RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

Tognazzi a Velletri: Ultimo minuto (1987)

«Nell'amato ristorante Benito al Bosco Tognazzi gira una lunga sequenza del bel film di Pupi Avati, offrendoci una delle sue ultime e più intense interpretazioni»

Scritto dai fratelli Pupi e Antonio Avati, coadiuvati dai giornalisti sportivi Italo Cucci e Michele Plastino, Ultimo minuto racconta la storia di Walter Ferroni (Ugo Tognazzi), finto avvocato e direttore sportivo tuttofare di una squadra di calcio di provincia nella Serie A degli anni Ottanta. Dopo anni di sacrifici e non pochi intrallazzi per far fronte ai costanti problemi finanziari della società, sempre sull'orlo della retrocessione, Ferroni riesce a fare acquistare la squadra dal giovane industriale rampante Renzo Di Carlo (Lino Capolicchio). Al nuovo presidente, però, non piacciono i vecchi metodi di Ferroni e nel nuovo assetto societario non c'è più posto per il vecchio manager. Ferroni viene quindi licenziato, salvo essere poi richiamato a furor di popolo quando i risultati della squadra stentano ad arrivare.
Avati descrive, pochi anni dopo lo scandalo di calcio-scommesse ed in anticipo di quasi due decenni su calciopoli, i loschi retroscena del mondo calcistico professionistico e lo fa senza facili moralismi (a parte l'happy end che suona forse un po' troppo scontato) e con grande realismo. Attorno al protagonista, interpretato da uno straordinario Ugo Tognazzi in una delle sue interpretazioni più dense e struggenti, si muove un variegato sottobosco fatto di dirigenti, giocatori, capi tifosi e procuratori compiacenti interessati solo al loro tornaconto personale a discapito di qualsiasi morale, non solo sportiva. Ma il suo film è soprattutto il ritratto psicologico di un uomo tormentato, cialtrone e sentimentale, tenero e burbero al tempo stesso, che alla passione sportiva ha sacrificato affetti familiari e averi personali. Al botteghino fu un fiasco.
La lunga sequenza della presentazione alla stampa del nuovo presidente è stata girata nel ristorante "Benito al bosco" di Velletri: accolta da fotografi, giornalisti e tifosi in tripudio, la mercedes del nuovo presidente arriva sul piazzale esterno proprio davanti all'ingresso della sala Royal (riconosciamo la vecchia insegna luminosa del locale, poi rimossa); la dirigenza si trasferisce quindi nelle sale interne del locale dove avviene il discorso ufficiale.
Il noto ristorante veliterno era un punto fermo nella vita di Tognazzi e uno dei luoghi più cari all'attore che amava frequentarlo sia con la sua famiglia che in compagnia di amici e colleghi (fu proprio Vittorio Gassman a far conoscere Benito Morelli, il padrone del ristorante, a Tognazzi). Cremonese di nascita, a metà degli anni Sessanta Tognazzi acquista un casolare di campagna a Velletri, che in pochi anni da rifugio del week-end diventa una villa dotata di ogni comfort (la signora Bettoja ricorda che Ugo aveva un orto con tantissime varietà diverse di pomodori) e la residenza invernale principale dell'attore (d'estate invece l'attore amava risiedere nella sua villa di Torvajanica). In questi anni di residenza veliterna, Benito era diventato un grande amico dell'attore. Insieme amavano discutere per ore di cucina e sperimentare nuovi cibi e accostamenti. La cucina, come si sa, era una delle grandi passioni di Tognazzi e ogni scusa era buona per invitare amici e colleghi ad assaggiare le sue ultime creazioni culinarie. Anche sul set Ugo non si risparmiava e, quando poteva, non si faceva pregare per cucinare per tutta la troupe.
A ricordo della fraterna amicizia con Ugo, Benito, dopo la morte dell'attore, gli ha intitolato l'esclusiva sala ristorante del suo locale che conserva alle pareti ancora le ricette originali di Tognazzi.

Per la rubrica Cinema - Numero 89 marzo 2010