RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Scrittori nei Castelli Romani

Le passeggiate ioniche e altri racconti

La scuola è al centro, fra gli altri problemi italiani, di contestazioni e disagi da parte dei precari che hanno perduto l'incarico; la scuola è immersa poi in problematiche più ampie che investono il rapporto istituzioni-società, umanesimo-scienza, lingua italiana-lingue nuove degli immigrati che vivono a fianco a noi, oltre che la revisione delle finalità dell'educazione e dell'istruzione in tempi fortemente tecnologici.
Ma non è di ciò specificamente che voglio trattare. Mi porta nell'argomento un testo di Carmelo Ucchino, professore di lettere all'Istituto Nicola Garrone di Albano Laziale, scrittore di forti risorse polemiche ed espressive, il quale ha pubblicato "Le passeggiate ioniche e altri racconti", una satira amara sulla nostra contemporaneità, ma temperata nel grottesco, nella tecnica antifrastica che rende più credibile l'assunto combattivo dell'autore. Infatti, Ucchino ha diviso il libro in due parti, di cui la seconda imperniata sulla scuola, di cui il protagonista-attore è l'autore stesso, che parte da Messina per il Nord, ove insegnerà in una scuola in cui si trova di tutto e di più, nel senso paradossale del termine: e noi sappiamo che il paradosso è lo scheletro della verità, come insegnano Pirandello, Kafka, Federico Tozzi e Céine. Se faccio questi nomi sommi, è perché Ucchino dà prova di essere uno scrittore di prim'ordine, descrivendo con forti tinte personaggi e situazioni indimenticabili, coi quali tu lettore non sai se ridere o condolerti sull'assurdo delle vicende umane. Ucchino, però, descrivendo una scuola in pezzi, che diviene il riverbero della stessa società, affonda tanto il bisturi nell'antifrasi, da dare l'idea esatta d'un terremoto della logica e della irrazionalità allo stesso tempo. Cosa che non avrebbe sortito se si fosse messo, come fanno tanti scrittorucoli odierni, a denunciare soltanto e a piangere sulla fuga dei buoi dalla stalla.
La forza narrativa di Carmelo Ucchino, operatore culturale nell'ambito dei Castelli Romani (vive e insegna ad Albano) e nella sua nativa Sicilia, consiste proprio nel fare la caricatura impietosa degli attori di un dramma che inizia nel viaggio dalla città natale al luogo del lavoro. E tu vedi i treni stipati, puzzolenti di formaggio, dove i malati diretti ai luminari di Roma vengono ficcati dai finestrini, ingessati come morti, e poi le riunioni dei professori per i quali conta la lettera della legge e il cavillo, perdendo per via la sostanza dell'educazione. Sono caricature gnomiche, dense di fatti, di spunti fortemente comici, e drammatici al tempo stesso, ove la scrittura è esemplare e l'intuizione di Illich e di Reimer (la scuola è morta) sono calate nel vivo delle situazioni, senza una slabbratura, con un periodare originalissimo, una tensione grottesca che tocca molti punti scottanti della odierna società in genere. Da critico letterario e da uomo di scuola anch'io, nonché da collega di scrittura, debbo dire che Ucchino ha dato il meglio di sé in poche pagine assolutamente da leggere e da meditare.


 

Carmelo Ucchino

Le passeggiate ioniche e altri racconti

Perrone editore, Roma, 2009,