RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

Viaggio in Svezia

Nel grande nord alla ricerca della… ricetta perfetta!

Elegante, dalla tessitura raffinata e originale, la "Ricetta perfetta" di Torgny Lindgren conferma ancora una volta lo straordinario talento creativo dello scrittore scandinavo nativo del Västerbotten, nel nord della Svezia. In un abile gioco di contrasti, riflessi attraverso splendidi ed incontaminati paesaggi, si rincorrono lungo l'intera narrazione, eterne antinomie: gioventù e vecchiaia, ricerca della felicità e malattia, vita e morte, verità ed invenzione. È un viaggio sospeso tra realtà e fantasia quello compiuto da Lindgren, condotto con apparente levità e irresistibili ironia e humour. La vicenda ha inizio il 22 dicembre 1947 nello sperduto villaggio di Avabäck, al confine tra il Västerbotten e la Lapponia, dove la fervida e quanto mai inesauribile vena creativa di un giornalista di cronaca locale, viene bruscamente interrotta dall'arrivo di una sconcertante missiva: una lettera di licenziamento, firmata dal caporedattore del giornale, accompagnata dall'ordine perentorio di cessare qualsiasi attività di scrittura. La redazione del trafiletto, riguardante l'arrivo ad Avabäck di un profugo tedesco dalla misteriosa identità, viene dunque immediatamente interrotta. Da accurate indagini, si è infatti scoperto che tutte le notizie riportate nei suoi articoli sono prive di qualsiasi fondamento: i protagonisti degli episodi di cronaca, come del resto le stesse località di svolgimento dei fatti sono esclusivamente prodotti della sua fantasia e pertanto risultano totalmente inventati. Cinquantatré anni dopo, ospite ormai da tempo della casa di riposo "Lato Sole", lo stesso giornalista, alla veneranda età di 107 anni, dopo aver appreso la notizia della morte del suo caporedattore, decide di tornare a scrivere completando la cronaca precedentemente lasciata incompiuta; dopo l'arrivo ad Avabäck del tedesco Robert Maser, venditore ambulante di articoli tessili dalla sospetta identità, - (il nostro scrittore sospetta seriamente si tratti in realtà del criminale di guerra Martin Bormann ) - la storia prosegue con l'incontro di quest'ultimo con Lars Högström, nuovo maestro elementare nella scuola del villaggio. I due bizzarri personaggi, entrambi appassionati di musica e canto, finiscono con lo stabilirsi presso la pensione di Eva Marklund, dove hanno modo di gustare per la prima volta la pölsa, caratteristico piatto del Norrland, realizzato con l'impiego di carni e interiora che una volta cotte e finemente tritate vengono fatte bollire nuovamente nel loro brodo. La poltiglia ottenuta, una volta raffreddata, si solidifica permettendo di tagliarla in fette. Conquistati dallo straordinario sapore della pietanza e fermamente convinti di non aver mai gustato nulla di più squisito, Maser e Högström cercano di carpire in ogni modo i segreti relativi agli ingredienti e al procedimento di preparazione della prodigiosa vivanda. Si tratta di un'impresa particolarmente ardua dal momento che esistono tante pölse quanti sono i villaggi del Västerbotten. Così i due appassionati gastronomi divengono protagonisti di una mirabolante avventura sensoriale e spirituale, una sorta di viaggio iniziatico, della durata di un'intera estate, condotto a bordo di una motocicletta Diamant, alla ricerca della "Pölsa perfetta", di un'ancora di salvataggio nella realtà mutevole dell'esistenza. Nella terra del lungo e buio inverno nordico ma anche del sole di mezzanotte in estate, sullo sfondo di un paesaggio senza tempo, fatto di foreste impenetrabili, pianure desolate, malsani acquitrini da cui si diffonde la terribile tubercolosi polmonare, Maser e Högström condurranno un'entusiasmante ricerca fin nei villaggi più sperduti, raccogliendo innumerevoli ricette e assaggiando pölse spesso molto diverse tra loro: da quella deliziosa di Avabäck, fatta di sola carne "con qualche piccola aggiunta", a quella di Raggsjö di colore più scuro e dall'inconfondibile profumo che ricorda lo zenzero, senza tralasciare quella di Lillåberg, soda, macinata fine e profumata di midollo e di frattaglie. E ancora quella di Morken, a base di selvaggina, quella di Ǻmträsk dal sottile gusto di bacche di ginepro o la memorabile pölsa di Lillsjöliden cucinata da Ellen in uno stregonesco calderone... La tesi costruita passo dopo passo dai protagonisti, alla fine del lungo e faticoso cammino, si concretizzerà così nell'enunciato che "nessuna pölsa è uguale alle altre e soprattutto che ci sono tante pölse quanti sono gli esseri umani". E proprio nel momento in cui Maser e Högström credono di aver raggiunto il loro obiettivo, "la pölsa perfetta", il balsamo* miracoloso, la morte giunge a distruggere qualsiasi illusione.
La "ricetta perfetta" romanzo avvincente, a tratti surreale, ricco di numerosi spunti di riflessione, scritto da un autore appassionato di musica e gastronomia, sintetizza in modo ideale l'anelito più profondo dell'uomo: la ricerca del significato dell'esistenza, la necessità di riconoscere e accogliere il proprio destino, perché come afferma Goethe, occorre trasformare, "in gioco, sì, perfino in farsa, le cose grandi e sublimi"... E' il solo modo per tollerarle e sopportarle!

* In origine "bulscha", dal greco "balsamon", che deriva a sua volta da un vocabolo semitico indicante una mistura vischiosa di resina e oli volatili profumati, da cui l'agg. "balsamico". In senso traslato, conforto, consolazione, rimedio, sollievo, come viene indicato in un riquadro di approfondimento contenuto nel testo di Lindgren.

[...] A Morken ebbero l'occasione di provare la pölsa di selvaggina. Molti ne avevano parlato, ma nessuno aveva saputo dire come si cucinasse. Se solo fosse ancora viva la nonna! dicevano tutti. Era un sabato pomeriggio. La gente di Morken era uscita ad aspettarli in cortile, tra la scalinata e il forno. O più esattamente: sembrava che li stessero aspettando. Forse si trovavano sempre tutti lì, il sabato pomeriggio. In effetti avevano sentito dire che gli assaggiatori stavano arrivando. Erano preparati. Normalmente quella pölsa la facevano d'inverno. Era una pölsa invernale. [...] Li aspettava in cucina. Prima era rimasta nella cantina interrata a solidificarsi, nei limiti in cui poteva solidificarsi la pölsa di selvaggina. Che non si riusciva mai a tagliare in belle fette regolari come la pölsa di maiale e le altre pölse di animali domestici. I signori volevano sapere la ricetta prima di procedere all'assaggio? "Sì grazie", disse Lars Högström, tirando fuori il bloc-notes dalla tasca interna.

LA RICETTA
Pölsa di selvaggina

Ingredienti: 15 scoiattoli, 1 lepre femmina, sale grosso. Zoccoli di mucca per l'eventuale preparazione della colla.
Si abbattono quindici scoiattoli e li si scuoia e li si eviscera. Lo stesso con una lepre femmina. Si mettono a bollire gli animali interi con sale grosso. Quando tutto è ben cotto e morbido, si pesta la carne disossata nel mortaio. Si riporta a bollore il brodo di cottura e si unisce il battuto di carne. Se si vuole che la pölsa risulti abbastanza solida da poterla tagliare a fette, si aggiunge una lamella di colla fredda preventivamente preparata facendo bollire degli zoccoli di mucca.

Tutto qui. Sì, aveva un forte gusto di selvatico. Il colore era marrone scuro. Anche il profumo di colla era piuttosto netto. La gente di Morken li guardava mangiare perfettamente immobile. [...] "Ha un gusto straordinariamente intenso", disse Robert Maser. "Sul selvatico", disse Lars Högström, "non ci si può sbagliare. Direi che il sapore, se mi è consentita l'espressione, è molto lontano dalla civiltà. E' un sapore che nelle città non esiste, forse neppure a Lycksele o a Måla oppure a Norsjö." "Non voglio sostenere", disse Robert Maser, "che mi ricordi qualcosa." "Ma questo sapore grezzo a te piace?" chiese Lars Högström. "Sì", disse Robert Maser a malincuore. "Il sapore è eccellente." [...] Infine, quando ebbe finito di mangiare la sua pölsa, Lars Högström si rivolse alla gente di Morken: era dovuto, dopo tutta la pena che si erano dati. Robert Maser era già pronto per la partenza, gli effluvi della motocicletta si erano sparsi per il cortile. "Tutto si può dimenticare", disse. "Ma la pölsa di selvaggina di Morken mai".


( Torgny Lindgren, La ricetta perfetta, Milano, Iperborea, 2004)



Torgny Lindgren Bibliografia
Il sentiero del serpente sulla roccia, Torino, Il Quadrante, 1987
Betsabea, Milano, Iperborea, 1988
La bellezza di Merab, Milano, Iperborea, 1990
Per amore della verità : resoconto del corniciaio Theodor Marklund di sua stessa mano, Milano, Iperborea, 1997
Il pappagallo di Mahler : personaggi, Milano, Iperborea, 2002
Miele, Varese, Giano, 2002
La ricetta perfetta, Milano, Iperborea, 2004
Per non saper né leggere né scrivere, Milano, Iperborea, 2007

 


Per saperne di più
Conoscere la Svezia - bibliografia essenziale

Britt Abonde, Come sopravvivere agli svedesi (...e anche agli italiani), Roma, Cooper, 2006
Valerio Griffa, Svezia: il regno delle foreste, Vercelli, Withe Star, 2006
Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda, Milano, Touring Club Italiano, 2009
Europa del Nord: Danimarca, Svezia , Norvegia e Finlandia : [città, itinerari, arte natura, buon cibo, buon sonno, shopping], Milano, RCS Periodici, 2009
Becky Ohlsen, Cristian Bonetto, Svezia, Torino, EDT, 2009
La Stoccolma di Stieg Larsson : guida ai luoghi della Millennium Trilogy, Venezia, Marsilio, 2009

Breve tour fra gli autori svedesi
Selma Lagerlöf, Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, Milano, Mondadori, 2005
Björn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Milano, Iperborea, 1998
Maj Sjöwall, Per Wahlöö, I primi casi di Martin Beck, Palermo, Sellerio, 2009 (il volume contiene i romanzi: Roseanna, L'uomo che andò in fumo, L'uomo al balcone)
Eriksson Kjell, Il giardino di pietra, Venezia, Marsilio, 2009
Liza Marklund, Il lupo rosso, Venezia, Marsilio, 2008
Liza Marklund, Il testamento di Nobel, Venezia, Marsilio, 2009
Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Venezia, Marsilio, 2008
Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco, Venezia, Marsilio, 2008
Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta, Venezia, Marsilio, 2009
Henning Mankell, Il cinese, Venezia, Marsilio, 2009
Leif G.W. Persson, Un altro tempo, un'altra vita: il romanzo di un crimine, Venezia, Marsilio, 2009
Leif G.W. Persson, Anatomia di un'indagine, Milano, Superpocket, 2009
Arne Dahl, Misterioso, Venezia, Marsilio, 2009
Åsa Larsson, Tempesta solare, Venezia, Marsilio, 2009
Åsa Larsson, Sentiero nero, Venezia, Marsilio, 2009
John Ajvide Lindqvist, Lasciami entrare, Venezia, Marsilio, 2009
Linda Olsson, Sonata per Miriam, Milano, Corbaccio, 2009
Nordic light. Antologia di giovani narratori scandinavi, Milano, Mondadori, 2006