RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Arte

Arte-Pepite

Tullio De Fazio: artista eclettico

Originario di Platania (Catanzaro), vive ad Albano Laziale da molti anni, in via dei Garofani, 14. Ha insegnato nelle scuole elementari ad Ariccia per più di trent'anni. E proprio nel corso della sua attività scolastica, grazie alle sue attitudini creative e artistiche, si è dedicato con i suoi alunni, oltre alle attività curricolari, anche a disegno, pittura, ceramica, musica, arte presepiale, mosaico, etc. Presso la scuola elementare "Bernini" di Ariccia ci sono opere di mosaico di quegli anni.
Fonda nel 2003, insieme ad altri soci, l'Associazione culturale Musart con sede ad Albano (via Mameli, 11) dove conduce insieme ad altri collaboratori corsi di mosaico. Tempo fa ha diretto il corso di mosaico organizzato dal Museo civico di Albano per la realizzazione di una riproduzione di pavimento romano (mostro marino) del ninfeo della Rotonda e collocato all'esterno dei Cisternoni.
Artista di indole eclettica, ama spaziare, sperimentare, inventare: dal mosaico, al restauro ligneo, dalla pittura su ceramica all'incisione e alla stampa. Anche all'arte presepiale si è dedicato con impegno e ha partecipato alla Mostra Internazionale del presepio organizzata a Monteporzio nel 1998, a un concorso d'arte per la parrocchia S. Pietro di Albano, meritando il primo premio (2003) e l'esposizione di un presepio ligneo estemporaneo all'esterno della chiesa della Rotonda nel Natale 2006. Lo vediamo come artista locale alla Mostra Itinerante 2005, organizzata dall'Assessorato alla cultura del Comune di Albano, con alcune opere musive nel 2006 a Nemi, palazzo Ruspoli, Musart "Le pietre raccontano" nel 2008 a Genzano-Galleria Dell'Infiorata - Rassegna espositiva di arte Contemporanea
Dal 2007 è impegnato, in qualità di docente di arte musiva, presso lo studio d'Arte Urbinelli di Grottaferrata.
Attualmente è docente di mosaico presso la scuola di formazione Albafor (piazza san Paolo- Albano). Il corso fa parte del progetto, patrocinato dal Comune di Albano, "La teoria e la pratica" nelle arti visive contemporanee.


D. Come è nata l'idea di insegnare mosaico?
R. Nel 1996 nella scuola elementare "Bernini" di Ariccia, dove insegnavo, nasce per caso l'idea di proporre ai miei alunni un'attività espressiva per stimolare la loro creatività e scoprire interessi e attitudini. Il gruppo classe, con entusiasmo, riuscì a realizzare, nel corso del secondo ciclo scolastico, opere collettive veramente originali. Questa esperienza fu decisiva per continuare il mio percorso artistico con la "pietra".

D. Il maestro, oggi come nei secoli passati insegna la tecnica ai suoi allievi, raffinandone il gusto estetico. Ci dica qualcosa riguardo il mosaico.
R. Il percorso didattico fornisce allo stesso maestro il piacere di trasmettere ad altri l'antica e nobile arte del mosaico svelandone, oltre le tecniche complesse e insospettabili, anche i segreti insiti in questo linguaggio visivo. L'insegnamento che si dà onde eseguire qualsiasi lavoro in questo ambito, si cala nella vita di chi lo riceve (sottolineo che è convinzione mia personale) perché la pazienza, il gusto, la sapienza di collocare una tessera accanto all'altra per riuscire a realizzare un'opera, talvolta somiglia al raggiungimento di un fine esistenziale, cioè insito nel significato stesso della vita.

D. Quali soggetti predilige?
R. Nella produzione prediligo l'essere umano, con particolare riguardo alla interpretazione del volto.

D. In che misura il territorio dei Castelli Romani ha influito sulla sua ispirazione?
R. Ho sempre avuto una naturale tendenza all'arte, ma l'ambiente dei Castelli Romani in cui mi sono trasferito per ragioni di lavoro (insegnante ad Ariccia dal 1962 al 1998) mi ha stimolato sotto vari aspetti: umano, paesaggistico, culturale, storico e archeologico. Ho incontrato qui un'organizzazione socio-culturale e un'apertura, che mi hanno incoraggiato, riconoscendo quelle mie capacità che oggi io riverso sull'ambiente, cioè sui miei allievi. Mi spiego: a scuola, quando insegnavo ad Ariccia, ho iniziato artisticamente a fare quanto era possibile per trasmettere agli alunni la passione per le arti visive; adesso continuo in altro ambito quanto avevo iniziato nelle aule, perché le persone dei Castelli Romani mi hanno compreso, gratificato, sostenuto. In questa osmosi, vi è una crescita comune, e ciò è quanto di più desiderabile si possa ottenere.


I suoi mosaici vibrano in mille sfumature cromatiche... (Paolo Cianchetti, in ilpuntoArte, Annuario Artisti contemporanei, 2009).

Per la rubrica Arte - Numero 81 maggio 2009