RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Associazioni

I castelli romani location privilegiate per corsi di Reportage e giornalismo fotografico

Sul numero 75 di Vivavoce abbiamo dato la notizia della nascita di un nuovo Centro studi che si occupa di arti figurative, cinema, fotografia, giornalismo fotografico, con sede a Roma e location nei Castelli Romani. Questa notizia l'abbiamo salutata positivamente perché l'attività che programmaticamente il Centro si proponeva di portare avanti rientrava in quelle proprie delle industrie culturali e creative del nostro territorio, settore al quale la nostra rivista tiene particolarmente e si sforza di documentare, in quanto le potenzialità e la crescita di tale settore costituiscono secondo noi, l'asse privilegiato su cui i Castelli romani possono riprogettare il loro sviluppo.
È in tale contesto che a circa un anno e mezzo di distanza diamo spazio ad un articolo inviatoci dal Gianfranco Arciero del Centro studi che relativamente ad un corso ed ad un concorso (vedi castellinfoma p.) avviati tra Roma e Velletri in questi mesi, e che si concluderanno nella prossima primavera, mette in evidenza il peculiare rapporto tra conoscenza del territorio e didattica che sta al centro dell'intervento formativo. (ED)

 


 

I partecipanti al Corso propedeutico di reportage e giornalismo fotografico, oltre alle normali ore di didattica, partecipano alla lezione conclusiva del corso in località individuate di volta in volta tra le più caratteristiche dei Castelli romani, prendendo contatto con le loro diverse realtà. Questa integrazione consente, oltre alla conoscenza specifica dei riferimenti storici e culturali, la possibilità di sperimentare negli scenari "castellani" le acquisizioni dei contenuti delle lezioni stesse. I corsi, per conseguire questi scopi, si tengono nella primavera e in autunno, momenti privilegiati per un rapporto più intenso con la campagna romana. La sessione ora in fase organizzativa si concluderà in una location particolare: "Il Giardino di Fiorella", pertinenza di una villa situata alle pendici del Monte Artemisio. Questo sito attesta in modo particolare la vocazione del territorio a colture dalle più diverse caratteristiche e provenienze. Oltre alla varietà delle specie di camelie, ubicate in ambientazioni di particolare eleganza, lo spazio nel quale si svolgerà l'incontro è dominato da due ulivi la cui età è attendibilmente stimata in cinquecento anni. Piante di origine esotica fruttifere e ornamentali, rendono agli studenti ospiti l'ampio potenziale delle risorse della zona, in un clima di totale fruibilità. Sulla stessa linea strategica, in Centro Studi organizza annualmente una tornata di "incontri enofotografici", che consistono nell'abbinare una degustazione e valutazione di vini provenienti da diverse parti d'Italia a una mostra fotografica di autori provenienti dalle stesse zone della produzione vinicola. A questa fase fa seguito l'invio di vini veliterni ai partner, incaricati di procedere, a loro volta, alla degustazione nel loro territorio. Lo scambio dei dati, che si conclude con l'attribuzione ai prodotti della qualifica di "vini ambasciatori" attestata in un apposito Albo, consente la possibilità di nuovi abbinamenti con piatti tipici delle rispettive cucine. Dopo i vini veneti, friulani, campani sarà ospite dei castelli romani il famoso "Nobile di Montepulciano" per una degustazione prevista per il prossimo mese di maggio, accompagnata da una mostra a tema del fotografo-designer Luigi Donadio. Gli "incontri enofotografici" si tengono nella antica Osteria "I Glicini" di Velletri, la cui attività risale al 1903 e nel cui spazio, allora dotato di un piccolo palcoscenico, iniziò la sua avvincente carriera Ettore Petrolini grazie all'intuizione dell'allora proprietario, oste e, allo stesso tempo, accorto "imprenditore" teatrale".
Per favorire la più ampia conoscenza e partecipazione con la tradizione dei Castelli romani, il Centro ha bandito la prima edizione del concorso fotografico sul tema "Velletri, il glicine, la vite", aperto a professionisti e a fotoamatori, che mette in palio, per il vincitore della sezione non residenti, cento litri di vino di produzione locale. La partecipazione è libera: per concorrere all'ambito premio, basterà inviare da una a quattro fotografie riprese nelle campagne o in città, nelle quali sia inserita la presenza di un glicine o di una vite (o di entrambi). Elementi e presenze che caratterizzano in modo particolare l'economia, la cultura e la stessa immagine della civiltà locale.
www.centrostudiricerche.it

 


Per la rubrica Associazioni - Numero 90 aprile 2010