RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

La bottega dei desideri

Con il suo primo romanzo, "La bottega dei desideri", la giornalista Karen Weinreb ha saputo catturare l'interesse delle lettrici americane raggiungendo i vertici delle classifiche di vendita, un fenomeno editoriale registrato dalle testate giornalistiche dei quotidiani e magazine più importanti, tra i quali il New York Times. La ricetta del successo del romanzo va ricercata nella veridicità della narrazione, ispirata alla vita stessa della scrittrice, e soprattutto nell'estrema attualità dei temi trattati. Vivere a Bedford - nello stato di New York - è un privilegio che solo pochi possono permettersi. Nell'elegante quartiere residenziale, disseminato di ville sfarzose, disegnate ed arredate da noti architetti, dimorano infatti stimati professionisti e uomini d'affari di Wall Street. Le loro mogli, affiancate da bambinaie e governanti, trascorrono le giornate tra lezioni in palestra o al maneggio, ricevimenti, serate di beneficenza ed "estenuanti" programmazioni di vacanze in resorts esclusivi. Al mattino sono solite accompagnare i figli a scuola, spostandosi rigorosamente su auto di grossa cilindrata di colore nero; il nero è infatti il colore che nasconde in maniera meno efficace la polvere e l'auto impolverata a Bedford, è una sorta di status symbol che dimostra alla collettività il fatto di abitare su una strada sterrata dove sorgono le abitazioni più sontuose. I ragazzi frequentano naturalmente scuole private elitarie, perché frequentarne una pubblica significherebbe chiaramente di essere caduti in disgrazia e di versare in condizioni economiche disagiate. Questo dunque il mondo ovattato in cui si muove con estrema padronanza Nora, la protagonista del romanzo, madre di tre figli e moglie di un facoltoso e brillante uomo d'affari, fino al giorno in cui quattro uomini dell'FBI fanno irruzione nella sua villa arrestando il marito Evan. Dopo lo sconcerto iniziale per un avvenimento del tutto inaspettato, Nora apprende come il marito, per assicurare un alto tenore di vita alla sua famiglia, abbia commesso gravi illeciti finanziari culminati con l'arresto e la condanna a due anni di detenzione. In quel preciso momento il suo fragile equilibrio interiore dominato dall'effimero e dalla totale mancanza di valori - se non quelli rappresentati dal denaro e dal possesso - va in frantumi. Le sue certezze lasciano il posto alla rabbia, al dolore e all'umiliazione. Le amiche, venute a conoscenza della sua nuova condizione, le negano qualsiasi forma di aiuto e anzi la evitano, preoccupate soltanto di mantenere la loro posizione all'interno di una élite privilegiata. Rimasta sola e costretta a procurarsi adeguati mezzi di sostentamento per la sua famiglia, Nora pensa dapprima di riprendere l'attività lavorativa in banca - come molte donne ha infatti rinunciato alla propria indipendenza economica subito dopo il matrimonio - ma a causa dei rigorosi controlli eseguiti sui candidati dai responsabili delle risorse umane degli istituti finanziari, in seguito ai recenti scandali di Wall Street, si rende conto di non avere nessuna possibilità di inserimento. In breve tempo inoltre, le vengono confiscati tutti i beni di famiglia, ad eccezione dell'abitazione a lei intestata. Dopo alcuni tentativi falliti, Nora pensa allora di accettare il lavoro presso la panetteria di Phillip, l'unico a dimostrarsi caritatevole e ad offrirle una possibilità di impiego. A poco a poco così dalla disperazione nasce una nuova forza, la consapevolezza, che porterà la protagonista del romanzo, grazie a tenacia e forza di volontà eccezionali, a ricercare la possibilità di riappropriarsi di tutto ciò di cui è stata privata. Nel locale di Phillip, Nora comincia a realizzare le ricette assaporate fin da bambina, in particolare quelle di dolci e pasticcini tramandati attraverso le donne della sua famiglia. La fama dei suoi piatti prelibati si diffonde in tutto il vicinato: diviene ricercatissima, in particolare, la sua deliziosa torta millefoglie, a base di pasta sfoglia, crème brûlée, marmellata di fragole, sherry e cioccolato; Nora assapora così "il nettare dell'ambizione, come qualcuno che lo assapora per la prima volta e si chiede come abbia fatto a non gustarlo prima". A guidarla in questo percorso di rinnovamento, c'è la fidata Beatriz che la incoraggia e le mostra il mondo attraverso una nuova prospettiva. Dopo aver attraversato numerose vicissitudini, progetta e realizza insieme a lei, l'apertura del caffè-pasticceria "La Bottega dei desideri", una "cornucopia di delizie visive e olfattive", dove tra vasetti di marmellata, sacchettini di spezie, dolci e pasticcini di ogni sorta, troneggiano i mini napoleons spagnoli da lei ideati, grazie ad una personale rivisitazione della Napoleonbakelse svedese ed i churros, specialità appresa da Beatriz quando viveva con i suoi a Città del Messico. Da questa attività lavorativa prenderà avvio la sua nuova esistenza... Il libro è dunque il racconto di un percorso di riscatto e di rinascita: l'autrice ha voluto infatti inviare un messaggio di speranza a tutte le donne che improvvisamente si sono ritrovate sole ed in precarie condizioni economiche - dopo una separazione, un divorzio o semplicemente in seguito a problemi giudiziari - e cioè che si può lottare e vincere, anche quando tutto sembra apparentemente perduto.

[...] Niente poteva indicare le difficoltà di una madre più di un frigorifero vuoto. Ma non voleva pensarci. Qualcosa avrebbe salvato quella giornata. Il peggio era passato, aveva toccato il fondo. Da quel momento le cose non potevano che migliorare. I bambini stavano tornando in cucina per fare merenda e Nora si sentì grata di avere una distrazione dal pensiero fisso dei soldi. «Faremo le crêpe di mele alla cannella ricoperte di crema», disse inventando il menu sul momento. [...] Fu mentre Nora batteva con una frusta di metallo il composto denso e cremoso di uova fresche, latte, farina e sale che il telefono cominciò a squillare. Immediatamente si ricordò delle parole di Fox Silverworth. Poteva essere davvero lui? Desiderò che la lasciasse in pace. Si avviò per rispondere, ma quando arrivò all'apparecchio la segreteria telefonica era già scattata. [...] Mise il burro e lo zucchero a sciogliersi in un pentolino, poi sbucciò le mele, tolse il torsolo e le affettò, cercando di concentrarsi sul suono prodotto dal coltello che penetrava nella polpa croccante dei frutti per far riposare un po' la sua mente inquieta. Mise le fette a caramellare insieme al burro e allo zucchero, girandole con delicatezza. Poi aggiunse una spruzzata di succo di mele e lasciò che il liquido dolce si riducesse prima di insaporire la frutta con la cannella e versarla poi in una ciotola. Si chinò per aspirare il profumo dolce e genuino, come faceva sempre quando preparava le mele alla cannella. E di solito quell'aroma bastava a scacciare i pensieri negativi dalla mente. Ma quel giorno non sopportava il calore e il vapore, si scostò subito. Si sentiva la faccia in fiamme. Guardò i bambini che ridevano, assorti adesso in una partita a battaglia navale, tutti e tre contro Beatriz. Si erano persino dimenticati della fame. Si voltò a specchiarsi nella piastra di acciaio inossidabile che si alzava elettronicamente dietro i fornelli. L'acciaio le rimandava un'immagine deformata, senza volto, una visione sfocata e sbiadita. Come se la vita la stesse abbandonando [...]
( Karen Weinreb, La bottega dei desideri, Milano, Garzanti, 2010)

_____________

LA RICETTA
Crêpes alle mele con crema alla vaniglia

Ingredienti
Per le crêpes:
125 g di farina; 1/4 di litro di latte; 3 uova; 2 cucchiai di burro; 1 pizzico di zucchero; sale.
Per il ripieno alle mele:
800 g mele Golden; 60 g di burro; 60 g di zucchero; cannella in polvere; zucchero a velo (solo per il secondo allestimento del piatto).
Per la crema alla vaniglia: 3 tuorli d'uovo; 70 g di zucchero; 1/4 di litro di latte, 1/2 stecca di vaniglia.
Mescolate in una terrina con una frusta a mano la farina setacciata, le uova, il sale e lo zucchero. Aggiungete a poco a poco il latte freddo, versandolo a filo, e amalgamate con cura il composto fino ad ottenere una pastella liscia e priva di grumi. Incorporate poi il burro fuso continuando a mescolare. Lasciate riposare la pastella per mezz'ora. Nel frattempo sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a dadini. Fate sciogliere in un tegame antiaderente il burro e lo zucchero e quando saranno sciolti aggiungete le mele facendole caramellare per qualche minuto, quindi unite la cannella. Ungete con il burro una padellina antiaderente, fatela scaldare su fiamma media, e versatevi un mestolino di pastella, distribuendo uno strato sottile del composto sul fondo della padella. Fate cuocere su ambo i lati per circa due minuti. Ripetete il procedimento fino a quando non avrete esaurito la pastella. Distribuite su ciascuna crêpe le mele e arrotolatela in modo che il ripieno resti all'interno; ultimata la farcitura, tenete le crêpes in caldo.
Infine per la preparazione della crema, sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso; portate a bollore il latte al quale avrete aggiunto la vaniglia per aromatizzarlo. Versatelo a filo, attraverso un colino a maglie strette, nel composto di uova mescolando con una frusta fino ad ottenere una consistenza liscia ed omogenea. Sempre mescolando mettete a cuocere il composto su fiamma bassa e portate quasi a ebollizione, fino a quando la crema non velerà il cucchiaio (non deve assolutamente bollire altrimenti la crema impazzisce e si disgrega).
Per la presentazione del dolce si può procedere secondo due preparazioni alternative:
1) Collocate su di un piatto da portata caldo le crêpes e distribuitevi sopra la crema alla vaniglia.
2) Ponete sul fondo di un piatto da portata caldo la crema alla vaniglia, adagiatevi le crêpes e infine spolverizzate con zucchero a velo.