RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Indro Montanelli nel centenario della nascita

Un volume di 648 pagine, edito da Rizzoli per il centenario della nascita del più lucido, combattivo, indipendente giornalista italiano, il fucecchiese Indro Montanelli, nato nel 1909 e morto ultranovantenne, nel 2001 ( a Milano, un secolo dopo Giuseppe Verdi, al quale Montanelli dedica bellissime pagine nel quinto volume della sua Storia d'Italia). A compilarlo, con vasta conoscenza dell'opera omnia ( la quale è immensa ) di questo italiano irriducibile, è stato un giovanissimo scrittore e critico letterario, nostro conterraneo ( è di Santa Maria delle Mole ): Paolo Di Paolo. Il fatto è significativo in sé, e non solo perché Di Paolo fu in corrispondenza col celebre Maestro ( si legga la pag. 630 della postfazione per apprezzare il garbo, il riserbo d'una venerazione dell'allievo ancora adolescente verso un protagonista del Novecento), ma perché non sarebbero mancati amici e conoscitori di Montanelli per compilare un'antologia, semplice all'apparenza, ma difficile nella sostanza strumentale. Montanelli, infatti, potrebbe prestare il fianco a modellamenti se non ideologici, almeno polemici, data la sua sterminata produzione e il raro ( ma scomodo ) equilibrio di visione del mondo contemporaneo ( cosa da paragonarsi a un Guicciardini, a un De Sanctis, in ambiti concomitanti come è nella visione complessa che Montanelli ha della realtà dinamica, contraddittoria, facilmente confondibile nel giudizio immediato).
Un giovane di 25 anni, dell'intelligenza raffinata di Paolo Di Paolo, ha conosciuto sùbito, credo, il pericolo al quale andava incontro. Lo ha evitato con un fiuto che gli fa onore. Le selezioni prendono in considerazione sia i giornali sia i libri, cioè gli articoli e le pagine a firma di Montanelli. Eccezionali i ritratti di personaggi famosi, ma emblematiche le parti autobiografiche, le corrispondenze di guerra da ogni nazione d'Europa. Di Paolo ha messo in luce non solo il gagliardo scrutatore dell'animo umano ( e dei fatti, delle menzogne, dei falsi profeti e dei leccapiedi che lasciano scia di lumaca nella cronaca corrotta dall'ambizione e dal denaro); ha, soprattutto, sottolineato - con acume, ripeto - la potenza dello scrittore Montanelli. La definizione di giornalista è riduttiva, infatti.
Il lavoro di Paolo Di Paolo non è solo una fatica di antologizzazione, bensì una selezione su un piano ben preciso di finalità complesse. D'altronde, è un'impresa ardua dare il senso d'un autore tanto profondo quale Indro Montanelli, avendo a disposizione poco più di 6oo pagine. In esse c'è il genio di Montanelli, la sua intuizione sicura, ma soprattutto c'è un'Italia tracciata a fuoco su tavole di bronzo, se non come i Dieci Comandamenti lavici e petrosi, almeno similmente alle XII Tavole della Roma del Diritto: era l'inizio dell'intelligenza giuridica, ma il genio romano raccolse con creativa giustizia quell'eredità. Chi accoglierà quella di Montanelli?

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PAOLO DI PAOLO ( a cura di)
Indro Montanelli. La mia eredità sono io. Pagine da un secolo
Rizzoli ( BUR ), pp. 648, E. 12,00

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 78 febbraio 2009