RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Arte

Arte e fede nella nuova Via Crucis

Cimitero Monumentale di Marino

"La Via Crucis: una delle più popolari pratiche devozionali del cattolicesimo, dettata da sentimenti di commozione e compassione profonda per il sacrificio del Redentore e da sempre uno dei temi preferiti dell'arte cristiana, dai rimandi fortemente simbolici, drammatici e riflessivi" (Franco Campegiani)

Il Cimitero Monumentale di Marino si è di recente arricchito di 15 nuove stazioni della Via Crucis. All'interno del vecchio muro di cinta, fatto erigere nel 1870 dopo l'editto napoleonico di Saint Cloud del 1806 sulla regolamentazione delle strutture cimiteriali, erano presenti 14 edicole raffiguranti le altrettante stazioni della Via Crucis, ma le insidie del tempo le avevano ormai quasi completamente cancellate... Poi, per iniziativa dell'infaticabile sacerdote marinese Don Angelo Guercini, che forte del suo ministero pastorale si è fatto carico per anni di seguire il progetto, ottenere l'approvazione dei bozzetti da parte del Ministero dei Beni Culturali e reperire fondi per l'Amministrazione Comunale, e grazie alla disponibilità di 14 artisti operanti nell'ambito territoriale dei Castelli Romani (Tiziana Bunito, Alessio Deli, M. Cristina Di Bono, Mario Franceschini, Marina Funghi, Roberto Giansanti, Vito Lolli, Luigi Marazzi, Rossana Mecozzi, Doriana Onorati, Claudia Passaglia, Corrado Romualdo, Mario Silvestri, Mariannita Zanzucchi), che hanno offerto il loro talento gratuitamente, le edicole hanno riconquistato il loro antico splendore.
Nelle edicole restaurate sono state collocate 15 tavole di legno di pino marino, alte un metro e sessanta e larghe 90 centimetri; dipinte tutte ad olio ed acrilico, sono osservabili da una distanza di circa 4 metri. Esprimono la diversità "poetica" di ogni artista, e arricchiscono l'ambiente circostante: forme e colori si staccano con forza dalla continuità grigia, e un po' tetra, del muro di cinta; l'arte e la fede si incontrano, con i colori sanguigni della Passione e quelli eterei della Resurrezione, in un cammino di sofferenza che si snoda lungo i viali circondati dai sepolcri, percorrendo le scene salienti del sacrificio di Cristo, dal Pretorio di Pilato al Calvario, ma che ha come epilogo la beatitudine dell'eterna Luce Divina (l'ultima 'stazione', gloriosa, a tinte pastello, è posta presso il monumento ai caduti, proprio di fronte all'ingresso del cimitero).
Il lavoro svolto da ogni artista non è stato semplice: era necessario attenersi al tema utilizzando un linguaggio figurativo e che fornisse al fruitore un messaggio di facile comprensione, e allo stesso tempo realizzare un'opera di elevato valore artistico. Il filosofo e critico d'arte Franco Campegiani ha così espresso il suo giudizio sul risultato di questa "sfida": "Gli autori di queste opere, 14 validi artisti, alcuni dei quali dotati di eccezionali curriculum, si sono espressi secondo sensibilità contemporanee aderenti alla tradizione, e hanno dato vita ad una Via Crucis all'aperto fortemente ricca di pathos e sublimazione del dolore, secondo i canoni tipici dell'arte drammatica".
Alcuni di essi, già noti per essere attivi da anni nel vivacizzare il fermento artistico dell'area albana e tuscolana, hanno di recente costituito un'associazione denominata "Accademia Castrimeniense", che ha l'intento di promuovere iniziative di carattere culturale, sociale, artistico volte alla diffusione e allo sviluppo di tutte le forme espressive e facoltà creative, nei diversi ambiti (cinema, teatro, musica, danza, scrittura, poesia...), con particolare attenzione alle arti visive. La nuova associazione sarà presentata ufficialmente a Marino, presso il Museo Civico "Umberto Mastroianni", il 18 aprile 2009, alla presenza di personalità di spicco del mondo dell'arte e della cultura, e nell'occasione sarà inaugurata anche una mostra di opere degli artisti dell'Accademia (visitabile fino a fine mese) con relativo catalogo.

Per la rubrica Arte - Numero 80 aprile 2009