RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Musica

Lirica ai Castelli

Intervista ad Alessio Magnaguagno

L'ALFA Musicorum Convivium è un'associazione musicale con sede a Ciampino, composta di artisti e professionisti della cultura dediti alla produzione e realizzazione di rappresentazioni musicali, recital, mostre, lezioni-concerto... con particolare attenzione al mondo lirico. Il loro obiettivo è promuovere il sapere musicale e avvicinare i giovani, e meno, al teatro lirico con un repertorio mirato, vario, avvincente e intrigante.
Leggiamo sul loro sito web (www.alfamc.it) che ciò che li muove è l'assunto "ascolto dunque vivo", che vuole essere "un messaggio trasversale che connetta i valori di pace, rispetto, amore per la vita, il valore della cultura e della memoria, sia come mezzi per crescere e programmare la propria vita, sia come ricordo e tradizione".
I soci fondatori, Alessio Magnaguagno e Fausta Ciceroni, sono cantanti lirici professionisti, che offrono il loro contributo creativo e artistico in tutte le produzioni. Come si può meglio evincere dai loro curricula vitae online, la loro formazione extrartistica è fondata su solidi percorsi di studio, di formazione e di lavoro. Abbiamo rivolto alcune domande ad Alessio Magnaguagno, una delle due "anime" dell'associazione.
Da dove il nome così particolare della vostra associazione?
Musicorum Convivium, innanzitutto, indica Cenacolo dei Musici o degli Amanti della Musica, non amatori, ma passionali sostenitori della Musa di Orfeo che la vivono e la sostengono. È sotto gli occhi di tutti l'entusiasmo, l'energia e la gioia con cui lavoriamo, ed è proprio l'atmosfera di cenacolo quella che ci contraddistingue, di tutti primi inter pares, in cui l'unico obiettivo è l'arte nel suo senso più esteso, e devo dire è molto bello lavorare con questo spirito! Per quanto riguarda l'indicazione ALFA, ha il duplice senso di partenza ed inizio di un'avventura che spero non finisca mai; inoltre è costruita con le prime due lettere dei nomi mio e di Fausta, mia compagna di vita e collega, e chiaramente mi piaceva lasciare un po' di noi nella Compagnia. E questo è l'ultima specifica, noi siamo un'associazione culturale e musicale per definizione giuridica, ma l'anima del nostro gruppo è e vuole essere quello di una Compagnia.
Da quanti anni siete in attività? E da sempre vivete a Ciampino?
Come solisti sono quasi dieci anni che stiamo crescendo, nel senso che finito il periodo di studi, poi si inizia a mettersi nel mondo nel lavoro, e con questo inizia un percorso che deve far sì che produzione dopo produzione l'artista si rigeneri sempre. Personalmente non mi sono posto traguardi definiti nel senso che sento di essere "nel mezzo di cammin di nostra vita...". Battute a parte sono orgoglioso del percorso personale fatto e di quello di tutta l'organizzazione e produzione che si riassume nell'ALFA MC. In merito a Ciampino, che è la nostra sede, vi siamo legati per storia e per affetto. A dire il vero la nostra storia è cominciata a Zagarolo quando per la prima volta è comparso l'ensemble Eptafon che poi si è trasformato nell'Orchestra Eptafon, una compagine orchestrale formata da grandissimi professionisti e grandi persone, in un recital lirico natalizio per basso e soprano accompagnati dal quintetto pianoforte violino, violoncello, flauto e clarinetto. Dopo di che abbiamo preso sempre più sicurezza e sono seguiti dei concerti a tema a Frascati, ad Albano, Marino e anche a Ciampino, tutti realizzati con il validissimo aiuto del M° Alessandro di Petrillo, prezioso musicista, che è stato poi il primo direttore dell'orchestra d'archi. Poi è venuto il momento delle opere in un atto, Serva Padrona di Pergolesi, vero campo di prova e poi cavallo di battaglia della nostra associazione, il Bastiano e Bastiana di Mozart, da noi completamente ritradotto (dal tedesco) e realizzato con un allestimento ed una regia travolgenti, e poi la Betly di Donizetti, che è stata l'ultima opera in collaborazione con il M° Di Petrillo, dopo di che è venuta la fase che ancora stiamo vivendo delle grandi opere di repertorio, e in questo dobbiamo ringraziare gli assessori alla cultura di Ciampino che ci hanno permesso di provarci per la prima volta sostenendoci economicamente nei nostri primi passi, e che ci hanno visto allestire con sempre grandi cast ed allestimenti di volta in volta più importanti...
Un particolare grazie dobbiamo poi dire alla Pro Loco di Marino, e in particolare al presidente Massimo Lauri, che ha avuto il merito di credere in noi e permetterci di dare vita a produzioni legate a Carissimi, alla Pasqua... Ma a raccontarle tutte ci vorrebbe troppo, è chiaro che il tessuto sociale in cui viviamo è a noi molto caro e piano piano stiamo diventando di casa un po' per tutti, e questo ci fa piacere
Come vi muovete nell'organizzazione della vostra stagione operistica? Quali stimoli e, al contrario, quali difficoltà incontrate, in particolare nei Castelli Romani?
Diciamo che ogni volta che stiamo scegliendo il programma dell'anno successivo, perché chiaramente ragioniamo un anno per l'altro, è un momento di grande fervore perché l'entusiasmo ci porterebbe a voler fare molte più cose di quante ce ne consente il tempo a disposizione... Generalmente abbiamo a disposizione un patrimonio immenso e tutto talmente bello - parlo ovviamente delle tante opere che i grandi compositori, soprattutto italiani ci hanno regalato - che è difficile scegliere: quindi selezioniamo intanto in base alle qualità degli artisti che gravitano intorno al nostro mondo, poi chiaramente dobbiamo fare anche i conti con il pubblico, ossia dobbiamo strizzargli un po' l'occhio, cioè scegliere tra le opere più note e care al pubblico, e un po' cercare di provare percorsi meno battuti. Quest'anno credo che il cartellone sia proprio di gran gusto per tutti: siamo partiti dal Barbiere di Siviglia, poi ci lasceremo trascinare nelle atmosfere danzanti della Vedova Allegra, prima di calarci nella profondità dell'animo umano con le sue mille sfaccettature dal più intellettuale Rigoletto al più viscerale Trovatore, entrambe uscite dalla mente vulcanica del Mago, come amava chiamare Giuseppe Verdi la Strepponi, sua grande compagna di vita e professione.
Le difficoltà che incontriamo sono soprattutto economiche; come potrete facilmente immaginare intorno a progetti così ambiziosi non lavorano mai meno di 50 persone, tra soli, coro, orchestra, corpo di ballo, maestranze, registi, direttori, musicisti dell'orchestra e non. Essendo la situazione altamente professionale è chiaro che dobbiamo garantire almeno un rimborso spese per far sì che gli artisti almeno non ci rimettano, ma pur così facendo, riducendo cioè le spese al minimo la spesa totale rimane comunque elevata. E noi abbiamo solo ed esclusivamente il contributo del biglietto del nostro pubblico. Non per nostra scelta, ma qui apriamo una pagina dolente, non voglio scendere in polemiche sterili, voglio solo sottolineare che la nostra indipendenza non è per scelta, ma perché nessuno ha mai risposto alla nostra richiesta d'aiuto.
Siete attivi nelle scuole del nostro territorio?
Rivolgiamo una particolare attenzione e cura al mondo dei ragazzi, con un lavoro capillare nelle scuole di ogni ordine e grado, ragazzi che vogliamo conquistare al teatro per convinzione dell'alto contenuto educativo e il forte potere di elevazione morale e spirituale da esso derivante. Il progetto è denominato "All'Opera Ragazzi!" ed è sintetizzato nel motto "l'Opera va a Scuola e la Scuola va all'Opera".
E le matinées sono un altro strumento, insieme con le lezioni-concerto di preparazione che effettuiamo capillarmente, con cui diffondiamo la cultura operistica. Anche qui potrei raccontare veramente molte storie ed aneddoti tutti molto divertenti e significativi... Sintetizzo col dire che i ragazzi contrariamente a quanto si crede amano l'opera, purché gliela si faccia conoscere con la corretta cautela e credendo sia in loro che nel gran valore della musica, e dell'emozione che essa genera. La difficoltà principale è riuscire a convincere gli adulti. A onor del vero devo riconoscere che sempre più insegnanti stanno apprezzando il nostro lavoro e il suo valore per i ragazzi e stanno portando sempre più facilmente i ragazzi ad assistere alle nostre produzioni.
Collaborate con altre associazioni / altri professionisti del territorio?
La questione è delicata, da anni siamo convinti assertori delle collaborazioni, e piano piano credo si stia formando una bella energia in questa direzione, per il momento grande è la collaborazione con il coro Armonia Mundi di Genzano diretto dal Mº Matteo Sartini, che sarà protagonista nella nostra stagione, ma fondamentale sarà quella con la Ventana Danza di Ciampino e con il suo Coreografo Antonio di Vajo che inizierà con la produzione della Vedova Allegra e mi auguro prosegua per il futuro.
Gli artisti del territorio coinvolti sono molti perché tanti sono i validi professionisti che vivono ai Castelli e località limitrofe, ed è per noi un gran piacere offrire a tutti questi un grande palcoscenico ed una palestra come la stagione presso il Teatro Don Bosco di Cinecittà. Vorrei ringraziare i responsabili del teatro sopracitato per la lungimirante collaborazione: essi hanno affiancato alla disponibilità della struttura un sostegno umano e concreto convinti dell'importanza di creare un polo culturale in periferia di grande valore.
Poi vorrei ringraziare anche i responsabili di Lo Storico Cantiere di Marino per i magnifici costumi che ci hanno messo a disposizione per il Falstaff e la Serva Padrona.
C'è buona "recettività" riguardo alla lirica nei Castelli Romani?
Il problema è complesso. Da una parte ci sono le istituzioni con le loro difficoltà economiche, ma ancor più di tipo discrezionale: le proposte che arrivano sono molte e decidere quali "sposare" non è compito facile a priori... Vi è poi forse una pigrizia o indolenza del pubblico in generale, e dei Castelli in particolare, i cui i cittadini si muovono a fatica, e se lo fanno è più che altro per grandi eventi, per lo più mediati dalla televisione. In più poi si devono considerare altre dinamiche non proprio culturali. Noi cerchiamo di lavorare con la maggior onestà e serietà intellettuale e professionale che possiamo... malgrado tutt'intorno molte siano le "fiere" fameliche che vorrebbero far regredire questa società che invece tanto ha conquistato in termini di conoscenza e grado etico e civile... Non dobbiamo perdere quello che i nostri genitori hanno tanto faticato per farci avere: istruzione, rispetto dell'altro, curiosità per il diverso da noi, amore per l'arte. Quindi l'unica cosa che vi posso dire è di venire ad assistere ai nostri spettacoli... Da un paio d'anni stiamo proponendo presso il Teatro Don Bosco di Cinecittà una stagione lirica di tutto rispetto (colgo l'occasione per segnalare il prossimo appuntamento del 19 dicembre, La vedova Allegra), stagione alla quale ci piacerebbe accogliere il pubblico dei Castelli; finora, nonostante i tentativi fatti con diverse rivendite castellane per proporre i nostri spettacoli, non ne abbiamo ricevuto frutto; magari forse questo articolo riuscirà a smuovere qualche ardimentoso che vorrà darci fiducia... grazie!

Per la rubrica Musica - Numero 87 dicembre 2009