RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

Hollywood sul lago Albano: Il ponte di Remagen (1969)

«A Castel Gandolfo, lungo via dei Pescatori, è costruito uno dei set del grande kolossal americano, ma nelle fonti ufficiali non è mai menzionato»

Liberamente ispirato ad una battaglia realmente accaduta durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta la conquista del ponte di Remagen, l'ultimo ancora in piedi in una Germania sull'orlo della sconfitta: da una parte l'alto comando tedesco vuole far saltare il ponte per ritardare l'avanzata alleata, dall'altra gli americani conquistarlo prima possibile, perché di grande importanza strategica. Il generale nazista Von Brock (Peter Van Eyck), però, contravvenendo agli ordini superiori, affida in segreto al maggiore Kreuger (Robert Vaughn) il compito di ritardarne la distruzione per evitare la cattura di 75.000 soldati tedeschi. Nel frattempo le truppe alleate sono alle porte e una pattuglia americana al comando del tenente Hartman (George Segal), nella quale si distingue il coraggioso sergente Angelo (Ben Gazzara), va in avanscoperta nel tentativo di sminare il ponte...
Diretto da John Guillermin, specialista del genere bellico e d'azione, il film vale, più che per la caratterizzazione dei personaggi e per il solido impianto narrativo, per l'eccellente ricostruzione ambientale e per le spettacolari scene d'azione. Merito del film è anche quello di non scadere mai nel retorico e di far riflettere sull'assurdità della guerra: emblematica a questo proposito la scena della fucilazione del maggiore Krueger.
La produzione del film fu molto costosa e la lavorazione alquanto travagliata. Proprio durante le riprese in Cecoslovacchia (si gira sul vecchio ponte di Davle, sulle rive della Moldava, e a Most), l'esercito sovietico invase il paese ripristinare il regime filo-sovietico, costringendo la produzione a sospendere il film (si racconta che i russi confiscarono persino i costumi di scena e pezzi di scenografia) e ad abbandonare rocambolescamente la nazione: un convoglio di taxi porterà in salvo la troupe a Vienna.
Fu necessario cercare quindi un'altra location per terminare le riprese.
Si girò prima in Germania, ad Amburgo, poi un altro ponte, destinato ad altre scene, fu costruito in Italia sul lago Albano a Castelgandolfo, anche se nelle fonti ufficiali il set castellano non è mai menzionato. Il risultato finale fu, dichiarò David Wolper, produttore del film, che «gli attori lo minarono in Cecoslovacchia, rimossero le cariche esplosive sotto di esso in Germania e varcarono l'altra estremità del ponte in Italia».
Il set italiano fu costruito a Castelgandolfo tra il settembre 1967 e il marzo del 1968, lungo la via dei Pescatori. Come ricorda Raimondo Romano, che partecipò alle riprese come comparsa, «la parte superiore del ponte con le due torri era sul pianoro dove ora ci sono le vasche di depurazione delle acque reflue e finiva con la campata dritta al pontile quasi a toccare l'acqua.
Allora il livello del lago era molto più alto di adesso e lambiva i pontili. Per questo nel film sembra il vero ponte».
Il ponte fu ricostruito in gesso e vetroresina con una grande arcata e un rettilineo dove furono girate diverse scene d'azione della presa del ponte della pattuglia alleata.
Le sequenze notturne delle trincee furono girate invece a lato del pianoro con le vasche di depurazione, mentre per le scene di massa del finale fu costruita la galleria.

Un ringraziamento speciale va al signor Raimondo Romano senza la cui collaborazione non sarebbe stato possibile ricostruire la storia castellana del film.

«Quando ero adolescente ho fatto la comparsa nel film ed ho conosciuto Ben Gazzara il quale mi regalò una pala usata come oggetto di scena, che ancora oggi conservo gelosamente. Ho fatto amicizia anche con lo scenografo che alla fine delle riprese mi ha donato alcuni disegni del set.
Mi piacerebbe donare questa documentazione ad un museo italiano o a quello di Remangen»
(Raimondo Romano)

Per la rubrica Cinema - Numero 98 febbraio 2011