmati anche gli interni della casa del prete, mentre sempre nel cortile è girata una scena di un colloquio tra i due fratelli che discutono degli indizi e dei probabili assassini. Il regista ricorda poi che in alcune vasche del convento furono girati diversi inserti della famosa sequenza dell'omicidio nel canale, una scena particolarmente complessa, girata a Murano di notte ed in pieno inverno, che non fu possibile completare in loco.
«Con questo film, rispetto a Il gatto dagli occhi di giada, mi sono allontanato maggiormente dal filone argentiano sia come storia sia come atmosfere. Forse in certi delitti è rimasta qualche citazione a Dario, ma più nell'apparenza che nella sostanza. Considero questo film molto più personale e più elegante del Gatto dagli occhi di giada anche se, sotto alcuni aspetti, proprio per creare certe atmosfere in molte scene il film avrebbe avuto bisogno di un ritmo maggiore che Il gatto dagli occhi di giada invece aveva».

Un ringraziamento particolare va al regista Antonio Bido
«L'idea di girare a Palazzolo venne allo scenografo Carlo Leva, che conosceva molto bene la zona. Io sono di Padova e non conoscevo il territorio dei Castelli Romani, ma quando facemmo i sopralluoghi vidi che lì c'era il posto giusto per girare le sequenze che avevo in mente»
(Antonio Bido)

«Ricordo con molto piacere l'esperienza di aver girato "Solamente Nero" ai Castelli Romani e devo dire che proprio grazie a questo film ho scoperto questo paradiso (dal 1990 vivo infatti ad Ariccia) che penso non lascerò più per il resto della mia vita»
(Antonio Bido)

Per la rubrica Cinema - Numero 102 giugno 2011