RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Sistema Territorio

Un cammino “attrezzato”

Un vivido ricordo infantile mi riporta a Bari quando, in occasione della Festa di San Nicola, tutta la mia famiglia si riuniva per assistere, dal balcone dell'appartamento in cui vivevano i miei nonni, al passaggio del corteo storico che ripercorreva l'evento della traslazione delle ossa del Santo da Myra nella nostra città. Dopo il corteo e prima del fantasmagorico spettacolo dei fuochi di artificio, si andava in giro per la città vecchia affollata di pellegrini venuti in visita al Santo. Sul lungomare e nelle piazze c'erano tantissimi pullman, tutti agghindati a festa, che avevano portato i pellegrini dai loro paesi di origine a venerare il Santo. La nonna mi raccontava che non molto tempo addietro lei assisteva all'arrivo di pellegrini che giungevano a piedi non solo dai paesi pugliesi ma anche dal Molise e dall'Abruzzo. Percorrevano antichi sentieri, erano ospitati per la notte in conventi, chiese e monasteri e giungevano a Bari non senza rischi e sacrifici per venire a pregare San Nicola.
La tradizione del pellegrinaggio è molto antica e, nonostante le comodità introdotte dai mezzi di locomozione attuali, è tutt'ora viva. Anzi, se analizziamo la frequentazione del Cammino di Santiago, possiamo ben dire che c'è una vera e propria riscoperta del pellegrinaggio secondo la più antica e vera tradizione.
In tutte le grandi religioni esistono forme di pellegrinaggio legate a luoghi sacri. Nei cinque pilastri dell'Islam è contemplato il pellegrinaggio rituale alla Mecca, obbligatorio almeno una volta nella vita per chi ne abbia le possibilità fisiche ed economiche. Tutti coloro che adempiono a tale obbligo possono indossare un copricapo particolare e sono insigniti di un titolo onorifico. Sempre nel mondo islamico - ed in particolare in Nordafrica, in Egitto e in tutto l'Oriente - sono molto popolari i pellegrinaggi devozionali alle tombe di mistici e di persone ritenute di elevata spiritualità.
Non mancano pellegrinaggi rituali nelle religioni indiane e giapponesi. Ed ovviamente sono notissime nel mondo cristiano molte destinazioni legate al pellegrinaggio devozionale quali: Lourdes, Assisi, Loreto, Roma, San Giovanni Rotondo, Fatima, Medjugorie, Santiago di Compostela, Gerusalemme, ecc.
Proprio per quanto riguarda il mondo cristiano, è nel Medioevo che abbiamo l'inizio di una vera e propria tradizione del pellegrinaggio che aveva dapprima scopo essenzialmente devozionale e poi, nel tardo Medioevo, anche penitenziale per espiare gravi colpe. I pellegrini si riconoscevano dal bastone detto bordone, dalla bisaccia e dal segno, generalmente sul cappello a falde larghe o sul corto mantello, del santuario verso il quale erano diretti o dal quale tornavano.
Le mete più note dei pellegrinaggi di quel periodo erano Roma e la Terra Santa (via Brindisi). Nell'XI secolo l'Abbazia di Cluny si fece promotrice di un'altra destinazione, la città di Santiago di Compostela in Galizia, dove esisteva la presunta tomba dell'apostolo Giacomo.
La Chiesa, dapprima titubante nei riguardi della pratica del pellegrinaggio, infine la riconobbe come un'esperienza fondamentale della vita religiosa e la disciplinò con voti ed indulgenze.
La pratica si diffuse tanto che le vie dei pellegrinaggi si attrezzarono con ospizi dove riposarsi e rifocillarsi, presenti con continuità su tutto il percorso, a tappe regolari di una giornata di cammino.
Osservando ora lo spirito con cui veniva svolto un pellegrinaggio devozionale, ci rendiamo conto che il pellegrino lasciava il mondo che conosceva per intraprendere un cammino verso i luoghi dove sperava di poter entrare in contatto con il divino: luoghi dove ha vissuto Gesù o hanno predicato i suoi discepoli, tombe di santi e martiri, luoghi dove erano avvenuti eventi soprannaturali, reliquiari. Attraverso il contatto con questi luoghi il pellegrino cercava il perdono e rafforzava la propria fede in Dio. Il cammino stesso assumeva un ruolo determinante non solo di fatica e sacrificio ma anche di preghiera in solitario o in compagnia, immersi nella natura creata da Dio. Il pellegrino abbandonava quindi la quotidianità per cercare - con il tempo e il cammino - il divino al quale unirsi nel luogo santo obiettivo del suo percorso. Questi valori sono tuttora ricercati ed il pellegrino moderno insegue gli stessi principi e desideri di quel tempo. Oggi anche persone non credenti si sono affacciate a questa esperienza, per ritrovare se stessi e dare un senso alla propria vita spirituale ed interiore.

Animati dallo stesso spirito del pellegrino, ci siamo così impegnati anche noi con la finalità di perseguire un obiettivo importante: la ricostruzione del tratto della Via Francigena che da Roma portava in Terra Santa, o che dal sud-Italia portava a Roma, ed in particolare del primo percorso da Roma a Fossanova, percorribile in una settimana. Si è pensato ad un progetto che il Consorzio del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani, in partnership con la Compagnia dei Lepini, sta portando avanti sotto il coordinamento ed il finanziamento della Regione Lazio. Il progetto prevede la tracciatura del sentiero, la segnaletica, la messa in sicurezza dei tratti che insistono su strade asfaltate, gli strumenti di promozione, l'ospitalità e l'accoglienza.
In particolare, per il tratto della Francigena del Sud che attraversa l'area dei Castelli Romani, si sta procedendo sia sul fronte della promozione che della segnaletica e della messa in sicurezza del percorso. Il primo passo per la promozione del territorio è la realizzazione di una cartoguida che coinvolge non solo l'area dei Castelli Romani ma anche l'area dei Monti Lepini.
La cartoguida a colori è stata realizzata dal Touring Club sulla base del materiale elaborato nell'ambito del progetto. La cartoguida aperta ha le dimensioni di 67 x 72 centimetri, mentre chiusa misura 12 x 22,5 centimetri (è infatti piegata creando in orizzontale tre ante ed in verticale sei ante).
Sul lato principale la cartoguida presenta: la banda sinistra di testata con la copertina, la legenda e i credits; la mappa in scala 1:150.000 con l'itinerario da Fossanova a Roma in due alternative, suddivise per tappe di una giornata di cammino. Sul retro è presente una descrizione sintetica della Via Francigena suddivisa nei seguenti paragrafi: gli antichi pellegrini, la Via Francigena, la Via Francigena del Sud, da Fossanova a Roma. È presente inoltre una descrizione delle tappe in due itinerari alternativi. Il primo itinerario è: Abbazia di Fossanova - Sezze - Sermoneta - Cori - Velletri - Castel Gandolfo - Roma. Il secondo itinerario è: Abbazia di Fossanova - Maenza - Carpineto Romano - Segni - Artena - Velletri - Castel Gandolfo - Roma. Infine completano la descrizione tre mappe dettagliate a scala urbana dei percorsi dentro la città di Roma e nei centri abitati di Sezze e Velletri.
Questa cartoguida è stata realizzata in una prima tiratura di prova in 1.000 copie, e in una tiratura definitiva in 19.000 copie.
Per percorrere il Cammino però la cartoguida non è sufficiente perché non abbastanza dettagliata. Nel sito internet che si sta realizzando, sempre con finalità promozionali, saranno inserite schede dettagliate di ogni tappa contenenti: tempo medio di percorrenza, altimetria, descrizione del percorso e dell'habitat naturale, luoghi da visitare, cartografia in scala 1:5.000 con il percorso tracciato. Il sito ovviamente avrà anche altre informazioni riguardanti la storia del Cammino, gli aspetti religiosi, la segnaletica, le credenziali del pellegrino, l'ospitalità, la gastronomia e gli eventi, i racconti dei pellegrini, ecc.
Sul campo si sta invece operando per rendere visibile e percorribile in sicurezza il percorso. È stato prima tracciato il percorso da esperti camminatori, riducendo al minimo, per quanto è stato possibile, i tratti su strada asfaltata. Poi è stato rilevato il tracciato con strumentazione GPS e riportato su Carta Tecnica Regionale in scala 1:5.000. Sono stati realizzati i segnavia in legno di larice 20 x 10 centimetri con scritte e logo del pellegrino incisi e verniciati a tre colori, e i pali in legno di pino da 8 centimetri impregnati in autoclave e incatramati sulla parte terminale appuntita. Con il supporto di una squadra messa a disposizione dal Parco dei Castelli Romani si è proceduto all'installazione di pali e segnavia sul percorso tracciato. Sui tratti asfaltati si è invece utilizzato un segnavia simile a quello in legno ma su supporto plastico adesivo.
I segnavia in legno sono molto belli e quindi in alcuni casi sono stati portati via da gente senza scrupoli e molto poco rispettosa del lavoro altrui (alcuni si sono portati via anche i pali!). Stiamo pensando ad una segnaletica più spartana, meno appetibile e comunque egualmente efficace.
Si sta provvedendo inoltre a individuare i luoghi su strada dove è necessario apporre la segnaletica stradale turistica su supporto metallico della Via Francigena già realizzata e pronta per l'installazione, ed i cartelli con le cartografie d'area nei pressi dei centri abitati. Si sta inoltre provvedendo a progettare ed eseguire lavori per mettere in sicurezza alcun tratti pedonali adiacenti alle strade asfaltate.
Un elemento da affrontare nel prossimo futuro è l'aspetto dell'accoglienza spirituale, per il vitto e l'alloggio, sempre nel rispetto delle esigenze del pellegrino. Non è facile oggi applicare in Italia le stesse regole attuate sul Cammino di Santiago dove per il vitto e l'alloggio le dimensioni di spesa sono molto contenute. È comunque un obiettivo importante da perseguire.
Infine sarà intensificato l'aspetto promozionale con operazioni di in-coming, collaborazioni con le associazioni specifiche nazionali ed estere, e in particolar modo con quelle che operano per il Cammino di Santiago.

Per la rubrica Sistema Territorio - Numero 87 dicembre 2009