RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Gocce di scienza

La Fisica nella società italiana

"...Con la sua voce bassa, velata e forse, una volta tanto, un po' emozionata, Gregorio Ricci Curbastro introdusse la lezione dell'illustre ospite tedesco, tessendone le lodi e ricordando come, tre secoli prima, in quella stessa aula Galileo Galilei avesse insegnato la allora nuova dottrina della meccanica. Quindi prese la parola Einstein il quale, prima di esporre i principi fondamentali della relatività, volle innanzitutto esprimere il più vivo compiacimento nel presentare la sua teoria nella città in cui insegnava l'artefice del calcolo differenziale assoluto...".


Due frasi del libro di Fabio Toscano, "Il genio e il gentiluomo". Due frasi e tre nomi che racchiudono le espressioni più alte del pensiero scientifico. Galilei, il fondatore della fisica moderna, Einstein, l'autore della relatività generale, e Ricci Curbastro? "Chi era costui?" viene spontanea la domanda alla maggior parte delle persone, anche a quelle che non sono del tutto a digiuno di cultura scientifica. Come recita il sottotitolo del libro di Toscano, Gregorio Ricci Curbastro è stato il matematico italiano che salvò la teoria della relatività generale.


La fisica e l'imprescindibile matematica sono tra le discipline scientifiche che trovano più difficoltà a inserirsi in un'autentica trama culturale, nonostante universalmente sia riconosciuto loro un alto significato nella storia del pensiero.
In Italia, questa incongruenza è particolarmente accentuata, e ovviamente la mancanza di notorietà di Ricci Curbastro, il taciturno gentiluomo di Lugo, come viene descritto nel libro, ne rappresenta un esempio clamoroso. Che un matematico italiano abbia dato un contributo fondamentale nel formulare la teoria della relatività generale, come ha riconosciuto lo stesso Einstein, rimane una circostanza totalmente insospettabile per gli stessi italiani.


Purtroppo non è il solo caso in cui protagonisti assoluti della scienza e intere scuole di pensiero siano ignorate dalla storia e dalla cultura corrente, segno evidente di fratture tra i saperi, difficile dire quanto antiche, comunque persistenti. Segno di un confronto complesso, di dibattiti mancati, di una comunicazione ancora tutta da costruire.
Le contraddizioni aumentano considerando che si registra una larga diffusione di azioni divulgative, manifestazioni e festival dedicati ai temi scientifici, e contemporaneamente, un autentico, crescente successo di pubblico. Se da una parte si riconoscono queste operazioni che accendono nuovi interessi verso mondi immaginifici, e che aumentano il senso di ammirazione verso personaggi autorevoli come pregevoli e necessarie, d'altra parte bisogna ammettere che nel comune sentire rimane l'impressione di un radicato distacco. Questa circostanza induce a pensare che le forme di comunicazione esistenti non siano del tutto sufficienti, e che vadano ricercate nuove strutture relazionali.


Nei Laboratori Nazionali dell'INFN, a Frascati, nell'area di ricerca che vanta ormai più di mezzo secolo di storia, si svolgerà il 21 maggio un seminario con tema "La fisica nella società italiana". Un incontro che ha come oggetto la fisica ma dove non saranno solo i fisici a parlare. È stato concepito come uno studio multidisciplinare per documentare il valore oltre che scientifico anche storico e letterario di una disciplina e del relativo ambiente, e valutarne l'impatto reale sulla società. Come tale, vi parteciperanno diverse figure d'intellettuali, ognuno con il proprio sentire e le proprie competenze.
Ad esempio, in un mondo in cui la concezione del tempo e dello spazio viene continuamente stravolta, al sociologo il compito di fornire un'istantanea della vera percezione nel sociale, dei temi e dei protagonisti della fisica. Porfidio Monda è un sociologo esperto che vive e che svolge un'intensa attività in diversi luoghi e istituzioni in Campania. In sostanza, addestrato all'analisi di sistemi complessi altamente contraddittori, esaminerà le effettive interdipendenze, e valuterà come si comunica sulla materia che studia e propone nuovi paradigmi della conoscenza, come egli stesso rileva.
Uno studio sul sociale deve essere necessariamente integrato con il punto di vista dello storico, un ruolo in questo caso affidato a Ferdinando Cordova, direttore del Giornale di Storia Contemporanea, che presenterà il nuovo numero della collana dei Quaderni di storia, il libro La fisica nucleare e subnucleare nel '900 in Italia. Una pubblicazione curata da Carlo Bernardini che raccoglie sette saggi di diversi autori, per raccontare degli sviluppi scientifici e dei personaggi eccezionali vissuti in secolo miracoloso, in un contesto irripetibile.


La storia della fisica italiana è ricca di documenti, intenso e costante il lavoro per farla emergere e mantenerne vivo il valore. Ma la storia ufficiale, finora, sembra rimanere insensibile all'esistenza di questo enorme patrimonio culturale del suo paese, quantomeno relegando in settori particolari, quelli scientifici, delle vicende umane così dense di significati. Presentare, invece, gli sviluppi scientifici all'interno di una collana di storia, operazione con pochi precedenti forse unica, significa legittimare il valore delle idee e riconoscerle come appartenenti al pensiero corrente. Visto in questi termini, il contributo di Cordova acquista un contenuto culturale del tutto originale.
Anche lo stesso Bernardini parteciperà al convegno con l'intervento "Non solo matematica: I linguaggi formali della fisica" sui tanti aspetti della matematica e sulla relazione con le leggi della natura. Contenere in un solo ruolo la figura di Bernardini non è facile. Fisico protagonista del suo tempo, docente, scrittore, direttore di "Sapere", la più antica rivista scientifica italiana. Per non correre il rischio di omissioni però è consigliabile ricorrere a quella parola incomprensibilmente così poco usata negli ambienti scientifici, quella di intellettuale. In questi termini sarà più semplice spiegare anche le altre figure che completeranno l'incontro. Si tratta di Fabio Toscano di cui il libro già citato, "Il genio e il gentiluomo", non è che il primo di una serie di saggi dedicati a figure emblematiche della storia della scienza, e di Silvio Bergia che presenterà il suo nuovo libro Fisica moderna. Relatività e fisica delle particelle elementari, la descrizione dei due temi sui quali si è maggiormente sviluppata la fisica del ventesimo secolo. Sono anch'essi entrambi fisici e dunque si potrebbe pensare a un convegno troppo sbilanciato verso argomenti specifici, anche se legittimamente visto il titolo, troppo di parte per risultare di interesse generale. In realtà, messi insieme questi tre fisici hanno scritto, in poco più di quindici anni, più di venti libri divulgativi in cui vi sono oltre che descrizioni di teorie scientifiche, biografie, saggi di storia, trattati sul linguaggio e così via. Indicazioni concrete del valore letterario di questa materia che può anche essere trascurato se si decide di rinunciare a degli aspetti primari della propria cultura.


Un'altra figura fondamentale in un incontro di cultura è quello del giornalista conduttore. In questo caso, il compito è affidato a Renato Parascandolo, presidente di RAI Trade, l'agenzia che promuove attività culturali e valorizza il patrimonio esistente. Un compito di grande responsabilità che prevede principalmente l'apporto di un punto di vista critico e la valutazione dell'efficacia comunicativa in un contesto dove, abituati per forza di cose all'autoreferenzialità, si può cadere facilmente in forme celebrative dall'esito scontato. Un'ulteriore funzione non banale del conduttore sarà quella di far emergere lo spirito propositivo di tutta l'assemblea - il segno più tangibile della riuscita di qualsiasi azione - e di tradurlo in possibili atti futuri concreti.

Per la rubrica Gocce di scienza - Numero 81 maggio 2009