RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Tramonto

Il libro recensito qui è un'opera pubblicata postuma. Si tratta del romanzo Tramonto di Stanislao Zazo, venuto a mancare nel 1999 ad Ariccia, nei Castelli Romani, dove ha vissuto con la sua famiglia. Era nato a Benevento 70 anni prima. Laureatosi in medicina all'Università di Napoli, specializzatosi quindi in cardiologia e medicina del lavoro, ha assunto importanti incarichi di ricerca e di docenza universitaria. Ha sempre nutrito interessi di natura sociale e culturale, che, in età matura, lo hanno spinto a raccogliere pensieri, comporre racconti e stilare riflessioni, di cui il romanzo in oggetto è il risultato conclusivo.
Elisa di Montefiaschi (una famiglia, i Montefiaschi, che prese il nome a ricordo degli avi che soffiavano nel vetro fino a farne dei fiaschi ovali dal collo obliquo e li rivestivano di un intreccio di paglia), contessa, donna colta e raffinata, da Napoli, città in cui è stata dama di compagnia della regina Elena, torna alla sua villa-castello "L'Orco".
Siamo nel periodo della II guerra mondiale; il regime di Mussolini è in declino, il caos regna sovrano. Siamo, appunto, al tramonto.
Al suo rientro, Elisa trova uno scenario triste, macerie ovunque, cascine vuote, fuga generale.
La contessa Elisa è la protagonista del romanzo; intorno le ruotano tante figure: il fedele e silenzioso maggiordomo, il cugino russo, l'amico ebreo di suo padre, il nipote tedesco figlio della sorella, tutta la servitù, il vescovo, qualche aristocratico...
Ora, perché recensisco il libro? Ci sono due motivi di ordine diverso. Il primo è che la narrazione aggiunge un nuovo tassello alla letteratura sull'ultimo conflitto mondiale. Lo fa da un angolo prospettico diverso da quelli conosciuti: si parla di come i nobili, l'aristocrazia, affrontino il problema della guerra. In ciò, è un libro a suo modo nuovo.
Il secondo motivo è dato dalla scrittura, avvincente, vivace, persuasiva.
Ecco che il tramonto d'un'epoca si configura attraverso la fine di una famiglia nobile stigmatizzata nel racconto. Si ha la sensazione dolorosa che il conflitto abbia mutato dal di dentro gli esseri: se la guerra è finita, pur dopo tanti anni, non è cessata la sua azione distruttrice nell'interiorità umana. Inoltre, la storia si frammezza all'affabulazione, dall'8 settembre all'uccisione di Ciano all'attentato di Hitler etc.
Recensire un libro significa raccomandarne la lettura, indicare la significazione profonda del messaggio interno al testo, messaggio che potrei riassumere con queste righe: " A tutto si fa l'abitudine, anche al pericolo, pure alle sirene, al bagliore delle fiamme provocate dalle bombe, al rombo delle fortezze volanti... Ma è un'abitudine dilaniante, per cui si paga un prezzo altissimo e indimenticabile. Sarà presente nel cuore del futuro questo monito"?

 



Stanislao Zazo
Tramonto
Roma, Fermenti Editrice, 2009, pp. 354, euro 19,00

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 83 luglio 2009