RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Beni culturali

Visitiamo il museo dell'Infiorata

I fiori nei rituali contribuiscono a "instaurare, mantenere e anche terminare le relazioni, con i morti come con i vivi, con gli dei come con gli uomini"
Jack Goody ne "La cultura dei fiori"(1993).

 

Il 12 giugno il Museo dell'Infiorata di Genzano ha aperto le sue porte ai visitatori: l'ha fatto mentre la città celebrava la sua tradizionale Festa dei fiori, quest'anno dedicata a Caravaggio. Torniamo a parlare di questo singolare Museo con il Prof.Vincenzo Padiglione, suo curatore scientifico, che dopo le anticipazioni del "prima inaugurazione" ci aiuta con le note che seguono a conoscere meglio e a visitare con più cognizione di causa il nuovo Museo

(La redazione)

Feste dei fiori nel Lazio
Un ampio panorama di pratiche floreali e di usi estetici vegetali si dispiega nell'area laziale, per restare ad una comparazione regionale, mostrando la grande creatività e variabilità delle feste dei fiori in senso lato. Dagli archi di mortella che incorniciano le porte delle case degli sposi in area lepina, alle feste del Maggio di Pastena (FR) e Vetralla (VT), che "sposano alberi", riconfermando (e riproducendo) l'unione natura-cultura ; dai Pugnaloni di Acquapendente (VT) grandi quadri-composizioni di fiori ed essenze vegetali, portati in processione come delle infiorate mobili e verticali, ai complessi addobbi itineranti (vegetali, floreali ed ortofrutticoli), montati su carri, esibiti nella grande festa della Madonna del Monte di Marta (VT); dalle "piogge di fiori " (come le ginestre) che ancora oggi si spargono sulla statua del Cristo Morto in area Lepina, ai petali di rose lasciati cadere lungo i percorsi processionali, fino agli addobbi di grano germogliato al buio, tra piante e fiori recisi, con cui si adornano i Sepolcri della settimana santa. E per slargare ancora la fenomenologia del trattamento festivo ed estetico del mondo naturale e vegetale, non meno pertinente è ricordare la manipolazione culturale del carciofo setino ( "composto" in trionfi, piramidi, e persino 'rose'); o le più diffuse "corone" di aglio, cipolle, peperoncini, che ampliano la tipologia plastica di questi modelli effimeri dall'arco al tappeto, dal quadro alla cascata, dall'ortaggio al fiore, dall'addobbo al mascheramento, dalla congiunzione al modellamento manuale in inediti mix di corone, trionfi, composizioni, sculture, iconografie, intrecci.


Il percorso espositivo del Museo è diviso in quattro sezioni La fortuna dell'Infiorata; Le Simboliche del rito; L'opera corale; Quale arte

La fortuna dell'Infiorata
Precocemente nel XIX secolo la festa ha avuto successo a livello comunitario ed è divenuta attrazione turistica. Un modo non essenzialistico né oggettivante per mostrarla nelle sue permanenze, come nella discontinuità, è stato di fare la storia dell'infiorata ricostruendo le origini e le vicissitudini della coscienza del patrimonio, ovvero segnalando il come, il quando e il perché l'infiorata è andata mutando statuto simbolico, valenza semantica, incontrando e intrecciando altre attribuzioni: omaggio, tributo, rito religioso, fenomeno turistico, tradizione popolare, celebrazione civile, evento artistico.
Il museo nel dar conto del gioco riflessivo tra sguardi esterni ed interni, tra viaggiatori e locali, a loro volta al proprio interno stratificati, nel produrre immagini diverse della festa e nel trovare implicite negoziazioni, intende altresì entrare nel vivo della commistione tra motivi religiosi, civili ed estetici che abbastanza precocemente ha trovato e trova rappresentazione nell' Infiorata, donando ad essa una speciale felicità patrimoniale. Il costituirsi dell'Infiorata come rito religioso e in seguito come attività turistica non ha impedito, anzi favorito, che in modo palese e occulto la gente di Genzano di anno in anno inserisce nelle composizioni floreali propri alternativi significati

Simboliche del rito.
L'infiorata è un rito collettivo, ovvero una "partita privilegiata", prevedibile nelle sue fasi e dinamiche, eppure, per i protagonisti come per gli spettatori, ogni anno nuova, emotivamente attesa, sempre incerta nella qualità del suo esito.
L'infiorata è un complesso e suggestivo rituale che merita di essere onorato, anche nel conoscerlo, richiamando evocazioni e risonanze simboliche, tratti di un immaginario di lunga durata, significati pervasivi anche se impliciti che, come tali, ci impegnano a ricercarne le logiche in viaggi della conoscenza, lontano nel tempo, dispersi in altre culture.
Il museo propone alcune chiavi di interpretazione che in modo pertinente connettono la festa di Genzano ad altri usi rituali dei fiori e che permettono di dar risalto alla profondità storica, alla dinamica sociale e alla complessità culturale.

L'opera corale
La festa impegna, in variegati compiti artistici e di servizio, una parte consistente della comunità di Genzano. L'operare insieme in sintonia è riscontrabile ovunque nei giorni dell'infiorata. Trova comunque il suo centro di propulsione nel "cantiere" con le sue grotte, vero e proprio spazio di intimità culturale. Il museo, in questa sua sezione, ricostruisce dal vertice del cantiere l'attività creativa e socializzante dell'infiorata e dei suoi preparativi documentando le pratiche organizzative e i sapere tecnici che, altrimenti, esautorati dal piano espressivo della comunicazione estetica, assumerebbero il valore di una autonoma quanto improbabile tecnicalità. Il connettere sensibilità estetiche, protagonismi espressivi e artistici al piano dei saperi e delle pratiche organizzative significa rendersi conto di come funzioni la "macchina" dell'infiorata, mostrare il carattere ad un tempo anonimo ed individuato, soggettivo e sociale di questa arte che, per molti versi, riporta in auge il lavoro con le maestranze della bottega artigiana.

Quale arte
«Il mondo dell'arte rimane una delle più importanti arene nelle quali i discorsi sui valori culturali sono prodotti. [...] L'arte continua ad essere lo spazio in cui differenza, identità e valore culturale sono prodotti e contestati».
(G. E. Marcus - F.R. Myers, a cura, The Traffic in Culture. Refiguring Art and Anthropology. University of California Press, Berkeley, 1995:11)
Arte popolare, arte colta, arte turistica, arte sociale: analisi iconografiche e testimonianze storiche ed etnografiche aiutano a dipanare il bandolo della matassa che unisce, e al tempo stesso divide, nelle pratiche delle realizzazioni dell'Infiorata, estetiche di diversa matrice. A Genzano è necessario riconoscere il merito di aver accostato artisti di assai diversa estrazione e vocazione. Nel dar conto di questa complessa e sperimentale opera che prosegue tutt'oggi, anche in virtù della significativa partecipazione di giovani e scuole, il museo ne segnala il valore di sperimentazione culturale e artistica al di là dei confini convenzionali.

Per la rubrica Beni culturali - Numero 93 luglio 2010