RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Sistema Territorio

La Casina del Ministro di Ariccia: un'ipotesi di riconversione creativa di un bene pubblico

Una sfida in controtendenza

Parte dal complesso berniniano di Ariccia una prima singolare sperimentazione che, ci auguriamo, aiuti a ridisegnare il profilo dei Castelli Romani in Italia e in Europa. L'idea è quella di realizzare un'assoluta novità nel campo degli spazi urbani a forte valenza socio culturale e turistica, attrezzando luoghi che svolgano un ruolo centrale per i residenti e le loro attività di studio, lavoro, ricerca e contemporaneamente sostengano tutte quelle azioni necessarie a far conoscere e a far esplodere i potenziali di attrattività contenuti nella storia, nella natura, nelle tradizioni, nei saperi sedimentati dentro i borghi unici e irripetibili dei Castelli romani. Del Complesso berniniano Piazza, Palazzo, Chiesa, viene fatta oggetto di intervento pubblico la cosiddetta Casina del Ministro, fino ad oggi destinata ad uso privato. Qui l'intento è quello di riappropriarsene creando una nuova tipologia di servizio territoriale, che non è biblioteca, non è mediateca, non è punto informativo, non è caffè letterario, non è bar, non è ristorante, non è officina o spazio giovani o circolo anziani...
È, dovrà essere, un luogo pubblico pluriattrezzato, che rubi alla piazza il ruolo di facilitatore di incontri, scambi e relazioni, alla biblioteca quello informativo e di orientamento, ai bar e ai ristoranti la capacità di offrire accoglienza e ristoro, agli spazi giovani l'opportunità di esprimere slanci creativi, ai tea room l'ambiente soft della relazione amicale e affettuosa, agli studi e alle aziende il piglio della relazione professionale.

La bella Piazza di Corte si espande, prosegue dentro le mura storiche della Casina del Ministro e si offre alla vita della città, per esaltare e facilitare l'incontro delle sue tante arterie pulsanti, per fare da moltiplicatore di idee e progetti, per rimbalzare nell'area vasta castellana la vita che si svolge nel Palazzo, per creare una sponda complementare al pullulare delle fraschette, per proporsi come start up attrezzato dei percorsi di conoscenza di Ville e Paesi. Tanto e tutto insieme, secondo le logiche cui ci hanno abituato i grandi centri commerciali; ma in pillole, con dimensioni ridotte e arricchite dai saperi sedimentati del borgo. Ed ecco convivere dentro tale spazio più luoghi in grado di offrire servizi e opportunità a chi volesse entrarci, favorito dall'apertura continua durante tutto l'arco della giornata, comprese le prime ore della sera. E i luoghi che tale spazio dovrà riuscire ad evocare saranno diversi e ricchi di funzioni, tante quante la vita di ogni giorno richiede siano svolte. Saranno dunque gli spazi della casa, intesa come cucina, salotto e studio, dove sia possibile in qualsiasi momento entrare e "accomodarsi" sia se si è "viaggiatori" che vi passano davanti per caso, sia se si sceglie di andarci come luogo privilegiato per un appuntamento di lavoro, di studio, di relazione... gradevole e familiare ad un tempo dove sia possibile fare browsing - parola inglese, che sta per brucare, nel senso di muorversi con disinvoltura da uno spazio all'altro fruendo di più servizi, servendosi da soli o con l'aiuto di qualcuno -; un luogo fatto di spazi per sedere, gustare un caffè, mangiare insieme qualcosa, scambiare opinioni e informazioni, soffermarsi a prendere un libro o un dépliant, una rivista o un film. E ancora, un luogo dove sia possibile ascoltare musica dal vivo, assistere a piccole performance di artisti, dove potersi esibire di fronte a piccoli gruppi di amici; quindi arredato con poltrone, tavoli bassi, luci non aggressive, ma anche postazioni internet, tavoli per gustare o degustare le offerte del giorno e dell'ora, palchetti attrezzati. Ci saranno poi gli spazi dell'information point per poter avere le informazioni di comunità, quelle sull'offerta culturale, ricreativa e sportiva; dove sarà possibile prendere materiale informativo e promozionale; acquistare biglietti (teatro, cinema, bus, treno ecc); prenotare o partire per una gita, una visita, un percorso guidato; oppure prendere un libro, una rivista, un film, un cd musicale ...come in biblioteca; dove poter essere indirizzati per acquisti, per conoscere professionalità di cui si ha bisogno, il funzionamento degli enti, delle associazioni ecc. Insomma una sorta di Vetrina del territorio, inteso come insieme di persone, istituzioni, tessuto produttivo e commerciale, cultura e storia, tradizioni e innovazione, scambio e relazione. Un luogo che riesca a svolgere una permanente funzione di promozione e valorizzazione dei Castelli Romani, ponendosi come punto di riferimento e snodo/Hub delle tante realtà territoriali che faticano a rappresentarsi e a rappresentare i loro "prodotti", le loro azioni, le loro esigenze di condivisione. A tal fine andranno sfruttate appieno le potenzialità ancora poco conosciute delle nuove tecnologie che permettono oggi la costruzione di questo genere di reti e di relazioni. Un tentativo, una scommessa di chi vuole riaffermare la funzione decisiva e ineludibile per l'uomo del vivere insieme e che cerca di restituire ai cittadini la libertà e la possibilità di farlo.

Una sfida in controtendenza, perchè la crisi che investe in forme diverse le nostre comunità è pervasiva, i segnali sono dappertutto pure se non ancora così evidenti da cambiare drasticamente il volto delle nostre città e le abitudini di vita. Chi ha più sensibilità e magari gode di osservatori un po' speciali la avverte di più. Non c'è alcun dubbio che alcuni fili di connessione, socialità, condivisione si sono spezzati, forse per sempre, ed è impensabile riconnetterli guardando al passato. Bisogna prendere atto che l'organizzazione della vita è profondamente cambiata, nella famiglia, nella scuola, nella società: nel modo in cui si apprende e si produce, si sta insieme e ci si divide, si tifa e ci si appassiona o piuttosto ci si estranea e ci si chiude, nel modo in cui si compra e si vende, si partecipa alle alle reti e si fa squadra...è partendo da questa realtà che bisogno progettare il nuovo modo di stare insieme, senza inutili attegiamenti nostalgici, ma coniugando il nuovo con quello che il passato ha sedimentato nei luoghi e nelle nostre coscienze e che riesce a trasmetterci e che noi riusciamo a comprendere, fare nostro e riprogettare. Nuovi spazi quindi alla socialità, spazi complementari e capaci di sfruttare le connessioni virtuali che tanta parte sono della vita quotidiana delle persone, non solo giovani. La piazza così come l'hanno conosciuta le generazioni degli anni '40 e '50 - foriera di relazioni, incontri, scambi, spazio di gioco, celebrazione di feste - non c'è più. Ma là dove rimane fisicamente, dove chi amministra ha la cura di tutelarne l'esistenza e valorizzarne i contenuti, esaltarne i capitali culturali e sociali, si può intervenire per resuscitarne alcune funzioni, supportati dalle grandi potenzialità di rete e comunicazione delle nuove tecnologie. La Casina del Ministro, recuperata recentemente dal Comune di Ariccia, è l'oggetto di tale intervento/sperimentazione. Gode di un finanziamento d'Area, grazie all'uso della L.R.40/99 in virtù della quale i Castelli Romani, con i loro 17 Comuni, sono "Area integrata" e beneficiano dei contributi che tale legge riserva a quegli enti locali capaci di fare rete, di fare sistema, di avviare politiche di area vasta che integrano cultura, ambiente e turismo. Già con i finanziamenti destinati alla Francigena del Sud i Castelli Romani hanno beneficiato del loro stare insieme, del sapersi sedere intorno ad uno stesso Tavolo, quello del Consorzio SBCR cui loro stessi hanno dato vita, il Consorzio che negli anni si è rivelato strumento indispensabile di condivisione e mediazione nel definire le linee strategiche di sviluppo dell'insieme del territorio, al di là di spinte paricolaristiche e di singoli interessi. Il progetto che insiste sulla Casina del Ministro di Ariccia è un altro risultato che i Comuni hanno ottenuto grazie alla capacità di apparire ed essere percepiti come un insieme territoriale e non come tante singole realtà chiuse nel campanile. Ci piacerebbe che le parole "Building on cultural heritage", "Costruire sul patrimonio culturale" del World Library and Information Congress del 2009 trovassero concreto riscontro nelle nostre realtà.

Per la rubrica Sistema Territorio - Numero 97 dicembre 2010