RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Enogastronomia

AZIENDA INNOVAZIONE

Vigna Rioli

Vigna Rioli è una piccola ma antica e significativa realtà contadina. L'Azienda, ubicata a Velletri nella zona collinare della contrada "Rioli", è gestita direttamente dai proprietari, i coniugi Anna Galli e Augusto Trivelloni. La consulenza enologica è di Marco Bizzoni.
Gli ettari di vigneto coltivati sono circa 3, da cui derivano i seguenti tipi di vini:

Il Ciliegio - rosso del Lazio IGT, ottenuto da un uvaggio di Cabernet Suvignon e Merlot. Vendemmia accurata con raccolta a mano delle uve, maturazione del vino in barrique di rovere e affinamento in bottiglia. Il vino presenta un'armonica fragranza di profumi con una sensazione prevalente di frutti di sottobosco; sapore pieno con equilibrata presenza di tannini morbidi;

Il Gelso - bianco del Lazio IGT, prodotto dall'uvaggio di Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano e Bombino. Uve scelte e raccolte a mano, vino dal colore giallo paglierino carico con profumo spiccato di frutta esotica, mela e banana; sapore morbido, fruttato, persistente;

Sy Brillo - novello del Lazio IGT. Attenta e scrupolosa scelta di uve rosse sottoposte a macerazione carbonica, che permette di ottenere un vino giovane, fruttato e brioso. Ogni anno Vigna Rioli organizza presso la propria sede la festa del novello, occasione per "captare" i pronunciati ma armonici profumi e sapori del vino. (www.vignarioli.com).

La dimensione piccola dell'azienda non fa venir meno la passione e la dedizione a lavorare in modo razionale e organico, dove l'uso delle moderne tecnologie si fonde armonicamente e rispettosamente con la migliore tradizione vitivinicola del comprensorio castellano. La pigiatura delle uve è soffice, la fermentazione dei mosti è termo-controllata, l'imbottigliamento dei vini è sterile a freddo.
La qualità dei prodotti è alta, costante, garantita e attenta ai bisogni del consumatore.
I coniugi Galli-Trivelloni ci ricevono nella bella e capiente enoteca aziendale. L'accoglienza, come da tradizione veliterna, è molto cordiale e la "chiacchierata" va a "toccare" subito i temi "caldi" della vitivinicoltura del territorio. Ecco il loro "genuino" parere.
Per migliorare la qualità dei vini è senza dubbio utile l'implementazione di altri e "nuovi" vitigni (30-40%). Vedi ad esempio il Cabernet Sauvignon e il Merlot, vitigni già coltivati dall'Azienda con ottimi risultati. Importante è anche il Sangiovese.
I cambiamenti, quando sono fatti in modo razionale, sono accolti positivamente dai committenti e permettono un consolidamento del marchio aziendale. Nel territorio di Velletri le aziende che hanno innovato, pur non numerose, sono prevalentemente quelle di media e grande dimensione.
La "tipicità" del prodotto "vino" va, comunque, mantenuta e per questo e altri scopi la funzione della "Strada dei Vini dei Castelli Romani" potrebbe essere essenziale, solo se fosse già a regime. Come tutti sappiamo stenta, però, a decollare. Peccato! I vantaggi riguarderebbero non solo il comparto vitivinicolo ma tutto il settore turistico.
La comunicazione e la vendita sono settori complessi e difficili, ma con un adeguato marketing territoriale e con lo sviluppo dell'e-commerce potrebbero essere risolti tanti problemi. Perché, si chiedono i coniugi Galli-Trivelloni, in altre zone d'Italia e in Francia queste attività funzionano egregiamente e da noi no? Campanilismi e mancanza di coordinamento? Altre ragioni?
La migliore qualità di vita del viticoltore a seguito di un maggior apprezzamento organolettico dei vini prodotti non va vista solo sotto l'aspetto economico (certamente importante), ma anche sotto quello della gratificazione e della soddisfazione personale per aver contribuito all'ottenimento di un prodotto eccellente. Con la sola "passione" il viticoltore non vive, ma come incremento indiretto delle vendite la "passione" stessa va sempre alimentata!

Per la rubrica Enogastronomia - Numero 95 ottobre 2010