RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Archeologia

Lanuvio, colonia di Silla

La città romana di Lanuvio si estendeva in lunghezza occupando tre terrazze, degradanti da Nord a Sud, di cui quella settentrionale era l'acropoli, con il tempio di Giunone Sospita ed il cosiddetto antro del dragone, mentre quella meridionale conserva ancora oggi le mura latine del IV secolo a.C. Lungo il perimetro della terrazza centrale, invece, la presenza di alcune murature in opera quadrata nelle fondazioni del castello medievale hanno consentito di individuare qui il sito di una cittadella fortificata di epoca romana.
In Via De Gasperi è conservato, infatti, un breve tratto di muratura romana in opera quadrata costituito da cinque filari in blocchi di tufo, bugnati, ben squadrati e disposti a taglio, databile agli inizi del I secolo a.C., erroneamente attribuito alla fase più antica del teatro romano, risalente invece all'età augustea.
Tra Via S. Quirino e Via G. Garibaldi sono ancora visibili alcuni blocchi pertinenti a due bastioni di una porta romana rinvenuti qui dal Galieti e datati da costui in "epoca sillana" (inizi del I secolo a.C.). Questi erano in opera quadrata, a pianta rettangolare e simmetrici rispetto alla strada, ed occupavano lo stesso luogo dove sorgeva la medievale Porta Nettunese.
In Piazza C. Fontana, compresi tra il cantonale medievale e la Rocca cilindrica, sono parzialmente visibili alcuni blocchi romani posti a taglio ed in parte ricoperti da una sottile cortina moderna. Nell'attigua Piazza Mazzini sono conservati entro una nicchia alcuni blocchi di tufo in situ, ben tagliati e ben accostati tra loro, e pertinenti forse ai resti di un altro bastione romano.
In Piazza del Tempio d'Ercole i bombardamenti del 1944 hanno distrutto un buon tratto di mura romane, le quali vennero viste dal Galieti e dal Nibby prima dei bombardamenti e furono datate da quest'ultimo ai "tempi di Silla". Parte di queste murature sono ancora oggi visibili nei pressi di un giardino privato a ridosso delle mura stesse e risultano simili a quelle viste in precedenza in Via A. De Gasperi.
Sappiamo dalle fonti classiche che, dopo la marcia su Roma dell'88 a.C., Silla colonias deduxit e che durante le guerre civili, nell'87 a.C., Lanuvio venne occupata di sorpresa da Mario, per impedire che le riserve granarie qui presenti giungessero a Roma. In questa circostanza viene anche menzionata da Livio l'esistenza di una colonia romana a Lanuvio che, saccheggiata da Mario, dovette essere precedente a costui.
Ritengo quindi che le mura in opera quadrata sopra menzionate appartengano a quelle della colonia citata da Livio, la quale venne probabilmente fondata da Silla agli inizi del I secolo a.C. e forse più precisamente nell'88 a.C.
Il tratto di mura in opera quadrata oggi visibile in Via A. De Gasperi corrisponderebbe quindi al fianco occidentale della colonia, mentre il breve tratto di muratura in Piazza C. Fontana e le murature in Piazza del Tempio d'Ercole coinciderebbero rispettivamente con il fronte settentrionale e con quello meridionale. Questa colonia militare era inoltre munita di due porte, che chiameremo convenzionalmente Porta Nord e Porta Sud, difese entrambi da dei bastioni e corrispondenti rispettivamente alle medievali Porta Romana e Porta Nettunese.
La tipologia ricalca abbastanza fedelmente quella di una tipica colonia romana, dalle piccole dimensioni ed a forma quadrangolare, che occupò la parte centrale dell'antica città latina. Questa colonia dovette ricoprire sia una funzione strategica, a ridosso della Via Appia, della Via Astura ed anche molto vicina alla Via Nettunense, sia una funzione economica, attraverso lo sfruttamento agricolo dell'ampio e fertile territorio di Lanuvio, come si può dedurre dal passo di Appiano.
La viabilità della colonia ricalca abbastanza fedelmente quella odierna: un lungo asse NE-SO, che segue in lunghezza la dorsale della terrazza, corrispondeva all'antico cardo romano, i cui basoli vennero rinvenuti lungo Via Marcantonio Colonna ed in Piazza Borromini. Questo asse veniva poi incrociato ortogonalmente da una serie di assi NO-SE paralleli tra loro, che chiameremo impropriamente "decumani minori", in parte ancora oggi visibili in pianta, i quali creavano una serie di isolati per abitazioni. Uno di questi " decumani ", corrispondente all'odierna Via S. Quirino, si staccava dall'asse principale di fianco alla collegiata odierna per dirigersi verso la Porta Sud, seguendo uno schema viario che è rimasto invariato fino all'epoca attuale. Presso l'incrocio tra questi due assi doveva sorgere l'area forense della colonia, corrispondente all'odierna Piazza S. Maria Maggiore.
Alla fine dell'età repubblicana Giulio Cesare dedusse qui una sua colonia di veterani, riutilizzando probabilmente le fortificazioni, muro ductum, della precedente colonia sillana. Poco dopo l'imperatore Augusto procedette ad una divisione dell'Agro Lanuvino, che venne assegnato parte ai suoi veterani e parte alle Vestali, cosi come fece l'imperatore Adriano, circa un secolo più tardi, assegnandolo a nuovi coloni.
All'interno di questa colonia, ma in posizione periferica, in età augustea venne costruito il teatro, di cui sono visibili le murature in opera reticolata lungo Via A. De Gasperi, il quale addossò la scena alle mura della colonia sillana. È probabile che proprio in questa circostanza la parte esterna delle mura sillane venne trasformata nella Porticus post scaenam del teatro, localizzata dal Bandinelli proprio in questo punto. Le mura sillane in Via A. De Gasperi vennero infatti rialzate da un elegante mensolone, del quale si nota il dente di risulta sporgente, ed in parte furono rivestite da murature in opera cementizia che proseguono molti metri al di sotto del piano stradale.
Proseguendo sempre lungo Via A. De Gasperi si possono osservare altre murature romane in opera laterizia, costituite da laterizi color giallo di lunghezza costante (20-23 cm) e dallo spesso strato di malta ( 2,5 cm ). Questa muratura andrebbe attribuita ad un restauro della colonia avvenuto in età severiana, allorquando venne posta a Lanuvio la VII Coorte dei Vigili, documentata qui da molte epigrafi. Una di queste in particolare si riferisce al consolato di Settimio Severo e Caracalla del 202 d.C., anno nel quale andrebbero datati pertanto questi restauri.
Lungo il fianco orientale della colonia invece, in Piazza della Repubblica, vennero costruite due grandi nicchie in opera cementizia, che dovevano servire come contrafforti per sostruire in questo punto la terrazza, soggetta a crolli.
Va ricordata infine, in Via delle Selci Larghe, l'imponente sostruzione in opera quadrata del tempio di Ercole, divinità protettrice dei pastori e del bestiame, datata intorno alla metà del II secolo a.C. Al di sopra di questa sostruzione venne rinvenuto un pozzo sacro che ha restituito numerosi frammenti epigrafici allusivi al culto di Ercole ed anche qualche ex voto.

Per la rubrica Archeologia - Numero 84 settembre 2009