RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

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Biblioteca Diffusa

Le biblioteche camminano

La Provincia di Roma sostiene con convinzione e ottimi risultati un esperimento di governace locale della cultura nell'area dei Castelli Romani che ruota intorno al Sistema delle biblioteche.

Il progetto si giova di alcuni elementi di facilitazione: le aree territoriali dei 17 Comuni coinvolti godono di una prossimità e di una omogeneità che ne semplifica le comunicazioni; le biblioteche hanno una tradizione di iniziativa culturale molto radicata; l'esistenza di un sistema bibliotecario fortemente integrato e cooperativo ha consentito l'avvio di un esperimento di distretto culturale particolarmente efficace e innovativo.

Per raccontare il progetto, complessivamente noto con il nome di "Distretto culturale del Castelli Romani", si potrebbe parlare, con legittima soddisfazione, di molte specifiche iniziative che hanno contribuito, in questi anni, a mobilitare le energie culturali del territorio, rafforzandone, al tempo stesso, il potenziale di attrattore turistico ed economico, ben al di là dei confini della provincia e della regione.

Vorrei partire dalle esperienze oggetto di questo numero di Vivavoce.

In generale, uno dei punti di maggiore criticità delle politiche culturali risiede nella difficoltà del coinvolgimento di pubblici insoliti. Nel saper parlare cioè fuori dal circuito di chi già partecipa, di chi già è appassionato, di quelli sui quali si potrebbe contare in ogni caso. Insomma, si tratta di sorprendere senza effetti speciali, e senza scorciatoie, un'arena tradizionalmente distante dalla vita delle biblioteche: parte del mondo giovanile, parte dei cosiddetti giovani adulti in età produttiva, parte del pubblico femminile, e, più in generale, tutte quelle persone che patiscono una organizzazione della vita in virtù della quale la cultura fa parte di un'area temporale irraggiungibile nel difficile bilancio tra lavoro, famiglia, spostamenti, incombenze "obbligatorie".

E qui si inserisce l'elemento di innovatività sul quale il sistema delle biblioteche dei Castelli Romani sta lavorando: la biblioteca diffusa.

La biblioteca diffusa è una biblioteca che cammina e che va verso i suoi potenziali interlocutori.

Le prime sperimentazioni della biblioteca diffusa portano i libri nei locali dei parrucchieri. Luoghi per antonomasia considerati frivoli e dove, in realtà si va per rispondere a una domanda di cura di se stessi. La medesima domanda che, in fondo, ci porta in biblioteca.

Si è dimostrato, in questi primi mesi di sperimentazione, che le persone cha vanno a curare i capelli, o la pelle, o le mani hanno una disposizione positiva verso la lettura, hanno finalmente un momento per sé durante il quale qualcuno si occupa di loro mentre loro possono dare una rapida occhiata a un libro. E se il libro piace, possono prenderlo in prestito. E, dal libro, possono partire per differenziare gli argomenti di conversazione e gli interlocutori.

Del resto l'esperimento anglosassone dell'Idea store, al quale in parte si ispira questa esperienza, nasce dalla medesima analisi della realtà. Il tempo per la lettura è compresso. Allora si prova a dilatarlo, portando la lettura "con i piedi per terra", mescolandola al fluire, a volte nevrotizzante, della vita quotidiana, dando respiro alla frenesia di ogni giorno, e rendendo più semplice la voglia di nutrire l'immaginazione, di sorridere, di appassionarsi a una storia.

Le biblioteche camminano verso le persone e le loro vite di ogni giorno. E' un buon modo per cominciare a fare della cultura uno strumento vicino e utile a chi vive sul territorio.

Questa esperienza arricchisce ulteriormente l'approccio di sistema, come modalità di funzionamento della cultura sul territorio, e ne moltiplica gli effetti. Il sistema, che di per sé è un concetto vago e alquanto abusato, viene vissuto e interpretato, in questo contesto, come un tessuto concreto e quotidiano di relazioni coordinate tra attori diversi. Relazioni che già esistono, o che possono essere create o rafforzate, e che vengono coltivate con intelligenza e secondo modalità leggere, ma al tempo stesso efficaci, di iterazione.

Per essere sistema, le biblioteche dei Castelli Romani hanno scelto la chiave della raccolta e gestione delle informazioni, secondo un principio in virtù del quale tante piccole iniziative locali possono diventare un grande cartello di iniziative del territorio.

E si può dire che, fino ad oggi, questo principio si è rivelato vincente.

La rivista Viva Voce, l'inserto Castelliinforma, il sistema dei VivaVoce Touch recentemente lanciato, rappresentano altrettanti "mega-schermi" sui quali va in onda la vita culturale del territorio dei Castelli Romani: mostre, cinema, teatro, musica, spettacolo dal vivo, ma anche sagre e manifestazioni tipiche della cultura popolare. Nuove voci che prendono la parola, fotografie, commenti, appuntamenti, sinergie positive tra iniziative e progetti, uso coordinato di spazi fisici e di risorse finanziarie, tecniche e organizzative per ottimizzare l'impatto di singole attività e amplificarne la visibilità.

La sinergia tra la Provincia e le Biblioteche dei Castelli Romani ha dato forma a una modalità di intervento che disegna nuove forme di collaborazione tra le amministrazioni locali, le associazioni, gli enti turistici, le imprese private e i comuni cittadini che di questa kermesse sono, al tempo stesso, i fruitori e i protagonisti.