RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Scrittori in biblioteca

Intervista a Natale Sciara

Inauguriamo, con l'intervista di Marta Di Flumeri a Natale Sciara, una nuova rubrica di Vivavoce "Scrittori in biblioteca". Dopo il successo della manifestazione "L'inchiostro dei Castelli", le biblioteche vogliono valorizzare la rete di relazioni che da anni hanno costruito con gli scrittori che vivono ai Castelli Romani e che hanno un rapporto privilegiato con i servizi di pubblica lettura. Crediamo sia un ulteriore contributo di conoscenza che le biblioteche possono offrire al territorio e a tutte le realtà che lo compongono.


Incontro in biblioteca a Ciampino Natale Sciara, vivace operatore culturale, oltre che frequentatore assiduo della biblioteca comunale della sua città. Lo conoscevo come organizzatore della prestigiosa rassegna culturale ciampinese "Colloqui sulla Contemporaneità"; ma di recente l'ho scoperto scrittore, in particolare lo scorso ottobre in occasione della festa delle biblioteche, durante la quale ha presentato le sue raccolte di poesie e prose nei locali della Biblioteca di Santa Maria delle Mole (M.D.)

Quella sera in biblioteca lo scrittore e critico Paolo Di Paolo ha sottolineato la tua spiccata capacità di osservatore attento della realtà che ti circonda...
Sono onorato delle sue parole. Ho grande stima di Paolo Di Paolo. Lui ne parlava partendo dalle prose presenti nella mia raccolta 'Taccuino poetico', in cui descrivo, ad esempio, quartieri della Capitale che apparentemente sembrerebbero non offrire molto, ma che invece mi suscitano emozioni di vita vissuta, oltre che riflessioni di carattere socio-culturale...

Tra le poesie lette, mi ha colpito molto una dichiarazione direi "esplicita" della tua poetica che ha per titolo 'Poeta della normalità'
Sì, è così: si tratta di una dichiarazione di poetica vera e propria. La mia è innanzitutto poesia di osservazione, di carattere filosofico-esistenziale, ed aperta al sociale. In un'altra poesia mi chiedo "Chi sei uomo - uomo chi sei?": cioè indago sull'acquisizione di quel che è / è stato un personale modo di essere. Ma anche quando parlo della mia persona, tratto problemi di interesse comune, universali. L'io diventa una scusa, per affrontare tematiche sociali, e antropologiche

Qual è la tua esperienza di vita "concreta"? e in che ambiente ti sei formato?
Io sono originario di Jesi; da ragazzo ho frequentato il corso Sottufficiali dell'Areonautica Militare a Caserta, e dopo un periodo di otto mesi in quella città mi sono traferito a Roma, nel 1963, poiché avevo vinto il concorso. Nella Capitale ho abitato per dieci anni; poi, nel 1971, mi sono trasferito a Ciampino.
Ora sono in pensione. Ho lavorato in Aeronautica prima al Ministero, poi presso un ufficio
di Sorveglianza Tecnica, occupandomi di ditte che fornivano e revisionavano materiali aeronautici. Il mio lavoro è stato molto gratificante dal punto di vista umano, e mi ha offerto punti di osservazione importanti della realtà sociale: un Ministero gestisce una parte della vita sociale, e dietro questa gestione c'è anche un pensiero. Come pure c'è un pensiero sociale nell'organizzazione aziendale e logistica nel settore nel quale ho profuso il mio impegno professionale negli ultimi venti anni di carriera. Esperienze lavorative che unite al mio grande amore per la cultura hanno dato risultati di impegno intellettuale che sono sotto gli occhi di tutti.
Prima di entrare in Areonautica ho avuto anche brevi esperienze lavorative di vario genere, che mi hanno umanamente arricchito e hanno sviluppato in me una grande capacità di adattamento. Questo discorso è anche legato ai diversi contesti abitativi in cui ho vissuto, cambiando casa almeno 14 volte... vivendo anche a Riccione, dal '45 al '51, oltre che a Caserta; poi dieci anni a Roma, e d'estate molto tempo al mare a Tor San Lorenzo. Questa varietà di contesti la ritengo molto importante, perché ti misuri con tante realtà diverse. Amo il mare quanto la campagna, e la stessa città. Non escludo nulla, apprezzo tutti gli ambienti, anzi l'uno mi fa apprezzare di più l'altro. L'uomo moderno ormai è fatto per vivere così, in quest'alternanza; è un uomo in parte sradicato, e che quindi deve essere elastico, modellabile, sapersi adattare agli ambienti, alle circostanze, alle persone. Ritengo fondamentale anche il valore del viaggio: oggi si gira molto di più il mondo, è molto più fitto il contatto con le altre culture...

Da che cosa nasce per te la poesia?
Di una cosa sono convinto: la poesia nasce dall'urgenza del dire, da un'esigenza di far luce. La considero un momento di chiarezza nel mezzo delle contraddizioni della vita. La poesia coglie dei frammenti, delle aperture, degli squarci nella conflittualità e complessità del reale; nasce dall'emozione, ed è soprattutto intuizione; c'è grande poesia quando c'è profondità di emozione ma anche profondità di pensiero. Anche un testo narrativo può essere grande poesia. Il grande poeta si vede laddove sa individuare, ed esprimere una visione esistenziale completa. Poesia è poi... sovrapposizione di significati. In una poesia puoi concentrare tutto un mondo. Un grande poeta è anche un grande filosofo

In che rapporto ti poni con la metrica, e con le altre "regole" del genere poetico?
Ciascun poeta si trova comunque con una tradizione codificata alle spalle. Si può far sfoggio di conoscenze tecniche... Ma considerando che l'arte, in genere, è sempre esigenza e ricerca del nuovo, non dimentichiamo che al di là del metro e della scelta delle parole la poesia è essenzialmente ritmo, musica, e devi averli dentro. Si parla di "verso libero": ma non esiste mai la libertà in senso assoluto, in poesia. Io cerco di seguire certe regole, ma poi mi affido al dettato interiore. Più che la rima, o il metro, seguo un ritmo interiore. La lingua è il prodotto di ciò che siamo, anche delle nostre origini. Molta poesia contemporanea ha perso una sua caratterialità che deriva dal timbro, e che dovrebbe essere qualcosa di personale, risalente all'individualità: alcune poesie, non riesci a stabilire di chi sono. La grande poesia invece ha un suo marchio, un timbro suo proprio, appartiene a quel poeta e basta, ed è inimitabile

In molte tue poesie parli anche di fede; hai trovato, negli anni, delle risposte?
La risposta ultima non c'è. La risposta sta nel proporre domande continue. Noi viviamo nel mistero, ma è anche vero che l'uomo da sempre si interroga di fronte ad esso. La poesia non può escludere un'interrogazione sul senso della vita, anche in rapporto al soprannaturale. Non sono d'accordo con chi esclude il soprannaturale dalla propria ricerca: l'ateismo è una forma di fede; l'agnostico invece è più aperto, è la posizione più onesta dell'uomo, perché di fronte al mistero si interroga ma dice "mi è impossibile rispondere". Con la mia poesia io cerco un'immagine di Dio, oltre ogni possibile rivelazione. Dio sembrerebbe infinito, eterno. Non mi chiudo a una speranza. Noi cerchiamo un riscontro alla nostra coscienza di esseri umani in una Coscienza Universale; e quando ci sentiamo in consonanza con l'universo esprimiamo una fede nel "tutto" che non ci può tradire. L'equivoco nasce quando questa fede generica/universale vogliamo tradurla in una confessione religiosa, con tutte le sue implicazioni; lì è possibile che nasca una conflittualità, perché ogni fede ha la pretesa di offrire una visione globalizzante della realtà. Scegliere per me diventa un problema etico, un fatto di comportamento. Se non puoi dare una risposta sicura, quel che ti resta da fare è adottare una condotta di vita rispondente a certi dettami etici universali in rapporto anche alle contingenze della vita e ai mutamenti sociali; perché - certo - anche le morali sono tante... E tanti i cambiamenti nel costume

Il tuo rapporto con la morte, argomento che pure spesso affronti...
Devo dire che la paura della morte l'ho superata, anche se non mi sento pronto ad essa. Ho cercato di esorcizzarla, e la poesia mi ha aiutato anche in questo. Comunque la morte è un aspetto della vita, è già nella vita

Anche il ricordo mi sembra un tema ricorrente, a cui sei affezionato
Noi siamo essenzialmente ricordo, memoria, viviamo l'attimo che si fa subito passato. Però abbiamo la capacità di progettare il futuro. Nell'istante in cui viviamo è concentrato il senso dell'eterno. Ci muoviamo sempre in una nebulosa; a posteriori poi... andiamo prendendo man mano coscienza di ciò che abbiamo vissuto, ma è sempre una coscienza relativa

Il tuo rapporto con la bellezza
Sono molto sensibile alla bellezza, che mi commuove profondamente. In particolare, alla bellezza femminile, tanto che all'argomento ho dedicato una mia intera raccolta ('Eros'): all'eros non per niente è legata la sopravvivenza della specie. È vero che con l'andar degli anni il desiderio diventa soprattutto mentale, è una fase della vita; cambia ma non cessa, si trasforma

Altri temi della tua poesia... senza dimenticare i paesaggi che più ti ispirano?
Oltre alle tematiche filosofiche esistenziali e sociali, e alla tematica erotica-estetica, mi hanno molto ispirato: Jesi; il mare; Roma (che mi suggerito soprattutto delle prose); i Castelli Romani, che sento come presenza costante, e che trovo estremamente suggestivi, pittoreschi, sognanti. In particolare Frascati, e i laghi. Di Frascati sono innamorato, perché la trovo molto accogliente, oltre che comoda da raggiungere. Mi piacerebbe viverci, ci ho fatto nascere un figlio. La vita ai Castelli, rispetto a quella metropolitana, la trovo più raccolta, più tranquilla. I Castelli sono inoltre abbastanza aperti alla cultura. Anche l'osservazione del paesaggio, ovviamente, porta a uno scavo interiore.
Al di là della riuscita di ogni mia poesia, reputo che ogni pezzo sia un tassello del vasto mosaico - più generale - che rappresenta la mia visione esistenziale. Ricerca continua, continuo domandarsi. Nel suo proporsi, nella sua conflittualità... la poesia porta a rasserenazione, diventa una catarsi, uno sfogo

Qual è il tuo rapporto con Ciampino, dove vivi ormai da decenni?
Ciampino negli anni Sessanta era una città-giardino con casette basse e molto verde; poi in pochi anni c'è stato un boom edilizio, si è trasformata in una città-dormitorio; una realtà complessa, ma solo apparentemente refrattaria agli stimoli culturali. A Ciampino - pur frequentando molto anche gli ambienti romani - mi sono impegnato quasi subito nella promozione di diverse iniziative e vi ho trovato terreno fertile; ho partecipato a diverse realtà associative artistico/culturali cittadine, che sono servite a creare in città un humus tale che la 'Rassegna' è venuta fuori quasi da sé, di conseguenza; parlo di quello che è ora un appuntamento culturale consolidato: 'Colloqui sulla Contemporaneità. I Martedì della Pro Loco', che porto avanti da 15 anni come ideatore e curatore - in realtà 16, anche se il primo anno gli eventi furono più sporadici.
L'Amministrazione Comunale è stata da subito sensibile e sollecita nel sostenere le iniziative culturali da me ideate in città, pubblicando tra l'altro, in occasione dei 25, 30 e 35 anni dalla costituzione di Ciampino in Comune autonomo, libri miei legati a un momento particolare della crescita e sviluppo della città: 'Vivere altrove', 'Prose e poesie', 'Taccuino poetico'.
Come sono state importanti le esperienze associative in città, sono state altrettanto determinanti le esperienze vissute anche da "fruitore" della vita culturale romana: ho frequentato per anni i centri culturali della Capitale, per esempio il Centro Montale, che ha fatto cose straordinarie

Letture? Mi dicono che la biblioteca è la tua seconda casa...
Sono un lettore onnivoro, dagli interessi molteplici, da sempre... Fin da ragazzo ho avuto passione per la letteratura; poi via via gli interessi si sono allargati. Sono inoltre un cultore delle arti; mi appassionano soprattutto l'arte moderna e contemporanea

Ritieni che oggi la cultura sia fruibile per i giovani? e che vi siano interessati?
Oggi ci sono molti più strumenti a disposizione. L'editoria offre prodotti che un tempo erano impensabili. Ma un giovane è preso da mille interessi, vuole scoprire il mondo... Certo ci sono delle felici eccezioni, dei giovani preparatissimi e molto impegnati nello studio e nella divulgazione...

 


PUBBLICAZIONI DELL'AUTORE

Squarci di sereno: ragionando tra poesia e prosa, [s.e.], 1986
A volerti chiarire, Anni Nuovi, 1991
...E sembra un momento, Anni Nuovi, 1992
Vivere altrove (frammenti di un discorso comunitario), Comune di Ciampino-Assessorato alla Cultura, 1999
Ricerca, Pro Loco Ciampino, 2001
Prose e poesie, Pro Loco Ciampino, 2004
Eros (come tensione morale), Universitalia, 2006
Taccuino poetico, Edilet, 2009

Nelle biblioteche dei Castelli Romani i volumi sono tutti disponibili; la loro localizzazione e collocazione è reperibile dal catalogo online (OPAC) del SBCR, all'indirizzo www.romacastelli.it - www.consorziosbcr.net

Per la rubrica Scrittori in biblioteca - Numero 99 marzo 2011